Irritabilità e aggressività chiedo un aiuto perchè sono molto preoccupata

MolumoMolumo
modificato October 2019 in Aggressività
Buongiorno, vi chiedo un aiuto perchè sono molto preoccupata. Soffro di DAP e ansia dall'età di 11 anni (ora ne ho 37). Per 10 anni ho assunto uno SSRI che poi ho dovuto sostituire perché non più efficace. Ora assumo Sertralina. Ho fatto psicoterapia e mi sono resa conto di soffrire di attacchi di ira, di essere aggressiva e molto irritabile. Questo ovviamente rovina la mia vita e il rapporto con gli altri. La mia dottoressa mi ha consigliato di aggiungere Olanzapina a basso dosaggio ma io ho molta paura di questo farmaco, sia per gli effetti collaterali sia per le interazioni con la Sertralina ed eventualmente lo Xanax.
C'è un modo per riuscire a tenere sotto controllo il mio comportamento senza aggiungere altri farmaci?
Grazie per qualsiasi aiuto!!

Commenti

  • rererere
    la psicoterapia ha avuto degli effetti possitivi? la porti avanti tutt'ora oltre ai farmaci?
    la rabbia ti sale per un motivo? quale?
  • MolumoMolumo
    porto avanti la psicoterapia con minor frequenza ora. Ha avuto effetti positivi nel senso che ho aumentato la mia consapevolezza, ossia che molte cose dipendono da come io le osservo.
    La rabbia mi sale quando percepisco di avere subito un'ingiustizia. Ma non è sempre detto che l'ingiustizia sia reale, potrebbe essere solo una mia percezione
  • MolumoMolumo
    Per esempio due anni fa mi avrebbe fatto piacere sposarmi con il mio ragazzo per ufficializzare l'unione. Il fatto che lui non volesse mi faceva sentire inferiore, non pienamente accettata perché lui diceva che non ero io il problema ma che lui non credeva al matrimonio. Io ero arrabbiata, furiosa.
    Dopo ha accettato di sposarsi ma 20 giorni prima delle nozze è scappato.
  • rererere
    Puoi lavorare in terapia sulla questione rabbia. È un emozione anche positiva perché significa voglia di reagire e non restare passivi.
    Dare consigli pratici è un Po difficile però puoi scaricare parte della rabbia facendo sport e qualche pratica di rilassamento.
    In relazione a questioni importanti come la fine della storia devi imparare ad accettare che non sempre le cose vanno come vorresti. Mi spiego meglio al momento e per alcuni tempi va bene ma la rabbia può portare a effetti negativi a lungo termine. Insomma imparare a lasciare andare le situazioni
  • MolumoMolumo
    Ti ringrazio! Al momento sono passati 3 mesi. La mia rabbia è data da calunnie dette sul mio conto. Ho un brutto carattere impulsivo, ho dei difetti ma non ho tutte le colpe che mi sono state addossate da una parente del mio ex ragazzo. Con lo xanax riesco a stare calma. Spero di non dover prendere l'olanzapina perché mi spaventa un po' come farmaco:
    Grazie mille per la tua risposta!!
  • ModeratoreGuidaPsicoModeratoreGuidaPsico
    Ciao Molumo,
    benvenuto nella Comunità di GuidaPsicologi.
    Non credi che anche un percorso di terapia potrebbe esserti utile, oltre ai farmaci? Ti invito a leggere questo articolo: https://www.guidapsicologi.it/articoli/aggressivita-e-rabbia-patologica-combatterle-con-lassertivita
    Puoi anche fare una domanda pubblica ai nostri esperti, sono certa che sapranno dirti come è meglio comportarti: https://www.guidapsicologi.it/domande

    Tienici aggiornati.
    Un abbraccio
  • Tania28Tania28
    Ciao, la rabbia patologica normalmente è figlia della frustrazione che in molti casi si accumula negli anni dell'infanzia. È un modo errato di comunicare e di difendersi. Spesso è utile lavorare sull'autostima per non sentirsi sotto attacco continuamente ed in posizione di difesa.
  • MolumoMolumo
    ModeratoreGuidaPsico Grazie mille per le risposta. Di psicoterapia in 27 anni ne ho fatta tantissima ma i miei problemi sono migliorati solo ed esclusivamente con i farmaci. So che molti psicologi sono contrari ma io sono convinta che se ansia e panico sono dovuti a un problema di chimica del cervello non ci sia molto da fare se non appunto prendere i farmaci. Quando con la mia psichiatra abbiamo provato a scalarli fino a sospenderli perché stavo meglio, ho avuto una brutta ricaduta per la quale ho impiegato più di un anno a riprendermi. In questo caso vorrei però evitare di prendere un antipsicotico perché sommarlo a un antidepressivo e a un ansiolitico mi pare eccessivo.

    Tania 28: forse ho accumulato frustrazione quando alle superiori alcune miei compagne di classe mi trattavano come la sfigata del gruppo e io non rispondevo e non mi difendevo mai. Forse loro volevano solo conoscermi o provocare una mia reazione, scuotendomi dal mio atteggiamento di chiusura e paura nei loro confronti. Anche in quel caso sono forse stata io a interpretare troppo negativamente i loro atteggiamenti.
  • rererere
    Forse non è che tu ti sei convinta di ciò? Che tutto sia possibile solo con i farmaci?
    La tua affermazione va in contraddizione: sei convinta che i farmaci siano la soluzione ma non vuoi ulteriori farmaci. Prova a riflettere si ciò.
    Perché se così fosse (ma deve constarlo in sieme allo psichiatra) non puoi fare altrimenti.
    Se invece cerchi una via alternativa (ed è probabile che ci sia) non devi fissare i sul fatto che i farmaci siano l'unica soluzione.
    Gli attacchi di panico si possono controllare. Nel senso dopo un Po di lavoro si può riuscire a captare i segnali che sta arrivando e romperlo sul nascere o farlo arrivare senza che questo sia davvero così catastrofico da rovinarti.
    Te lo dice una che non ha crisi da attacchi di panico ma di ansia espressa diversamente e che con alti e bassi deve imparare a controllare (e nel mio caso la base genetica, traumatica e ereditaria è ben evidente visto che ho caso in famiglia molto simili).
  • MolumoMolumo
    Anche io ho base ereditaria perché anche i miei genitori hanno sofferto e mia madre tutt'ora soffre di ansia, depressione, ipocondria.
    Per i farmaci abbiamo provato insieme alla psichiatra tre anni fa a sospenderli molto gradatamente perché entrambe eravamo convinte che dopo 12 anni di cura stavo bene e potevo cavarmela da sola. Dopo 9 mesi dalla sospensione ho dovuto riassumerli perché piangevo tutti i giorni e pensavo che la vita fosse troppo pesante per me e che forse era meglio non esserci più. Ne ho parlato con la dottoressa perché ero consapevole che questo pensiero era assurdo: mi sono laureata, ho un lavoro, so fare tante cosa da sola, quindi non c'è motivo di pensare di andarmene. Abbiamo aspettato ancora parlando, analizzando, ma più il tempo passava più mi lasciavo andare e insieme abbiamo deciso di riprendere anche la terapia farmacologica.
    Non vorrei ulteriori farmaci perché associare la mia attuale terapia composta da antidepressivo e ansiolitico a un farmaco neurolettico mi sembra pesante. E non me la sento nemmeno di cambiare l'antidepressivo con un altro che contiene una punta di neurolettico. Al momento tampono con l'ansiolitico che sembra funzionare.
    Scusa se sono stata eccessivamente prolissa ma ci tenevo a spiegare il perché devo assumere farmaci per ansia e depressione ma al contempo non vorrei aggiungere un altro farmaco che, seppure a dosaggio omeopatico, mi spaventa un po'.
    Prima di andare da questa psichiatra 12 anni fa sono stata in cura da una psicoterapeuta molto brava per 6 anni, ma la situazione peggiorava sempre di più e lei stessa mi ha consigliato di andare da una psichiatra che mi prescrivesse un farmaco perché secondo la psicologa nonostante 6 anni di terapia una volta alla settimana il continuo peggioramento evidenziava la necessità di un farmaco.
    In sintesi il mio disturbo è ansia, depressione, ipocondria, irascibilità, eccessiva permalosità
  • rererere
    Si ho capito benissimo cosa intendi. Ma quello che volevo dirti era altro. Cioè quello di no vederti solo come condannata a farmaci a vita perché il tuo disturbo è in parte ereditario o chimico (perché come vedi in molti casi risultano inefficaci). L'ansia l'attacco di panico la crisi di pianto non sono immotivate e si possono prevenire. Certo sarai un soggetto incline a reagire così è molto probabilmente reagirà sempre così. Ma una volta capito che ciò è e eccessivo, è ansia ecc...Si può imparare a gestire.
    Come? Psicoterapia che aiuta a capire come mai non sei ancora riuscita a conoscere e imparare a gestire l'ansia (magari non hai risolto proprio tutto o sono sorte nuove problematiche) e esercizi vari di controllo respiro o training autogeno.
    Ti sei mai informata di ciò? La tua terapeuta che approccio seguiva? (Psicoanalisi, cognitivo comportamentale, sistemico relazionale ecc)
  • MolumoMolumo
    tutti i miei psicoterapeuti seguivano l'approccio cognitivo comportamentale. secondo la mia ultima psichiatra questo mio reagire con impulsività e pensare che gli altri mi vogliano male è un aspetto del mio carattere. lei dice che quando ci terrò veramente a non rovinare un rapporto con la mia impulsività ci riuscirò. In questi mesi la mia rabbia è stata forte anche con la psichiatra e sarei voluta andare da lei e dirle in faccia tutta la mia rabbia perché lei mi ha detto che se sono stata aggressiva con il mio ex ragazzo vuol dire che non ci tenevo davvero. Ci sono rimasta male per questa cosa che ha detto e avrei voluto dirle che non capisce niente (brutta offesa per una persona) però non l'ho fatto perché non voglio aggredirla, perché so che potrei avere bisogno di lei ancora e non voglio perdere il suo rispetto. Con lei ci sono riuscita a frenarmi, ma voglio riuscire anche con gli altri perché tutti meritano il rispetto. E voglio imparare ad accettare le battute scherzose senza sentirmi presa di mira o svalutata perché è assurdo sentirsi così e soprattutto non tutte le persone hanno l'obiettivo di sminuirti o svalutarti. È una mia convinzione errata
  • MolumoMolumo
    Sul mio sintomo di ansia e depressione i farmaci sono efficaci. Sull'eccessiva permalosità e le convinzioni errate ce ne vorrebbe un altro, quello che non mi sento di aggiungere
  • rererere
    La tua rabbia al momento è molto legata alla ferita che ha lasciato il tuo ex ragazzo e ai sta estendendo un Po a tutti.
    Mi sembra chiaro che tu sappia benissimo le tue aree deboli e sei consapevole di volerci lavorare.
    Io parlerei anche alla psichiatra di questa rabbia anche nei suoi confronti.
    Io credo che a un certo punto devi imparare a frenarti man mano. Cioè cercare di capire all'inizio anche a posteriori la tua rabbia per imparare a non farla potrarre nel tempo.
    Ci vuole tempo. Datti tempo per cambiare.
  • rererere
    Si ma i farmaci tengono sotto controllo i sintomi ma non modificano il comportamento. Devi imparare anche tu a gestire il tutto, mettendosi in testa che si i farmaci aiutano ma ci devi comunque mettere del tuo. Sei disposta a farlo? Perché a me sembra e spero di sbagliarmi che usi i farmaci come rimedio assoluto o come modo per non prenderti responsabilità del tenere sotto controllo tutto. Tutto quello che ti sto dicendo non è detto con cattiveria ma è un invito a riflettere.

    Anche io sono fatta così prendo un farmaco per altre problematiche ma che mi ha aiutato anche in questo frangente. Ma sono consapevole che pur essendo così che il problema è chimico o ereditario, la maggior parte del lavoro la devi fare io. Devo cambiare.
  • MolumoMolumo
    Sì anche io mi DEVO E VOGLIO mettere in gioco. Il farmaco per me è sacro ma anche io devo, anzi VOGLIO, metterci del mio. Il fatto che sono riuscita a non andare dalla psichiatra a lamentarmi con rabbia mi sembra un microscopico passo avanti. Al ritorno dalle ferie voglio andarci per dirle con calma che avevo provato rabbia nei suoi confronti ma che non ho voluto "aggredirla" per non rovinare il rapporto e ferirla. Ed è QUESTO che voglio fare con TUTTI, nessuno escluso. E voglio smetterla di sospettare che la gente mi voglia ferire e di reagire attaccando per prima quando nessuno mi ha ancora fatto nulla, queste sono manie di persecuzione assurde che non hanno senso di esistere. Nessuno fa del male preventivamente e se anche lo fa amen, lascia correre. Questo è approccio comportamentale che voglio ad ogni costo adottare :) Voglio portare un sorriso nei rapporti con gli altri e tanta serenità per coloro che incontro e per me
  • Roberto311Roberto311
    Secondo me devi rafforzare la tua autostima per non sentirti continuamente attaccata e sulla difensiva. Il mondo non è lì per farti del male. Fossi in te mi impegnerei anche sull'assertività.
  • MolumoMolumo
    Proprio sull'assertività voglio lavorare. Sarebbe un modo per raggiungere un equilibrio interiore e nel rapporto con gli altri
  • Sandra66Sandra66
    Sì, tu può essere molto utile perché è un approccio pratico che poi finisce per influenzare anche la mente. Imparare a comunicare e a difendere i propri diritti senza attaccare, è la chiave.
  • MolumoMolumo
    Esatto Sandra66: senza attaccare e senza offendere perché non ha senso, rovina i rapporti e rovina la vita a me in primis. Voglio farcela con tutta me stessa per non aggiungere un altro farmaco. Poi se sarà necessario lo farò ma prima voglio mettermi di più in gioco e vedere se riesco a fare progressi apprezzabili
  • Mafalda2Mafalda2
    Inizia con piccoli esercizi pratici, tipo il classico entrare in un negozio e uscire senza comprare nulla o in situazioni di stress ma senza coinvolgere amici o famigliari. Poi piano piano aumenta il livello, vedrai che molte persone rimarranno spaizzate dal cambiamento e otterrai spesso ciò che vuoi, questo ti farà perseverare.
  • MolumoMolumo
    Mafalda2 ti mando un bacio e ti ringrazio infinitamente per il tuo consiglio!!

    Ringrazio tanto anche Reby che mi ha fatto ragionare sul fatto che mi stavo affidando completamente ai farmaci tralasciando la voglia di mettermi in gioco. Questo mi è successo perché essendo il mio disturbo cronico mi ero ormai adagiata sui farmaci ma mi rendo conto che li devo anche aiutare. Grazie per avermi aperto gli occhi :*
  • rererere
    Affidarsi ai farmaci è molto semplice e veloce: l'effetto è quasi immediato.
    Però come dici tu malino nel momento in cui smetti i sintomi ricominciano: in parte perché il tuo corpo reagirà sempre così ma anche perché non hai li strumenti per affrontarlo.
    La psicoterapia e il lavoro su se stessi non è una cosa immediata e richiede estrema fatica, ma i risultati lerdurabo nel tempo.
    Se affiancassi una psicoterapia ai farmaci con questa consapevolezza, non è detto che piano piano tu possa scalare i farmaci magari un giorno non averne più bisogno...ma non perché l'ansia non torna, quella torna, ma saprai affrontarla e dopo un Po a furia di gestirla diminuisce perché sei consapevole del meccanismo che si instaura e non è più così devastante.
    Ma è un percorso che deve partire da te. Se non hai troppa disponibilità economica ricorda che puoi appoggiarlo alla Asl del tuo territorio.
  • MolumoMolumo
    L'effetto dei farmaci antidepressivi purtroppo non è immediato. Hanno impiegato 5 mesi per alleviare la depressione, tutte le volte che ho ripreso la terapia sapevo che sarei andata incontro a un calvario prima di poter stare bene. Per ora lo voglio mantenere perché so che ne ho bisogno ma voglio imparare a gestire l'aggressività, la convinzione errata che la gente ce l'ha con me e l'eccesso di permalosità. Voglio provarci senza l'antipsicotico e se la mia psicoterapeuta non è in grado di aiutarmi le chiederò di indirizzarmi da chi è capace di gestire questo aspetto :)
  • Paoletta2Paoletta2
    Ciao, secondo me fai bene a lavorare sui due fronti. Per la rabbia e l'aggressività secondo me una comportamentale è la via più pratica.
  • MolumoMolumo
    Grazie anche a te Paoletta2 :* Voglio farcela a tutti i costi e voglio ottenere qualche piccolo risultato :)
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