Ho l'ansia per tutto ed ho bisogno di avere tutto sotto controllo

PasqualePietroBregliPasqualePietroBregli
modificato 25 January in Ansia

Ciao a tutti,

mi chiamo Pasquale, 33 anni e soffro di ansia, ipocondria e credo anche di depressione. Sono seguito da una psicologa da circa un anno, ma le cose non sono migliorate per niente. Non ho molti amici, e se qualcuno non mi invita per uscire, o non si fa sentire, sono capace di chiudermi in casa per giorni interi, anche senza sentire nessuno, e la cosa mi sta uccidendo dentro. Dico di essere capace di vivere bene da solo, e la mia solitudine a volte mi piace, ma allo stesso tempo mi piace vivere con le persone in generale, anche se vivo da solo, ed il pensiero di avere una persona con cui convivere non mi piace per niente, anzi mi disturba.

Il mio problema principale è l'ansia delle novità, delle malattie e delle critiche che possono derivare dalle altre persone. Non sono mai stato una persona molto gioviale, ottimista e l'anima della festa se così si può dire. Sono una persona molto timida, e ci metto parecchio a fidarmi delle persone, ma su queste cose ci sto lavorando.

Il mio problema è che appunto sono una persona molto ansiosa, ho bisogno di avere tutto sotto controllo e sapere tutto quello che mi aspetta prima di prendere una decisione e la cosa non mi fa vivere. Ho paura delle novità, soprattutto se sono situazioni non positive.

Per fare un esempio, avevo deciso di prendere un gatto, l'ho preso, ma ieri ho deciso insieme all'allevatrice di allontanarmene, perchè da una visita veterinaria, il gatto aveva bisogno di cure, che erano lunghe, ma ero tranquillo. Il problema è che dopo aver ricevuto il responso sono andato su internet per cercare informazioni in merito, non ho dormito tutta la notte leggendo cose su internet ecc ecc, e mi è salita l'ansia e mi sono spaventato e quindi ho deciso di separarmene, ed ora sto male, mi manca e penso di essere un fallimento totale, e non mi do pace. Questo è solo un esempio per farvi capire la mia situazione, mi succede, anche se un po' migliorato, quando magari ho qualche dolore al corpo, corro subito su internet a scrivere questi sintomi per poi ritrovarmi malattie, al più delle volte gravi e mortali, poi magari vado dal dottore, faccio visite e non ho nulla, Ho paura di tutto, di ammalarmi, di deludere le persone, ed essendo un ragazzo disabile, sempre con la paura di non riuscire a fare niente e cavarmela da solo.

Non sto più vivendo per questa cosa, mi sono rintanato dentro casa, ho paura di tutto, ho ansia per qualsiasi cosa, e anche se magari so che qualcosa potrebbe rendermi felice non la faccio perchè appunto l'ansia prende il sopravvento e penso, ora leggo delle esperienze su internet e invece la cosa peggiora, come nel caso del gatto, perchè trovo solo disastri e cose che penso per me essere insormontabili.

Non ce la faccio più. Non è vita questa.

Commenti

  • [Utente Cancellato][Utente Cancellato]

    Buongiorno Pasquale,

    l'ossessione ipocondriaca purtroppo ha la capacità di farci alienare stringendo sempre di più i confini attorno a noi stessi ed isolandoci dal resto. Si resta sempre di più in compagnia della nostra mente terrorizzata, dei suoi rimuginii ossessivi e delle compulsioni che ne derivano e che la alimentano.

    E' una buona idea aver intrapreso un percorso psicologico, ma se questo, nell'arco di un anno, non le ha portato alcun giovamento, è bene pensare di cambiare. E' del tutto comune che il primo professionista a cui ci rivolgiamo non sia quello con cui si instauri subito il rapporto positivo. Rivolgersi ad un altro psicologo o intraprendere una psicoterapia può essere un'idea.

    E' importante anche lavorare su di noi ogni giorno: il cambiamento deve partire dalla seduta psicologica o psicoterapica, ma proseguire nella quotidianità, altrimenti resterebbe un semplice ed effimero palliativo. Bisogna prendersi cura di noi sempre. Per questo può essere importante, unitamente alle terapie, praticare la meditazione midful ogni giorno e anche contattare dei gruppi di ascolto (ve ne sono online) con cui allenare l'apertura e la condivisione, ovvero quelle attitudini a partire dalle quali questo disagio può essere gestito, con la pazienza e la costanza.

    E' altresì importante cibare la nostra mente ogni giorno di qualcosa di altro che non siano le ossessioni e le compulsioni. Difatti quest portano inevitabilmente ad un infiacchimento creativo e culturale e relazionale del soggetto, perché è assorbito continuamente dal rimuginio. Qualndo il rimuginio ossessivo è l'unico discorso che la mente parla e ascolta, bisogna iniziare, gradualmente a cambiare questo discorso: a riaprirsi a se stessi e alla realtà. Lei NON è la sua ossessione.

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