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L'ora d'aria

donnadeboledonnadebole
in Testimonianze

Ho ventott'anni e mi mancano tutti. Mi mancano gli anni delle coccole profumate e della musichetta del carillon. Mi mancano quelli del disegno e del gioco con la barbie. Mi mancano i compitini fatti bene dentro la stanzetta, la continuità dello stesso sport con cui ho iniziato ad armonizzare il movimento.


Mi mancano le scarpe della misura giusta e non più grandi per durare anni. Mi manca l'amore per femminilità e l'impegno quotidiano che qualunque corpo merita.

Mi mancano le amiche del comune, i ragazzi del paese, mi manca più di tutto un esempio concreto d'amore, ne ho trovati mille tra le pagine e le pellicole..quelle storie così intense da essere narrate non sono poi così utili nella vita reale.


Mi manca la scuola che volevo, la formazione che merito e ora mi sento troppo adulta per avere.

Mi manca la carica di chi fa le cose giuste perchè ha accanto chi l'aiuta a valutare, chi non ha paura di chiunque altro, chi non rispetta stupidi legami di sangue fino a sdoppiarsi ipocritamente per mantenere la coda tra le gambe fuori ed esplodere di rabbia dopo, davanti a una merendina di troppo mangiata.


Non ho volontà. Non ho mai scelto nulla io e tutto ciò che mi procura gioia è un surrogato. Ho avuto un solo limite ed era non verbale: non puoi essere felice. La mia identità è scomposta e piena di errori che io non accetto, non amo, non abbraccio. Tutti quelli che hanno provato a farlo da fuori, li ho mandati via a calci.


La convinzione più radicata dei miei nove genitori (mamma, papà, fratello, nonne, nonni, zie, tutti mettevano la firma) era quella che "la famiglia è la prima cosa". Nessuno si domanda che forme abbia l'applicazione di quest'unico principio, alla cieca.

La seconda fissazione a casa mia è il lavoro. Lavorare lavorare lavorare. Come se all'uomo non fosse chiesto altro.Si fa fatica a starsene a pancia all'aria in pubblico.


Papà è così ed è così anche mamma. Il mestiere che fanno è rumoroso e nonostante lavorino in proprio papà passa li dentro tutta la giornata. Torna a casa, più o meno da sempre, accanto al caminetto e di fronte alla tv ignorando tutto il resto. La mamma e io di conseguenza, lo adoriamo come due secchi girasoli a settembre.


Mi viene da sbuffare ogni mezzora, nonostante abbia iniziato la terapia, vivere in quest'ombra mi sta togliendo ogni volontà. Mentre gli scontri dell'adolescenza e il rapporto simbiotico con mia nonna mi davano forza. Oggi sono più grande e so concettualizzare troppo: mi manca la mia ignoranza.


Sono tornata a vivere con loro dopo uno stupro, due dosi di LSD e cinque anni di cannabis. Ancora oggi voglio dimagrire, mi trovo orrenda per peli, pori, capelli ma non ho motivo di curarmi nè di uscire. Sono sempre più passiva perché ogni reazione che mi ha dato l'impressione di essere forte, combattiva, decisa ha gettato solo benzina sul fuoco.


Mia madre ha riversato se stessa su di me, interamente. Ero la scusa per avere vita sociale, ero l'aiutante nei lavori domestici, ero il fantoccio voodoo con cui sfogare a colpi di cinghia la pressione di sua suocera sul suo ruolo: tradizioni delle campagne abruzzesi. Simpatiche le vedrò quando mi sarà possibile avere relazioni per rigenerare la mia storia.


Sono molto sola, ho bisogno di stare chiusa dentro perché a casa mia ho trovato finalmente un angolino in cui posso farmi soltanto i fatti miei; la distanza di papà e la distrazione della mamma mi hanno resa troppo aperta alle altre vite. Sono così irrilevante che chi mi sta accanto è sempre più al centro di me. Forse chi conosce la sensazione saprà dirmi se si trova un modo di sfruttarla senza finire a fare la schiava alla propria famiglia, il medium..


Il cibo fino al mal di pancia, i tagli, relazioni malsane, le droghe. Così come il fumo, la tv, l'alcool, lo sfogo col partner, coi figli. In questa casa manca amore, per i propri corpi innanzitutto. La più grande soddisfazione di papà è stata sempre stremarsi di fatica, di mamma essere mamma, di nonna fare invidia a qualche vecchia vicina di contrada.. Non sono d'accordo! Io voglio uscire da queste maglie famigliari .. ho freddo


L'ora d'aria è quello di cui tutti avremmo veramente bisogno. Sono stata leggera davvero solo con l'LSD e con la macchina sparata a 140 in curva. Così mi hanno insegnato, così continuo a vedere. Affrancarsi dal quotidiano con piccole, economiche, dosi chimiche di emozioni.. a me non da alcuna soddisfazione, non è vera gioia, non ricarica, non mi mi va.


donna debole

Commenti

  • NadiaRokNadiaRok

    Ciao donnadebole,

    Mi dispiace per ciò che vivi con la tua famiglia.

    Perché non vai via di casa? Cosa ci fai ancora lì?

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