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Obesità, Il mio è un mondo di contraddizioni

Lucia137Lucia137
modificato 11 October in Bulimia
Ho 37 anni e sono obesa dentro e fuori. Il mio è un mondo di contraddizioni. Nell’ambito professionale mi sono sempre imposta di essere “più” per compensare il mio aspetto e ottenere risultati oltre ogni media ed esser riconosciuta per ciò che sono e non ciò che sembro. Questo mi ha ripagato con crescente successo. Per nascondere le mie debolezze sono sempre stata la roccia, la forza per gli altri aiutandoli in ogni occasione a superare anche i momenti più bui. Poi c’è la me fragile. Quella che nasconde il proprio dolore tra le mura di casa, che si priva delle gioie della normalità come un tuffo al mare in cui sono praticamente nata e cresciuta, una famiglia che è sempre stata il mio sogno...che non chiede aiuto alle persone che ama per non essere un peso o forse solo per il timore di non riceverlo o vederlo sminuito come è sempre accaduto quando ci ho provato...quella me che divora il cibo come un veleno a cui non Sa rinunciare nonostante la consapevolezza che questo mi sta ammazzando! E su questo punto si scontrano le mie due parti: quella vincente si arrabbia e diventa giudice inclemente per questa debolezza perché sa bene ciò che mi sta togliendo... e allora mi chiedo perché continuò a perdere? In tutto questo sono sola perché è questa la pena che devo scontare di cui sono l’unica Colpevole. Ho tentato diete di ogni genere..inizio con grandi risultati e poi...non le porto mai a termine...
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Commenti

  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Ciao Lucia,
    prima di tutto benvenuta nella Comunità di GuidaPsicologi. Dalle tue parole saltanto fuori le tue forze e le tue debolezze, così come la tua consapevolezza! E questo mi sembra un ottimo punto di partenza.
    Vorrei consigliarti qualche articolo:
    - https://www.guidapsicologi.it/articoli/quanto-e-difficile-seguire-una-dieta
    - https://www.guidapsicologi.it/articoli/mangio-dunque-esisto-cibo-e-senso-di-se
    - https://www.guidapsicologi.it/articoli/il-peso-della-vita-quando-le-emozioni-e-il-cibo-si-scontrano
    Ora dimmi: cosa ne pensi?
    Ti consiglio di consultare il nostro elenco di professionisti specializzati a Como e provincia: https://www.guidapsicologi.it/studio/obesita/como
    Qualora volessi, potresti iniziare rivolgendo una domanda pubblica agli psicologo del portale nella sezione Lo Psicologo risponde: https://www.guidapsicologi.it/domande

    Facci sapere!
    A presto,
    Francesca
  • Lucia137Lucia137
    Grazie Francesca, ho letto con avidità gli articoli consigliati e mi sono riconosciuta sotto tanti punti di vista. La definizione che meglio mi identifica: "Poiché quello che riguarda sé è assai spiacevole, alla persona obesa spesso non resta che investire sull'esterno: ella è di frequente molto attenta agli altri, capace più della norma di cogliere emozioni e mettersi negli altrui panni, in altre parole è iper-empatica"
    Questo riassume la mia vita e soprattutto il senso di malessere che vivo ogni giorno... Io vivo la vita degli altri e ho rinunciato alla mia anche se cerco di pormi sempre un obiettivo, anche piccolo, che sia solo per me...
    Lo so che ho bisogno di auto ma, purtroppo, attualmente ho anche problemi di spostamenti (attacchi di panico quando viaggio da sola) e non sono riuscita ancora a trovare una psicologa che faccia servizio domiciliare...
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Lucia invece hai chiesto di poter fare almeno i primi colloqui su Skype, per esempio? Potrebbe aiutarti almeno all'inizio per poi riuscire a spostarti. Oppure non hai qualcuno che ti possa accompagnare?
    Vorrei consigliarti qualche altro articolo, questa volta su un altro argomento:
    - https://www.guidapsicologi.it/articoli/attacchi-di-panico-il-disturbo-del-nostro-tempo
    - https://www.guidapsicologi.it/articoli/attacchi-di-panico-quando-la-solitudine-toglie-il-fiato
    - https://www.guidapsicologi.it/articoli/attacchi-di-panico-cosa-fare-e-non-fare
    - https://www.guidapsicologi.it/articoli/come-superare-lattacco-di-panico
    Rimango in attesa di sapere cosa ne pensi!
  • Lucia137Lucia137
    Purtroppo sono da sola...la mia famiglia è lontana...però mi hai dato un'idea e proverò a cercare qualcuno su skype.
    grazie anche per gli articoli e credo proprio che i miei attacchi siano correlati al senso di solitudine.
  • Marisa44Marisa44
    Ciao Lucia, credo che tu debba trattare il disturbo alimentare e poi arrivare alla radice della tua insicurezza, trovando la forza di accettarti, senza doverti punire come sembra ch etu faccia inconsciamente. Non hai niente di sbagliato da espiare. Non ci sono psicologi nella tua città in modo da non doverti spostare?
  • Lucia137Lucia137
    Ciao Marisa, grazie per il tuo supporto. Purtroppo vivo in un paesino dove non ci sono psicologi e gli altri sono abbastanza distanti da raggiungere, Il colpevolizzare è ormai diventato un gatto che si morde la coda... e influisce anche sui rapporti affettivi...sento di dover dare sempre di più come se dovessi "premiare" chi mi vuole bene... mi rendo conto che è un meccanismo malato che addebbito tutto al mio aspetto. Credimi se tu mi conoscessi, in pubblico o nel lavorativo, non diresti mai questo di me... eppure nel mio intimo io sono questa.
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Figurati Lucia, è un piacere. Spero davvero che tu trovi qualcuno che ti possa aiutare su Skype!
  • Lucia137Lucia137
    Grazie :-)
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Figurati! E non dimenticare che noi siamo qui. Nel nostro piccolissimo e modesto sostegno che possiamo offrire, non ti lasciamo sola :) Anche se nessuno lo direbbe...e nel tuo intimo sei così!
  • Lucia137Lucia137
    Grazie, non sapete quanto aiuta anche solo una parola di conforto quando metti a tacere la voce che hai dentro :-)
  • Tania28Tania28
    Non capisco se la 'fuga' nel cibo sia più una punizione che ti infliggi perché sai che ti fa male o, al contrario, una ricompensa-compensazione per dover mantenere un atteggiamento così controllato nella vita normale. Forse dovresti equilibrare anche l'ambito lavorativo-sociale, permetterti qualche caduta in più, non essere così inflessibile e non avresti bisogno di evadere nel cibo.
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Interessante punto di vista, Tania! Vediamo cosa ne pensa Lucia :)
  • Lucia137Lucia137
    Ciao Tania è una rilessione da fare, mi hai dato un altro spunto... non so darti una risposta in quanto se le avessi probabilmente saprei anche la strada da intraprendere... il discorso è forse contorto, lo paragonavo al cane che si mode la coda... nel cibo perdo il controllo che ho nella vita e allo stesso tempo diventa anche il modo per punirmi per non aver resistito o per ridarmi quel buon umore che mi ha tolto proprio l'esagerazione con esso...
    Ecco la dipendenza da ciò che sai che ti fa male ma che allo stesso tempo reputi come l'unico porto sicuro, ciò in cui ti senti libera di lasciarti andare senza giudizi...
    E dopo? beh, dopo diventa proprio il motivo per cui ti giudichi, ti rimproveri e ti chiudi ancor più in te stessa perdendo la libertà di ciò che sei iniziando a vivere per ciò che vorresti essere...
    Forse sono stata contorta e mi rendo conto che faccio davvero fatica a tirar fuori ciò che sento in questo " rapporto malato"....
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Cara Lucia, secondo me - per quello che vale - nel tirare fuori ciò che senti non sei stata assolutamente contorta...al contrario, penso di aver capito la tua spiegazioni. Vorrei solo sapessi che qui non giudichiamo nessuno, in nessun caso. (E se qualche utente dovesse farlo, per sbaglio, poi se la dovrà vedere con me! :P) Spero la tua ricerca di un professionista stia andando bene!

    Rimango a tua disposizione :)
  • Lucia137Lucia137
    Purtroppo ancora nessuna risposta... e ieri ho inviato tante richieste in quanto ho avuto un brutto crollo dopo aver avuto una brutta notizia: a mia nonna, la persona che più amo al mondo, il mio punto di riferimento fin da quando ero bambina, è stato diagnosticato il morbo di parkinson...una malattia che, aldilà delli scompensi fisici porta anche ad uno stato depressivo...mi spiace essere tanto lontana e non poterla aiutare come vorrei...
  • Mafalda2Mafalda2
    Secondo me dovresti perdonarti di più, essere meno rigorosa e perdonarti degli sbagli che commettono tutti, concederti delle libertà e quindi forse non avresti più la necessità di prenderti questo spazio di evasione dalla responsabilità.
  • Lucia137Lucia137
    Hai ragione Mafalda... devo imparare...
  • Roberto311Roberto311
    Ciao, cosa intendi per obesa dentro? Pensi di avere troppe cose che ti tieni dentro?
  • Lucia137Lucia137
    Ciao Roberto, per me essere obesa dentro significa che privo anche la mia vita, i miei sentimenti di "leggerezza" in quanto mi lascio condizionare dal mio aspetto...
    Per fare un esempio: non vado più al mare, che amo alla follia, proprio perchè starei mai a farmi vedere e a vedermi in costume...
    non ho una vita sentimentale normale... anche se il mio fidanzato mi riempie di complimenti proprio sull'aspetto io tendo a non credergli... e se mi spoglio non mi guardo...
    Per dire, ero ad una visita medica e il dottore mi ha fatto spogliare e mettere sul lettino... subito ha notato non solo il mio imbarazzo ma che distoglievo lo sguardo anche dal suo, sentendomi in forte disagio.
    E caratterialmente ne risento tantissimo. Sono una persona allegra, socievole, espansiva e generosa oltre ogni limite, sempre a compensare ciò in cui sento di mancare...
    Faccio fatica a descrivere bene la sensazione che ho dentro ma è proprio come se il peso del mio corpo fosse tutto sul mio cuore e nella mia testa...
  • Mafalda2Mafalda2
    Ciao, hai sempre avuto questo problema? La cosa positiva è che sembra molto localizzato, voglio dire che gli altri ambiti della tua vita sembrano funzionare bene: nel lavoro hai successo e soddisfazione e il tuo ragazzo ti ama per come sei. Insomma hai tutto per essere felice. Forse dovresti concentrarti su questo problema, isolarlo ed attaccarlo in modo molto diretto (dieta, o perfino liposuzione se lo ritieni utile) e poi ovviamente agire sulle motivazioni che ti portano a mangiare in modo ossessivo-compulsivo per non ricadere nell'errore.
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Mafalda ha ragione da vendere! Non concentrarti solo su ciò che di te non ti piace, ricorda anche tutti gli altri aspetti positivi della tua vita!
  • Lucia137Lucia137
    Vero...devo lavorare su questo...
  • I_love_music_1I_love_music_1
    Lucia posso chiederti come vai al lavoro? O lavori da casa? Comunque mi accodo agli altri commenti. Hai un lavoro, un fidanzato cui piace così come sei. Quali mancanze senti? Metti da parte le paranoie se puoi, fatti aiutare e goditi la vita! Maledetta società malata concentrata solo sull'estetica.
  • Leonardo56Leonardo56
    Se non lo fai per te stessa (che è quello che dovresti fare) fallo per chi ti vuole bene, è una fortuna avere persone accanto e vanno premiate anche facendogli vedere che siamo felici.
  • Lucia137Lucia137
    Passano a prendermi in macchina la mattina e mi riaccompagnano la sera. Comprendo la vostra opinione ed è proprio ciò che han sempre pensato le persone con cui ho cercato di aprirmi: hai tutto, non ti manca nulla, di cosa ti lamenti? C’è gente a cui manca tutto, che è in condizioni disperate ecc. ecc. Così mi ha messa a tacere mia madre quando ero adolescente e le chiedevo di vedere uno psicologo perché mi rendevo conto che non stavo bene. A quel punto mi sono data dell’egoista, della persona superficiale che non sa apprezzare ciò che il Signore le ha donato... in quel momento mi sono resa conto che non era giusto lamentarmi, dovevo tacere e tramutare il mio malessere in aiuto a chi aveva più bisogno di me...Da quel momento tutti hanno acquisito la priorità e mi sono dimenticata di me, di quell’ingrata che sono...oggi sta rispuntando fuori...perché? Non lo so forse è solo un attimo di debolezza e devo rifare il percorso di anni fa imparando ad accettare o forse accantonare ed andare avanti senza egoismi di sorta.
  • Lucia137Lucia137
    Vedi Leonardo le persone che ho accanto mi vedono sempre felice. Non verso lacrime in loro presenza, li stimolo e li aiuto a superare i loro ostacoli e ci sono per ogni loro sfogo o necessità. Sono l’anima del gruppo. I miei amici mi vogliono con loro,ridono alle mie battute e sanno che possono contare su di me in ogni cosa. A mia volta so che non devo dar loro dolore. Ho provato ad aprirmi con mia mamma ed è stato un disastro così come col mio fidanzato...sono giunta alla conclusione che anche chi ti ama preferisce saperti felice e non ascoltare problemi perché ha i propri...ed i loro problemi a me tocca ascoltarli e risolverli...allora sai come giustifico la cosa? É carattere.
  • Mafalda2Mafalda2
    Capisco Lucia, relativizzare per capire la vera portata del disagio può essere utile più che altro per valorizzare gli aspetti positivi della propria vita. Detto questo però il disagio non svanisce e se non trovi qualcuno con cui confrontarti credo che tu lo debba fare con un professionista.
  • Lucia137Lucia137
    hai ragione da vendere Mafalda! Speriamo che qualche psicologo risponda alla mia richiesta. Voglio uscirne.
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Lucia non credo che gli altri utenti volessero minimizzare il tuo dolore, ma cercare di spronarti nel senso: cerca di non dare ascolto al tuo antico disagio, puoi essere felice! Penso che l'errore principale sia stato proprio - scusami se lo dico così chiaramente - quello di tuo madre che quando eri un'adoescente non ti diede ascolto. Purtroppo spesso non si da importanza a cose che invece un'importanza ce l'ha eccome. Non riesci a parlare chiaramente e onestamente nemmeno con il tuo fidanzato?
  • Lucia137Lucia137
    No infatti mi siete di grande aiuto ne sto parlando come non ho fatto mai...però anche con il mio fidanzato non posso parlarne fino in fondo perché non voglio diventare un suo problema visto che ha già i suoi...
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