E da due anni che mi sono persa e non riesco a ritrovarmi più

NoemiRunfoloNoemiRunfolo
in Crisi adolescenziali

Buonasera a tutti,mi chiamo Noemi e ho 19 anni.

Quando avevo nove anni mi sono trasferita a Milano dalla Sicilia la mia città natale,da allora ho passato i miei anni facendo un anno a Milano due in Sicilia è così via facendo.All’età di 17 anni mi sono trasferita definitivamente a Milano ora abito qui,purtroppo ho lasciato la scuola quindi non ho potuto prendere l’attestato anche se facevo alberghiero è ciò non mi piaceva.Ora non so cosa fare della mia vita sono arrivata ad un punto dove a scuola non posso tornare perché è troppo tardi,a me sarebbe piaciuto fare l’artistico.E non so che lavoro posso fare non ho un attestato e non so fare nulla praticamente anche se imparo in fretta,vorrei fare dei corsi ma questo comporta avere dei soldi e se non lavoro non posso farli.In più qua sono sola,è stato già difficile in questi anni perché i miei genitori e come se non ci fossero ed è stato difficile anche farmi delle amicizie,quelle poche persone che mi sono ritrovata a Milano e come se non ci fossero,chi si è allontanato,chi viene da me solo quando ha bisogno e chi c'è ma è come se non ci fosse.Sono sola e non so completamente cosa fare,ormai sono diventata pessimista in realtà da troppo ormai,mi sono chiusa in me stessa,non riesco più ad aprimi al mondo.

Commenti

  • [Utente Cancellato][Utente Cancellato]

    Ciao Noemi.

    Mi dispiace di questo tuo periodo di "smarrimento" che stai vivendo. Ma è anche vero che sei così giovane e hai difronte a te così tante opportunità per ritrovarti...

    Tante persone alla tua età si trovano ad avere dubbie discontinuità con gli studi, con le amicizie, con i trasferimenti. Fa parte della vita, si cambia, si cambia sempre. E non è detto che questo sia un male.

    Ad esempio nel tuo caso, il problema non penso sia tanto Milano, o l'alberghiero, o gli amici che si dileguano.

    Ma penso che tu stessa abbia individuato i punti su cui vale la pena lavorare, ovvero quelli che hai definito in chiusura, che come efffetto portano solitudine e pessimismo. E sono la "chiusura" in se stessi, la "non apertura" al mondo. E' da lì che a mio avviso conviene partire, comprendendo e ammorbidendo questi atteggiamenti, vedrai che a catena di tutto il resto avrai lentamente una diversa visione.

    Non so se hai la possibilità di andare da uno psicologo, per via del atto che non lavori e che quindi non puoi sostenere delle spese. In tal caso allora però puoi certamente provare ad allenare la tua apertura con dei gruppi di aiuto/ascolto (ormai vene sono anche gratuiti e online, per via del Covid) e con la meditazione quotidiana. Vedrai che se inizi ad impegnarti con fiducia e pazienza con questo lavoro su di te, le cose inizieranno a cambiare. Tu inizierai a cambiare. E potrai sentirti più serena e libera di riprenderti in mano il tuo presente.

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