Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

parlare con i genitori

rererere
modificato April 2018 in Terapia familiare
come si può parlare con i genitori senza che fraintendano o si arrabbino o si preocupino o non ti credano?

purtroppo non ho un buon rapporto con loro (passo da dipendenza a scontro totale) e in tanti anni di depressione ho fatto tante promesse mai mantenute o ho rifiutato tante occasioni.
ora vorrei tirarmi su e realizzare delle cose nella vita e vorri parlarne con loro. ci ho provato ma non mi credono o credono le ciò che desireo io sia inutile o solo una mia fantasia che mai sarà realizzata.
tutto questo destabilizza la mia già poca fiducia e volontà che ho nei miei confronti.

coe posso esprimermi e essere accettata nonostante io non sia una figlia perfetta?
«134

Commenti

  • ModeratoreGuidaPsicoModeratoreGuidaPsico
    Ciao Lilli,
    benvenuta nel Forum di GuidaPsicologi. Mi spiace per quello che stai vivendo. Per quale motivo hai bisogno della loro approvazione? Non pensi che spiegargli cosa hai in mente sia sufficiente? Sei tu che decidi della tua vita. Puoi anche rivolgere una domanda pubblica ai nostri professionisti: https://www.guidapsicologi.it/domande Sono certa sapranno orientarti al meglio.

    Facci sapere!
    A presto
  • Tania28Tania28
    Ciao, credi che non accetterebbero i tuoi piani? Quali sarebbero se posso chiedertelo?
  • Roberto311Roberto311
    Ciao quando parli di depressione, ti riferisci a una diagnosi fatta da un medico?
  • rererere
    inizio rispondendo a roberto. si la diagnosi è stata data da uno psichiatra e da uno psicologo, anche se effettivamente la mia non è depressione maggiore(secondo diagnosi), ma più un abbassamento e alternanza del tono dell'umore. mi ci ritrovo in molti sintomi depressivi, compresi isolamento e chiusura(che perdura da anni).
    anche se mi sono state dette delle cose riguardo a una diagnosi, credo sia difficile inquadrare complentamente il disturbo in una sola parola(infatti credo sia più corretta la diagnosi psicologica(sia per numero di sedute effettuate) che mi inquadra in molti disturbi di personalità) .
  • rererere
    mi sono rivolta a questa comunità percè purtroppo passo molto troppo tempo in solitudine e con le conoscenze fatico ad esprimere ciò che mi porto dentro.

    le mie paure hanno molteplici cause:
    -come sono cresciuta: senza entrare nei dettagli ho avuto dei grossi problei di salute in infanzia e i miei genitori mi hanno sembre protetta e tenuto lontana da ogni pericolo.
    -io stessa: di mio (forse anche dovuto a ciò di cui racconto sopra) ho pochissima fiducia in me stessa e non sono capace di affrontare la vita in autonomia. sono una persona ansiosa, che ha paura di tutto e sopratutto scostante: ho tantissimi blocchi mentali che mi impediscono di fare qualsiasi cosa.
    purtroppo ho serie difficoltà a condurre una vita normale: poche conoscenze, non esco mai, ho difficoltà a rapportarmi con le persone e ho problemi ad avere un'occupazione. faccio fatica a parlarne perhcè sono stata spesso giudicata male.non entro nei dettagli.
  • rererere
    io credo che i miei genitori non mi accettano per quella che sono. sono una persona costante che cambia spesso idea o abbandona tutto.
    sto cercando anche attravero la terapia di cambiare questo mio stato mentale. secondo la psicologa anche se ho tempi lunghissimi sto avendo dei miglioramenti e mi sto impegnando a vincere le resistenze(io fatico a vederli e credo anche le altre persone perhcè si aspettano da me grandi cose).
    purtroppo proprio a causa dei miei comportamentamenti non vengo presa più seriamente.
    quindi mi ritrovo non olo a lottare contro me stessa ma anche contro le altre persone.
  • rererere
    Cosa posso fare concretamente per esprimere quello che provo o quello che desidero senza rovinare tutto?
  • Sandra66Sandra66
    Insomma tu vorrsti esporre un tuo progetto ai tuoi genitori e hai paura che loro non lo approvino perché ne hai abbandonati troppi in passato giusto? Perché hai bisogno della loro approvazione?
  • rererere
    Esatto.
    Ho bisogno della loro approvazione un po' perché viviamo insieme è comunque lo verrebbero a scoprire, un po' per correttezza e perché ciò sicuramente mi fa sentire più serena e tranquilla e infine anche per una questione economica (per quanto io mi stia sforzando di superare la paura del lavoro(mi sto impegnando davvero tanto)al momento faccio lavori saltuari e non sono indipendente neanche dal punto di vista economico).

    So che magari sembro pazza ed è solo un problema che io nella mia testa (perché per compiere uno di questi desideri (un piccolo viaggio)ho guadagnato di mio le risorse economiche per realizzarlo(Anche se molto poco è frutto dei piccoli lavori svolti) eppure sono terrorizzata dallesprimerlo e dirlo: se non mi dessero il permesso o non mi appoggiassero sono sicura che rinuncerei come ho fatto in passato.

    Per ora i miei desideri sono: fare una piccola esperienza fuori casa e poter tornare a studiare(so per questo ci vorrà più tempo e soldi). Siccome ne avevo già parlato in passato non mi hanno preso sul serio...anzi abbiamo finito per litigare.

    Non so neanche cosa dire, come incominciare il discorso senza scoppiare a piangere.
  • Marisa44Marisa44
    Devi forzarti un po' ed uscire dalla tua zona di confort. Se non ti piacciono o non stai comoda con le persone non è necessario avere tanti amici o circondarsi di gente, ma ti devi comunque mettere alla prova anche fcendo cose che ti spaventano. Non so, se il problema è che la tua salute ti ha causato insicurezza, forse la dovresti sfidare. Lanciati con il paracute o fai un viaggio aventura. Smetti di guardare il soffitto e fai qualcosa senza paura di sbagliare o farti male.
  • Sandra66Sandra66
    Mi sembrano ottimi progetti. Un'esperienza all'estero, per esempio per studiare una lingua, ti farebbe benissimo. Ti farebbe crescere e diventare più indipendente e sicura. Questi sono argomenti che puoi usare con i tuoi. Cerca di controllare le emozioni, ma la cosa più importante è essere indipendente, perché ti darebbe molta più forza e convinzione nel difendere la tua idea. Loro hanno avuto le loro ragione per iperproteggerti, ma devono capire che è tempo di spiccare il volo se vogliono che loro figlia diventi un po' più sicura. Rassicurali, fagli vedere che ti senti forte e che il tuo è un desiderio da adulta e non un capriccio.
  • rererere
    è proprio quello che mi sto sforzando di fare: vincere le mie resistenze e superare le paure.
    sono cose fattibili, ma come ho detto servono risorse economiche e anche se poche ci sto mettendo del mio. il problema è che comunque non bastano. poi mica posso prendere e partire senza avvisarli oppure fare le cose di nascosto: ho paura di peggiorare il nostro rapporto già molto precario.
    purtroppo ho parlato più volte a loro del tornare a studiare (quando era il tempo stavo troppo male e ho rifiutato) tant'è che ora anche solos entir dire "io ho altri progetti"(rispetto magaria ciò che vorrebbero loro, scatta la lite e si arrabbiano tanto da darmi mettere costantemente in dubbio ogni cosa.
    anche la storia del viaggio mi spaventa molto: ho chiesto da sola dei preventivi e purtroppo per l'estate il costo è davvero alto sia per coprire la spesa da sola sia per chiedere aiuto ai miei. pensavo di rinviare la cosa a dopo le vacanze o chiedere info su programmi di volontariato(più economici)ma ho paura (visto che cambio subito idea)di perdermi di nuovo come ho fatto con altre cose. e se poi dico loro di questa cosa e non la porto a termine? non posso neanche troppo temporeggiare perchè immagino che prenotando in anticipo qualcosa potrei risparmiare.

    puertroppo per è difficile fare qualsiasi cosa e sono terrorizzata già di mio. e questo compromette anche l'esporre la cosa agli altri: per loro io devo essere forte e decisa, ma non immaginano quanto sia difficile per me (e credo anche per loro) allontanarmi o fare scelte così.
  • Mafalda2Mafalda2
    Cerca di dare concretezza alle tue paure. Non una paura genericha ma scrivi su un foglio esattamente cosa pensi che ti potrebbe capitare. Non cose come 'pentirsi' o 'cambiare idea', ma cose concrete: stare male, venire abbandonata, perdere soldi. Le vedrai su un foglio e riuscirai a razionalizzare che nel 99% dei casi sono paure immotivate.
  • rererere
    Ho provato più volte a scrivere su carta o esplicare a voce le miei desideri...ma non è servito a nulla.
    Logicamente è razionalmente anche io capisco che è irrazionale. Ma sono una persona fortemente emotiva e anche la terapia fatica a sdradicare blocchi molto resistenti e forti. C'è anche da dire che per me ogni esperienza negativa è un grosso trauma che mi porto dietro anche per anni (che poi credo che la mia mente estremizzi e drammatizzi ancor di più). Faccio davvero fatica a staccarmi da queste esperienze che magari per una persona normale non sono nulla ma per la mia mente sono vissuti come cose negative gravi (credo si dica trauma).
  • Leonardo56Leonardo56
    Io ti capisco, ma tu non sei solo la tua mente. Siamo abituati a credere che la nostra mente non ci menta mai, ma non è così, a volte ci manda stimoli fallaci e bisogna imparare ad eliminarli, come lo spam. Pensa di meno ed agisci di più, anche a rischio di sbagliare. È l'unico modo per crescere.
  • rererere
    Leonardo questo è il lavoro che sto compiendo unendo terapia è cercando soluzioni attive. È difficile è devo superare le mie resistenze.
    Ma il problema vero è un altro: avere l'appoggio dei miei genitori è importante per me è quello che chiedo è come posso esprimermi ed essere accettata dagli altri.
    I problemi con la mia mente e con le mie paure me ne sono presa carico e le sto affrontando.
  • Sandra66Sandra66
    Il fatto che gli altri non ti accettino è un errore tuo, sei tu che non ti accetti. Ai tuoi genitori devi spiegare ciò che vuoi fare, ma devi essere coerente e portare le cose fino in fondo, altrimenti non puoi chiedere soldi. Se non sei sicura di poterlo fare è meglio che trovi il modo di rimediare tu il denaro.
  • rererere
    Ciao Sandra66, I soldi infatti li sto recuperando io (Per un eventuale vacanza studio già da questo mese ho raggiunto una buona base per permettermi di pagarlo interamente io) per tornare a studiare ci vorrà molto più tempo e di certo le mie finanze non basteranno.
    Ma anche se ci sono i soldi il problema di come dirlo permane. L'anno scorso ho accettato senza dire nulla ai miei di fare un corso molto costoso(per ora non me ne faccio nulla ma l'ho pagato è portato a termine), è l'ho pagato per intero io con i miei risparmi.
    I miei mi hanno fatto pesare questa decisione come se ci avessero messo loro i soldi dicendomi quanto fosse inutile e sbagliata. Così come ogni altra mia rarissims decisione. Per questo ora sono terrorizzata.

    Io di mio sto imparando ad eccetarmi, anche se mi guardo in torno è essere un soggetto ansioso non è una caratteristica che ti rende speciale o una buona caratteristica(Come potrebbe essere qualsiasi altra cosa) ma una spina nel fianco che ti impedisce anche di portare avanti qualsiasi cosa. Quindi non parto di certo su una buona base su cui accettarmi.
  • Mafalda2Mafalda2
    A questo punto dovresti cercare di limitare l'influenza dei tuoi genitori, la loro protettività ti crea insicurezza. C'è da capirli ma ti dovrebbero dare più fiducia, perché solo così puoi crescere. Tu però devi cercare di portare a termine gli impegni che ti prendi, perché altrimenti diventi poco credibile.
  • rererere
    Certo io mi sto impegnando fortemente a portare a termine gli impegni presi (non so se loro lo hanno notato ma spero di si visto che negli ultimi mesi sto cercando di incastrare vari lavori (anche se saltuari). Anche perché se non fossi in primis io a essere proattiva anche certi progetti non li avrei presi in considerazione. Certo non posso dire che da un giorno all'altro diventerò una persona "normale": le mie ansie mi accompagneranno sempre, Non sarò nei la figlia perfetta (perché io credo che i miei siano i primi a non vedermi "a posto"come gli altri) farò un sacco di sbagli, ma ce la sto mettendo tutta per superare i MIEI problemi (anche perché sennò non sarei in terapia e non ci andrei tutte le settimane). Il problema sono i problemi dei miei genitori(traumi e paure che riguarda o me immagino), che purtroppo spesso confondo con i miei, quando in realtà loro non hanno proprio la minima intenzione di affrontarli.
  • rererere
    a distanza di una settimana non ho ancora trovato modo di dire ai miei genitori dei miei intenti. Mi rendo conto di non esserne sicura al 100% e di avere moltissima paura già di mio.
    Tutto ciò si ripercuote nel fatto che ho smesso di fare tuttoi. mi succede per ogni cosa, credo di aver perso l'interesse e la verve iniziale (che dura pochi giorni, infatti cerco sempre di concentrare le attività in questo brevissimo tempo). la paur ami impedisce di portare avanti progetti. fatico a reggere da sola il peso di quelle che possiamo anche chiamare "responsabilità".
    Penso spesso a cosa dire, che parole usare(con i miei non abbiamo mai conversazioni pacifiche e per me è difficile esprimere ciò che provo o anche solo fare una richiesta), a che azioni intraprendere, ma immancabilmnte quando arriva il momento, mi tiro costantemente indietro. Attribuisco molto spesso alla pigrizia, ma credo che sia mancanza di motivazione o paura paralizzante. non sono mai tranquilla.
    scusate se sono pesante.
  • Sandra66Sandra66
    Scusa, ma la terapia ti sta aiutando un po'? Perché l'obiettivo sarebbe quello dicambiare questa situazione. Se vai una volta alla settimana e continui ad essere così spaventata di tutto, forse non è il terapeuta giusto. Ed anche i tuoi sapendo che vai una volta alla settimana da tempo e non vedono cambiamenti forse non si fidano molto.
  • rererere
    se guardiamo i risultati la terapia mi sta aiutando(quella attuale): sono passata da non fare proprio nulla a ora che anche se per pochi giorni al mese, gestisco più di un committente. se mi viene proposto un nuovo lavoro invece di dire di no a priori ora lo provo. ho ancora problemi a ricercare un lavoro continuativo (anche perhcè questi lavoretti sto imparando a gestirli e mi danno sicurezza), ma credo sia solo questione di tempo: devo solo portare a termine la maggior parte di esperienze non traumatiche per soppiantare quelle (che sono i lavori continuativi) traumatici e terribili per me.

    per quanto riguarda i miei, in questa terapia non sono coinvolti, anzi, mia madre l'ha scoperto dopo quasi un anno che andavo in terapia. sono in cura all'asl.

    i cambiamenti ci sono stati, sono oggettivi, se per i miei è troppo poco o non notano la differenza...mi importa poco.

    il problema principale è ciò che desidero io. non sono abituata a fare richieste o a esprimere ciò che provo. anch eli c'è ancora un trauma di mezzo: tutto ciò che ho espresso (un corso, l'università) non ha ricevuto approvazione da parte dei miei. sicuramnete per paura che non portassi a atermine la cosa, ma forse anche perchè anche loro han paura del distacco, che io possa fare errori.

    io credo che per molti versi sia vista come una bambinona o come una disabile. hanno vissuto con la paura che io potessi avere qualche mancanza per molti anni. per fortuna sono sana(mi dicono sempre che mnon mi manca nulla) ma credo che la mia ansia e il conseguente percorso (che richiede allontanamento da loro o scelte diverse da ciò che pensano loro) li mandi in crisi.

    da una parte vorrebbero che io crescessi, ma ciò comporterebbe l'abbandono da parte mia e la perdita di controllo che hanno su me (che in qualche modo credo li rassicuri). vorrebbero che io crescessi alle loro condizioni.
  • rererere
    il mio problema principale è il tempo: affinchè i cambiamenti avvengano (sia nella mente che concretamente) ci volgiono mesi se non addirittura anni (ma con questa terapia noto che rimaniamo sulle settimane/mesi). e ho bisogno di continue rassicurazioni. la psicologa mi ripete spesso che mi sostiene, ma non posso basare il sostegno solo su una persona che vedo una vota a settimana e che non fa parte del mio quotidiano (per quanto la rispetti come professionista).

    inoltre mi viene detto spesso di trovare dei metodi per auto-sostenermi nei momenti di crisi. ma sinceramente non ho ancora trovato le risorse per farlo, per il semplice fatto che non mi sono mai sostenuta da sola(non so proprio come fare), con un'autostima pessima e risultati negativi che mi segnano non poco.

    purtroppo qualche esperienza lavorativa positiva o portata a termine non basta a cancellare o sostituire il senso di inadeguatezza che mi porto dentro.

    come costruire la mia fiducia in me, dopo più di 20 anni dove non c'era l'ombra, credo sia molto difficile da fare.
  • Sandra66Sandra66
    Tutto giusto. loro ti hanno iperprotetta per i problemi di salute che hai avuto o forse perché sono fatti così (hai fratelli o sorelle? si comportano allo stesso modo con loro), però tu ora devi uscire dal nido e imparare ad andare con le tue gambe, anche commettendo errori, che sono necessari per crescere. E loro lo devono accettare per il tuo bene. Se ti vedessero matura anche nell'esporre queste esigenze, seria, comprensiva delle loro paure, ma determinata, senza piangere o strillare, probabilmente ti appoggerebbero. Magari in cuor loro continuerebbero ad avere dubbi e paure, ma sentirebbero che devi farlo per il tuo bene. Non ti stupire nemmeno se lì per lì la risposta fosse negativa. Tu digli: "Va bene. capisco i vostri dubbi, io però questa volta sono decisa. Vi lascio qualche giorno per pensarci meglio con calma e sono sicura che alla fine capirete che è la cosa migliore per me". Nervi saldi e mostrati adulta.
  • rererere
    no sono la loro unica figlia. e credo che ciò peggiori ulteriormente la situazione.
    il problema è che io non sono sicura delle mie decisioni perchè sono abituata a mollare sempre.
    non ho un carattere stabile e sono incline ai cambiamenti d'umore. le uniche volte in cui mi sono salvata è quando reattivamente ho reagito d'istinto, facendo le cose di getto.
    la psicologa mi ha sconsigliato questa modalità d'azione.

    poi sicuramente una volta inizitat potrei portarla a termine, ma chi mi assicura che non mollo poco dopo? che non mi lamenterò e avrò paura? che non piangerò? le immegini delle mie esperienze negative o dei loro no riaffiorano ogni aualvolta desidero qualcosa.
    sono una persona estremamente emotiva e per esprimere ciò che sento, piangere mi aiuta a tirare fuori tutto.ed è probabile che succederà in ogni situazione.quello del mostrartmi adulta è impossibile, perhcè non mi posso definire tale emotivamente. lo vedo pure io ch eson piena di emozionie paure che alla fine vengono sfogate in quetso modo.
  • rererere
    la mia grande paura non riguarda solo i miei. magari loro non vorranno appoggiarmi oppure si, ma tutto queto è figlio del mio non essere davvero sicura di ciò che desidero,
    il problema è che non potrò esserlo mai finchè non ci sono dentro. quindi non ho la certezza su di ME più che sui miei genitori.
    credo che se fossi davvero sicura delle mie idee(cosa che non è mai avvenuta, ho persino rinnegato, abbandonato e colpevolizzato ciò che mi piace fare)sarebbe più facile gestire la situazione.
    è un loop infinito.
  • Leonardo56Leonardo56
    Sì è un loop. Sicura al 100% non lo sarai mai. Il controllo totale non esiste, invece di stare nella cameretta a piangerti addosso, è più utile buttarsi e rischiare di sbagliare e farsi male.
  • rererere
    leonardo io non credo che tu abbia capito il punto.
    buttarmi mi butto, ma ci vuole anche una certa predisposizione mentale al buttarsi. ci sono cose che ho affrontato, ma ci è voluto molto tempo affinchè la mia mente si sentisse sicura di agire senza che i rischi negativi siano
    è facile dire buttati e sbaglia come se fosse la cosa più naturale del mondo (per me non è così).
    devi tenere conto che ogni esperienza negativa, es. dal primo ragazzo che mi ha lascitao, alle prese in giro dei compagni di scuola, ai rimproveri dei capi ecc....anche cose magari banali viste da fuori ma che per me diventano veri e propri traumi che mi porto dietro per tanto tempo (molte cose persistono tutt'ora).
    è facile dire sbaglia quando lo sbaglio viene vissuto nel modo in cui si riesce ad andare avanti con la propria vita senza sentire nulla....invito a riflettere anche voi perhcè chi è in situazioni di disagio percepisce il mondo in maniera diversa dalla "normalità" o maggioranza...
    noto molto bene questa differenza. anche perchè se mi bastava il canonico percorso le terapie nel mio caso non durerebbero anni, anzi mi basterebbe seguire i classici consigli di una persona cara.
    (tutto questo è detto in tono pacato, tranquillo, non con l'intento di attaccare o contraddire, ma di aiutare a capire come vedo io le cose (per quanto contorte possano apparire).
  • rererere
    Ho talmente tanta rabbia repressa che mi è venuta la dermatite.
    In questo periodo mi sto dando da fare per evitare di evitare ciò che mi fa paura. Sto accettando delle piccole offerte di lavoro in vari ambiti. Mi sto impegnando tanto, lo faccio per me è in modo autonomo tenendo all'oscuro dei miei fino a fatto compiuto. So che non lavoro molto ne ho una retribuzione ottima ma so che è un passo necessario per rafforzare l'autostima.
    Naturalmente i miei non vedono nulla anzi continuano a dirmi che devo trovarmi un posto dove non lavoro solo il Week dove prendo abbastanza. Discorsi che a livello razionale ci stanno, si bene anche io che non potrò andare avanti così per sempre. Ma a livello emotivo sono devastata,arrabbiata, perché non possono sempre firmi cosa fare e non fare, perché queste esperienze mi Sono utili e sopratutto mi sento capace di affrontarla e mi piacciono. Sono piena di rabbia repressa che non riesco manco a piangere. Ho persino preso informazioni per il viaggio in uno slancio d'energia. L'agenzia aspetta la mia conferma per prenotare. Non ho detto nulla ai miei ma di questo passo mi passa la voglia di andarci. Mi passa la voglia anche di andare al lavoro domani solo per non dargli la vinta(ci andrò comunque).

    Ho una sensazione Di rabbia crescente ogni volta che mi dicono qualcosa sul lavoro. Vorrei fare o dire qualsiasi cosa, invece me ne sto qui piena di rabbia Che non posso esprimere, che non potrò tenere dentro ancora per molto.

    Posso fare qualcosa?
Accedi oppure Registrati per commentare.
Nuovo tema

Categorie