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Falso sé e crisi esistenziale

GiovanniUrbinoGiovanniUrbino
modificato April 2018 in Crisi esistenziale
Ciao vi, ti scrivo per raccontarvi la mia storia, che sto gia raccontando al mio psicoterapeuta da alcuni mesi.
Fin da piccolo, dopo la separazione dei miei genitori avvenuta quando avevo 3 anni, ho cominciato a sviluppare un senso di solitudine colmato da rapporti in cui dipendevo dagli altri e ne assumevo tratti di personalità, indossavo la maschera di altri, praticamente. Ho sviluppato quello il cosiddetto "falso sé".
Fin da quando ero bambino, sono sempre stato ubbidiente, diligente e responsabile a scuola.Andando avanti, ho sempre cercato negli altri un punto di riferimento, un veicolo che mi conducesse alla società, imitandone in molti casi atteggiamenti. Tutta via, ho messo in essere una scissione, tra il me interiore, inesistente, e il me esteriore, costruito in base alla desiderabilità sociale. In realtà ho sempre negato le mie emozioni, e a lungo andare sono diventato apatico e incapace di provare piacere. Non riesco a lasciarmi andare per paura di sbagliare. Anche le mie scelte, tra le quali quella universitaria, sono state prese piú per seguire un modello (quello di mia sorella) che per me stesso, totalmente soppresso.
Ora mi trovo a 23 anni con una vita mai vissuta per davvero, ho attraversato una fase depressiva mentre ero in erasmus e sono dovuto rientrare in Italia. Ora non so chi sono, sono insoddisfatto della mia vita, incapace di instaurare rapporti sociali autentici e veritieri, praticamente solo e incompreso. Molte volte penso che l'unico modo per dare un senso alla mia vita é morire... penso che sia troppo tardi per cercare il mio autentico Sé, ormai inabissato chissà dove. Raramente riesco a sentire la voce del mio "io". Nella mia coscienza sento sempre le voci degli "altri", del cui giudizo ho una paura tremenda. É come se non sapessi chi sono. Un po' uno nessuno e centomila.

Commenti

  • ModeratoreGuidaPsicoModeratoreGuidaPsico
    Ciao Giovanni,
    benvenuto nel Forum di GuidaPsicologi. Mi spiace per quello che stai vivendo. La terapia non ti sta aiutando? Puoi anche rivolgere una domanda pubblica ai nostri professionisti: https://www.guidapsicologi.it/domande Sono certa sapranno orientarti al meglio.

    Facci sapere!
    A presto
  • Mafalda2Mafalda2
    Durante la crisi in Erasmus, qual era il problema? Ti mancava casa? Ti sentivi abbandonato?
  • Roberto311Roberto311
    Si nota che sei in terapia e che ti sei analizzato per bene, però stai mettendo in pratica qualche rimedio? Non basta fare la diagnosi bisogna sforzarsi di migliorare e quello lo si può fare solo da soli, non c'è teraputa che tenga.
  • GiovanniUrbinoGiovanniUrbino
    In erasmus mi sono sentito solo con me stesso, senza avere scopi, senza obiettivi, senza maschere. Solo un profondo senso di tristezza e inadeguatezza. Sí, diciamo che la terapia mi ha fatto riflettere su qualcosa, ma il grosso dell'analisi riesco a farlo da solo, essendo molto molto introspettivo. Beh per quanto riguarda i rimedi, non so che direzione prendere... é come se nascessi oggi per la prima volta e dovessi iniziare di nuovo a vivere, e tutto quello che ero prima, uno studente di giurisprudenza di 23 anni, non riesco piu ad esserlo.
  • Tania28Tania28
    Il fatto di trovarti finalmente solo e senza condizionamenti pregressi non ti ha fatto sentire più libero? Persone e situazioni nuove, potevi essere chiunque senza dover seguire modelli.
  • GiovanniUrbinoGiovanniUrbino
    Sí, ho provato ad essere diverso, tutto il contrario di come sono sempre stato, senza paure, donnaiolo, egocentrico. Ma la maschera é caduta.. la verità é che non sono in grado di stabilire rapporti duraturi e stabili, sono sempre uguale a me stesso, come un bambino in un mondo di adulti
  • Sandra66Sandra66
    Hai solo provato ad indossare un'altra maschera. Tu non sei così. Devi trovare chi sei in realtà e accettarlo, senza stare a pensare a come dovresti essere secondo quello che tu pensi che gli altri si aspettino da te.
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