La mia dipendenza affettiva e come l'ho superata

ErikaMalviciniErikaMalvicini
modificato November 2020 in Dipendenza affettiva

Buonasera a tutti. Io sono Erika e sono qua per raccontare la mia esperienza di dipendenza affettiva, sperando che possa essere di aiuto a qualcuno.

La mia dipendenza è iniziata quando, a 18 anni, conobbi un ragazzo.

Anche se, con il senno di poi, le basi per la nascita di questo problema vi erano già negli anni precedenti.

La mia relazione è nata come tutte le altre. Non presentava squilibri né grossi problemi, nulla che insomma mi dovesse fungere da campanello di allarme. Si, vi erano incomprensioni, litigi, gelosie e piccolezze simili ma, e soprattutto alla mia età, si possono definire normali.

Eppure...forse i segnali vi erano...

Con il passare del tempo i litigi aumentavano e con essi anche la gelosia.

Iniziai a non poter più vedere il mio migliore amico di una vita, a non poter più quasi nemmeno parlare con qualcuno che fosse di genere maschile.

Quando uscivo io non potevo bere alcolici. Intendiamoci, non sono un'alcolizzata ma a 18 anni far festa e alzare un po' il gomito, sempre con moderazione ovviamente, poteva anche starci. Per me non era essenziale bere, assolutamente, ma volevo poter scegliere io per me stessa.

I divieti con il tempo aumentarono ma io non obbedivo passivamente. Ci scontravamo di continuo perché pretendevo la mia libertà ma questi scontri si trasformavano in urla e poi in pianto e finivano, la maggior parte delle volte, in scene aggressive.

Non ho mai subito violenza fisica. Era tutta psicologica e tutt'ora io non so dirvi se lui era o no cosciente del male che mi stava facendo.

Io iniziai a cambiare. Lui era diventato la mia priorità, nonostante tutto. Qualsiasi cosa chiedeva, io ero lì. Se mi voleva in quel momento, io ero lì.

Oserei dire che lui mi abbia quasi costretto a farlo diventare la mia priorità.

Con le amiche iniziai ad uscirci sempre meno fino al momento in cui loro si accorsero di ciò che stava succedendo. Tentarono di farmi ragionare, e in alcuni momenti ci riuscirono.

Infatti tra me e lui era diventato un tira e molla continuo per i miei ridicoli tentativi di chiuderla una volta per tutte ma 'questa è l'ultima volta' mi ripetevo sempre.

Lui si accorse di ciò che le mie amiche stavano tentando di fare e mi fece chiudere i rapporti con loro.

La chiusura di questo rapporto coincide con un fatto che ho riscontrato essere comune e di cui appunto voglio parlare.

Poco prima che io decisi di non vedere più nessuno oltre a lui, misi fine al nostro rapporto, credevo una volta per tutte.

Il motivo era l'uso eccessivo della marijuana. Se non aveva quella, non usciva nemmeno di casa. Comunque non è questo il punto

Pochi giorni dopo la nostra rottura ricevetti una chiamata dalla madre di lui in cui, disperata, mi chiedeva se suo figlio facesse uno di droghe poiché una sera, dopo una litigata furiosa, lui aveva detto di volersi togliere la vita.

Sentire lei in quello stato mi fece prendere la cosa come seria, e le promisi di cercare di capire.

Per farla breve lo contattati e ci vedemmo di nuovo. Inutile dire che tornammo insieme.

In un litigio successivo, forse il peggiore in assoluto, disse che il motivo per cui voleva togliersi la vita ero io. E io gli crederti.

Fu questa la mia condanna. Da quel momento ero diventata il suo cagnolino. Ormai non ribattevo più nemmeno se non ero d'accordo, stavo zitta.

E a lui questo evidentemente non piaceva. Pochi mesi dopo mi lasciò.

Mi lasciò dopo avermi fatto perdere tutto e tutti. Ero sola.

Ma, fidatevi, è stata la cosa migliore, poiché io mai avrei avuto il coraggio di farlo.

Accettai di avere una dipendenza e mi feci aiutare da uno psicologo e, lavorando lentamente su di me, mi ripresi.

La nostra storia è durata quasi 4 anni e ora sono quasi 2 anni che, finalmente, è finita.

Dalla dipendenza sono uscita completamente. Nel momento in cui ho realizzato quanto valgo e quanto davvero io sia importante ho capito di essere guarita.

Ho realizzato che sono io ad avere il controllo e il potere della mia vita e che solo io lo devo avere. Non devo permettere a nessun altro di controllare le mie azioni e emozioni.

Per chi ha avuto la pazienza di leggere fino a qua, siete voi che potete e, anzi, dovete far finire tutto questo. Se vi trovate in un una situazione simile o in una peggiore, sappiate che voi avete il potere di dire BASTA.

So che non è facile, ma non è impossibile.

Ora ho un fidanzato meraviglioso, che mi rispetta e che io rispetto. Non è facile fidarsi ancora ma la mia relazione passata mi ha anche permesso di imparare dai miei errori e di poter avere una relazione migliore e solida.

Spero di essere stata di aiuto e conforto a qualcuno.

Auguri per il divenire!

Commenti

  • Cristina - AmmCristina - Amm

    Buongiorno Erika,

    Sono Cristina, benvenuta nella comunità di GuidaPsicologi.

    Grazie per averci raccontato la tua esperienza e come hai affrontato la tua dipendenza per superarla. Spero possa essere di aiuto per molti altri utenti che si trovano nella stessa situazione e che non sanno come gestirla.

    Grazie e buona fortuna!

    Cristina - Amm del Forum

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