Dovró convivere con un disturbo ossessivo compulsivo a vita?

LudovicaCeroliLudovicaCeroli
modificato June 2020 in Disturbo ossessivo compulsivo

Buonasera a tutti gli utenti e ai professionisti. Vorrei raccontarvi brevemente ( per quanto possibile) la mia storia. Sono anni che sono sofferente, mi alzo la mattina e non vedo l’ora che arrivi la sera perché andrò a dormire, ho un pessimo umore, non riesco a godere di tutta la bellezza che mi circonda, ho perso la voglia di stare in compagnia e tante altre cose altrettanto spiacevoli. Ho un disturbo ossessiono compulsivo, e sebbene non mi piacciano molto le etichette, leggendo le descrizioni nei forum mi rendo conto di rientrare nella descrizione. L’esordio del doc risale a quando ero una bambina, non ho ricordi nitidi ma compivo dei rituali per scongiurare la morte dei miei familiari. Si è ripresentato durante l’adolescenza, prima avevo paura di tradire il mio ragazzo poi di essere diventata pedofila ed infine un doc “ aggressivo” paura di fare del male intenzionalmente, paura di contagiare e tante altre cose.... ma il punto non è questo. Sono in terapia da 2 anni ormai eppure non vedo dei cambiamenti concreti, non mi sono mai sottoposta ad una terapia farmacologica se non qualche ansiolitico che mi aiutava a prendere sonno la notte. Volevo chiedere un consiglio: se la terapia è stata inefficace, dovrei forse cambiare terapeuta? (Sebbene io mi trovi bene con lui). Devo iniziare ad accarezzare l’idea che con questo disturbo ci dovrò convivere a vita? Quali sono state le vostre esperienze? Grazie anticipatamente a tutti

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Commenti

  • Cristina - AmmCristina - Amm

    Buongiorno Ludovica,

    Sono Cristina, benvenuta nella comunità di GuidaPsicologi.

    Ti consiglio di rivolgere una domanda pubblica ai nostri professionisti, sapranno orientarti al meglio su cosa fare: https://www.guidapsicologi.it/domande 

    Grazie e buona fortuna!


    Cquaranta - Amm del Forum

  • ElisabettaS20ElisabettaS20

    Buonasera Ludovica, anch'io sono nella tua stessa situazione, hai poi provato un'altra strada?

  • LudovicaCeroliLudovicaCeroli

    Ciao Elisabetta, purtroppo no; non so che fare... tu anche hai intrapreso un percorso terapeutico?

  • ElisabettaS20ElisabettaS20

    Si, io frequento delle sedute saltuariamente perché so che ne ho bisogno ma purtoppo per una questione economica nonriesco ad essere costante. Tu cosa ne pensi dei farmaci? Io sono molto scettica a riguardo.

  • LudovicaCeroliLudovicaCeroli

    Io anche personalmente anche se noto che il mio umore è costantemente a pezzi: sono apatica, confusa e molto spesso non ho nemmeno voglia di stare con gli altri. Ho la testa sempre presa da questi pensieri e sto iniziando a valutarlo seriamente... comunque se vuoi puoi mandarmi la tua email e possiamo parlarne in privato 😌

  • ElisabettaS20ElisabettaS20

    Non so se posso scrivere la mia mail qua come risposta. Sai se c'è un modo per scriverti in privato?

  • AlessandroBoldriniAlessandroBoldrini

    Io ho trovato un libro che propone autoterapia che mi è stato utile,

  • LudovicaCeroliLudovicaCeroli

    che Libro?

  • LudovicaCeroliLudovicaCeroli

    Elisabetta, se ti sei registrata con nome e cognome e hai qualche social, posso contattarti io lì!

  • AlessandroBoldriniAlessandroBoldrini

    Cara Ludovica, penso di doverti alcune spiegazioni. Prima di tutto rispondo adesso perché ho appena visto il tuo messaggio.

    Per quanto riguarda il titolo del libro preferisco aspettare prima di dare nuove indicazioni perché nel mio desiderio di poter essere utile volevo proporlo subito poi mi sono ricordato che per una particolare forma di disturbo ossessivo contiene in due pagine in particolare alcune idee che ho trovato non solo inutili ma anche decisamente sbagliate. Quindi per ora preferisco dire cosa invece del libro mi è sembrato utile. Volevo inoltre dire che capisco le sensazioni e le difficoltà di cui tu ci racconti perché spesso le provo anche io. Provo a rispondere per ora in breve ad alcune tue domande. Per quanto riguarda la domanda se dovrai convivere a vita con il disturbo da quanto ho capito forse non è facile una guarigione definitiva ma è comunque possibile stare molto meglio, anche se in periodi di stress i disturbi possono tornare ad essere più fastidiosi. Per quanto riguarda la domanda se cambiare terapeuta non posso certo darti una risposta diretta, però fornirti alcuni spunti di riflessione...prima di tutto dovresti valutare che tipo di terapia propone, è diverso se usa il metodo cognitivo comportamentale (quello che a mio modesto parere può dare buoni risultati), la terapia strategica breve che propone prescrizioni paradossali e controrituali, la classica terapia psicoanalitica che forse in questo particolare tipo di disturbo potrebbe non essere altrettanto efficace. Inoltre dovresti con sincerità a mio avviso spiegare al tuo terapeuta che se dopo due anni non vedi miglioramenti si dovrebbe riflettere insieme sul perché di questi mancati progressi e poi valutare tu con calma se le sue spiegazioni ti sembrano convincenti, altrimenti dire sempre con chiarezza quali restano i tuoi dubbi.

  • LudovicaCeroliLudovicaCeroli

    Caro Alessandro, ti ringrazio molto per le tue parole che mi rincuorano. Io purtroppo, sono in una fase di “stasi“ caratterizzata però, da una estrema agitazione che piano piano sta invadendo ogni aspetto della mia vita ( lo studio di Medicina, le mie relazioni sociali, la relazione stabile con la persona che amo). Sono disperata e sto male. La terapia che fin’ ora ho percorso non è stata di tipo cognitivo/ comportamentale bensì di tipo “ analitico “: abbiamo cercato di fare chiarezza sul mio passato per rintracciare le radici del mio malessere attuale ma, con molto rammarico, non sta dando i frutti che speravo. Io mi sento ogni giorno più debilitata, anche fisicamente e non so più che pesci prendere ma non posso arrendermi all’idea di vivere la mia vita con queste paure, con questa ansia. Inoltre, oltre alla continua valanga di pensieri che invadono e pervadono la mia mente minuto per minuto sono anche le sensazioni che emergono da questi pensieri che mi fanno soffrire; so che le rassicurazioni non servono a niente e semmai peggiorano la situazione ma vorrei confrontarmi con persone che hanno condiviso la mia stessa condizione per sapere se anche a voi è successo. Faccio un esempio banale: ho paura di contagiare —-> capita poi di espormi ad una situazione che rende possibile una potenziale forma di contagio—-> inizio a soffrire perché potenzialmente potrebbe esserci stato un contagio ( senza che necessariamente ci sia stato effettivamente) —-> mi trovo ora con le spalle al muro ed inizio ad avere la sensazione di “ come se volessi “ che quel contagio Avvenisse , una sensazione che non so definire bene : ghigno forse, mischiato ad ansia e ad angoscia. Quando mi rendo conto di aver provato questa sensazione : paralisi. È capitato anche a voi? Secondo voi queste sensazioni sono generate dallo stesso doc? Inoltre, parlare con il mio terapeuta non so se potrebbe portare ad un cambiamento nella terapia: quello è lo stampo che lui utilizza nella psicoterapia. Ringrazio anticipatamente chiunque vorrà rispondermi e confrontarsi con me.

  • AlessandroBoldriniAlessandroBoldrini

    Cara Ludovica, prima di tutto ti dico con sincerità che non penso che le rassicurazioni non servono a niente e possono solo peggiorare la situazione, penso che invece molto dipende da chi fornisce le rassicurazioni, cioè se si tratta di una persona di cui abbiamo fiducia oppure no, questo può fare una bella differenza inoltre dipende se la persona che cerca di rassicurare è abbastanza intelligente e sensibile per trovare degli argomenti che possano risultare convincenti , questo vuole anche dire cercare di capire il modo di ragionare del nostro interlocutore non dico che sia facile però già provarci è un buon inizio. Per quanto riguarda il fatto che oltre a pensieri negativi tu provi anche sensazioni spiacevoli e in un certo senso aggressive si tratta forse di una tua rabbia che fuoriesce perché avverti la frustrazione per quanto ti sta succedendo, però concentra per un attimo la tua attenzione su quanto scrivi prima del tuo quasi volere che il contagio avvenisse, tu dici: inizio a soffrire perché penso che potrebbe esserci stato un contagio, questo quindi ti fa subito pensare che una tua parte molto intima e profonda desidera solo il bene per te stessa e per gli altri, le sensazioni negative che provi dopo sono la conseguenza della tensione e della frustrazione che provi, quasi un modo per scaricare quello che senti. Per quanto riguarda il terapeuta vorrei farti riflettere sul fatto che per chi prova il disturbo ossessivo compulsivo è normale avere qualche difficoltà ad affrontare cambiamenti e si preferisce seguire la strada che già si conosce, però potresti anche considerare che questo può privarti invece dell'opportunità di trovare uno psicologo che usando un tipo di terapia più adatta al tuo caso potrebbe darti maggiori soddisfazioni.

  • LudovicaCeroliLudovicaCeroli

    Caro Alessandro, ti ringrazio molto per le tue parole e per il tempo che mi stai dedicando. Credo che probabilmente mi farebbe bene provare qualcosa di diverso: forse ricominciare con un approccio diverso potrebbe anche significare cambiare la prospettiva. Qualora lo ritenessi opportuno e avessi voglia di parlarne, vorrei chiederti se anche a te è capitato di provare simili Sensazioni, se anche tu le hai sperimentate. Certamente il tono dei messaggi è fraintendibile però le tue parole mi trasferiscono una sensazione di calma, probabilmente perché leggi tra le righe con una maggiore consapevolezza e lucidità. Partendo da questo assunto ( che ovviamente rappresenta una mia percezione ) vorrei chiederti: cosa pensi possa aiutare anche a me ? Al di lá della terapia, nella pratica di tutti i giorni hai trovato qualcosa di cui si possa beneficiare? Se ti va, puoi raccontarlo, mi farebbe tanto piacere. Un caro saluto.

  • AlessandroBoldriniAlessandroBoldrini

    Cara Ludovica, prima di tutto grazie per le tue parole gentili, ogni tanto fa piacere vedere che qualcuno vede qualche possibile aspetto positivo in me, per quanto riguarda le tue domande sul raccontare qualcosa in più delle mie sensazioni relative al disturbo ossessivo compulsivo e di cosa potrebbe aiutare anche te risponderò con più dettagli nei prossimi giorni perché come penso vedrai sto iniziando a parlare prima di me per farmi conoscere meglio e poi vorrei proporre nel dettaglio cosa la mia esperienza mi ha insegnato che può essere utile, ti anticipo solo che si, sono convinto che ci sono molte proposte che potresti trovare utili, in particolare per quanto riguarda il discorso del rompere il legame tra ossessioni e compulsioni e quindi prima ancora per rompere il legame tra ossessioni e forte ansia che le accompagna. Sono molto contento di aver potuto iniziare la nostra reciproca conoscenza. Un caro saluto

  • LudovicaCeroliLudovicaCeroli

    Capisco perfettamente Alessandro, e sono anche io molto lieta di fare la tua conoscenza! Allora speriamo che ci possa essere un aiuto reciproco.

  • LudovicaCeroliLudovicaCeroli

    Mi permetto anche di fare luce su un’altra tematica. Molto spesso, mi capita che un problema, un dubbio si crei a posteriori rispetto ad un’azione. Cerco di spiegarmi meglio con un esempio pratico: oggi sono stata a casa ed ho trascorso una giornata di studio, mi sono vista con delle amiche ed in alcuni momenti della giornata si sono presentati i canonici pensieri del doc che ho diluito con altri pensieri. Magari, tra un mese, inizierò a dubitare di come sono andate le cose oggi, magari avrò paura di aver avuto dei pensieri riferiti al contagio, avrò paura che questi possano avere un significato. Inizio allora una sforzo immenso per ricostituire il ricordo di quel giorno ( o periodo ) che però, non è più nitido. A quel punto tutte le mie paure sembrano prendere forma: Inizio ad avvertire l’esistenza di quei pensieri come manifestazione di qualcosa di più “ grave” e siccome non li ricordo, probabilmente ne aggiungo anche altri, più gravi, che non sono nemmeno mai esistiti. Il punto è che inizio a dubitare di tutto e allo stesso tempo tutto mi sembra possibile ( che strano paradosso!). È come se i miei ricordi venissero inquinati da quella paura... ed io inizio a spaventarmi sempre di più consapevole del fatto che non riesco più a distinguere cio che è vero da ciò che invece non lo è. In altre parole, alla fine, se continuo, finisco sempre per verificare che ciò di cui ho paura è esistito. Spero di essere stata chiara. Vi è mai successo? Cosa fate in questi casi per non sentirvi schiacciati?

  • AlessandroBoldriniAlessandroBoldrini

    Ciao Ludovica, ho aspettato a rispondere perché immagino che giustamente tu volessi un riscontro da parte di altre persone, visto che però nessuno sembra per ora voler scrivere riprendo il discorso con te. Come puoi vedere leggendo in altre parti le mie riflessioni mi sembra che non ci siano persone interessate per un gruppo di auto aiuto e neanche per leggere i consigli che posso proporre per cercare di migliorare il disturbo ossessivo compulsivo. Vorrei allora farti una proposta, vorrei sapere se tu sei interessata a impegnarti con me per un sostegno reciproco per applicare il metodo che ho trovato nel libro di autoterapia di cui ho già scritto, si tratta di applicare 4 gradini chiamati ridefinire, riattribuire, rimettere a fuoco, riconsiderare. Pur presentandosi come possibile autoterapia, l'aiuto di una persona come assistente può risultare di aiuto e se vuoi potremmo offrirci sostegno reciproco. Se sei interessata fammi sapere e ne parliamo meglio. Tieni presente che questo lavoro richiede un minimo di impegno, per esempio dovremmo sentirci almeno una o due volte alla settimana per fare una verifica, per comunicare possiamo scrivere qui se tu lo preferisci oppure in privato se lo ritieni più opportuno, per esempio è facile trovarmi su Facebook, oppure possiamo chiedere se ci autorizzano a scrivere la nostra mail. Penso però che se iniziamo questo lavoro insieme dopo qualche settimana sarebbe opportuno aggiungere anche una modalità di contatto telefonico per un semplice motivo, parlare è più veloce che scrivere. Questa proposta la presento a te ma è sempre aperta per altre persone interessate.

  • LudovicaCeroliLudovicaCeroli

    Caro Alessandro,

    credo che sia un’ottima idea. Del resto, potrebbe giovare ad entrambi e ci permetterebbe anche di confrontarci in modo diretto e più autentico. Purtroppo però, non ho Facebook. Hai per caso qualche altro social network?

  • AlessandroBoldriniAlessandroBoldrini

    Sono iscritto a Twitter come, posso iscrivermi da altre parti. Un caro saluto, spero che oggi passerai una giornata diciamo almeno discreta. Sono contento che trovi buona la mia proposta.

  • LudovicaCeroliLudovicaCeroli

    ti posso aggiungere su Twitter, solo che ci sono molte persone con il tuo nome! Le aggiungo tutte, tu, se puoi, mandami un messaggio lì

  • AlessandroBoldriniAlessandroBoldrini

    Cara Ludovica, vedo che su Twitter non mi hai aggiunto, mi è facile vederlo perché sono visto solo da una persona e io anche vedo per ora solo lui. Proverò quindi dopo a vedere se riesco a collegarmi con te. Intanto volevo riprendere il discorso che tu facevi sulle tue preoccupazioni dei pensieri e delle sensazioni negative che puoi avere avuto nelle settimane o periodi precedenti e sui tuoi tentativi di ricostruire cosa avevi pensato davvero, in un circolo vizioso di ansia che aumenta....prima di tutto ti chiedo ancora di riflettere sul fatto che dentro di te è sicuramente presente una parte buona che desidera solo il bene per te stessa e anche per gli altri a cominciare dalle persone che per te sono più importanti. Poi vorrei anche che tu riflettessi che dentro te (ma questo vale per ogni essere umano) ci può essere una parte meno bella e meno nobile dove sono presenti forse anche solo a livello inconscio sentimenti meno positivi quali rabbia, bisogno di autoaffermazione ecc. Sono sensazioni interiori che hanno una loro forza e che cercano una strada per scaricarsi. Tutti in quanto esseri umani proviamo questi sentimenti, possiamo cercare di coltivare in noi qualità come bontà, generosità, compassione, gentilezza, ma dobbiamo anche accettare di avere presenti in noi in certi momenti parti che ci piacciono di meno. Uno dei principi sui quali si basa il buddismo (io non sono buddista, la mia religione è il Cristianesimo) dice che il dolore e l'ansia sono collegati al desiderio di possesso...per esempio chi ha dei beni materiali ai quali tiene molto ha spesso la preoccupazione che qualcuno possa portarglieli via e quindi prova ansia conseguente al suo attaccamento a questi beni. Ho trovato però, mi sembra di ricordare in un libro di Fromm, essere o avere, una riflessione interessante sul fatto che la preoccupazione ci può derivare da un desiderio di possesso più raffinato e a prima vista difficile da individuare, quello dell'immagine di noi stessi, cioè noi vogliamo possedere una immagine di noi solo positiva e quindi proviamo ansia all'idea che dentro di noi ci sono parti meno nobili... queste sensazioni negative semplicemente dobbiamo osservarle accettarle e passare oltre, senza pensare che abbiano in qualche modo il potere di influenzare quello che accade a noi o alle altre persone...non è un discorso facile e se vuoi lo riprenderemo.....

  • LudovicaCeroliLudovicaCeroli

    Quindi, se ho capito bene, secondo te il problema non sono le sensazioni ( comuni a tutti gli esseri umani) ma più che altro la nostra incapacità di lasciarle andare e soprattutto, probabilmente, il significato che gli attribuiamo?” Se ho avuto questa sensazione ——> allora significa che “, per iniziare quell’orrendo loop in cui ogni cosa sembra verificare la paura temuta. Un po’ lo stessa cosa che accade anche con i pensieri, del resto. Tu riesci a non identificarti con i tuoi pensieri e le tue sensazioni? Comunque io su Twitter sono iscritta con lo stesso nome che ho su questo forum. Non ho follower perché l’ho scaricato da poco, se vuoi, puoi chiedere tu la mia amicizia!

  • AlessandroBoldriniAlessandroBoldrini

    Cara Ludovica, non identificarci con i nostri pensieri e le nostre sensazioni vuol dire secondo me accettarli ma sapere che sono solo una parte di noi stessi, stiamo parlando di un tema che potrebbe essere collegato in parte al disturbo ossessivo compulsivo ma che riguarda in generale ogni essere umano. Pensieri e sensazioni vanno e vengono, spariscono, ritornano, a volte in modo imprevedibile spesso però secondo schemi, potresti per esempio se questo argomento ti interessa leggere Alchimia emotiva di Tara Bennet Goleman moglie del famoso autore di Intelligenza emotiva. Nel deserto di presenze umane che in questo momento sembra essere questa parte del forum è bello poterti leggere e comunicare con te. Vorrei chiederti se ti piace leggere quali sono i tuoi argomenti e autori preferiti. Chiederò sicuramente la tua amicizia.

    Un caro saluto

  • LudovicaCeroliLudovicaCeroli

    Caro Alessandro, io anche condivido il piacere di leggerti. Avere un confronto è un bene per noi. la lettura mi piace, ho sempre letto molto però devo dire che sulla letteratura psicologica sono un po’ carente. Purtroppo questo dipende anche in parte dal fatto che studiando all’università mi rimane poco tempo per coltivare interessi extracurricolari... non manca però l’interesse di approcciarmi a questo tipo di lettura. Grazie per il libro che mi hai consigliato. Sono convinta che in ogni essere umano alberghino delle sensazioni o dei sentimenti “ bruti”, e che ovviamente, non ci rappresentino nella nostra totalità. Rispetto al disturbo, invece, la mia sofferenza deriva proprio dal fatto che non riesco a comprendere se quello che mi passa per la testa sia un ricordo oppure una mia immaginazione, e che connotati dare sia ai pensieri che alle sensazioni. Questo mi spaventa enormemente e mi rende sempre più triste. Inoltre, colgo l’occasione col dire che a mano a mano che inizio a fissarmi su qualcosa, questa per me diventa sempre più “ grave” e “ brutta”; in altre parole... partendo da una cosa a cui non ho dato rilevanza nel passato oppure che sono riuscita a smaltire velocemente oppure che non ha destato in me particolari sospetti, inizio ad avvertirla sempre più” grave” e, se continuo con i ragionamenti, va sempre peggio. Inoltre proprio quando si manifesta in me una paura inzio ad avere una serie di immagini, ripetute e frequenti, che prima non c’erano e non so più, appunto, che valore abbiano o se addirittura siano esistite. Ovviamente questo processo si acuisce ulteriormente in periodi di stress. Sotto esame, quando si verificano problemi familiari e questo non mi permette di fare serenamente le cose che dovrei fare.

  • AlessandroBoldriniAlessandroBoldrini

    Cara Ludovica, adesso ho poco tempo per risponderti ma se vuoi domani riprendiamo i nostri discorsi, intanto mi piacerebbe sapere cosa hai letto in passato quando avevi più tempo, questo mi aiuterebbe in un certo senso a conoscerti meglio. Un caro saluto.

  • AlessandroBoldriniAlessandroBoldrini

    Cara Ludovica, forse potremo comunicare anche in modo più diretto, pur rispettando le regole di questo sito che dicono mi sembra di aver capito di non scambiarsi mail o telefono. Ti ho trovato su Twitter. Ti propongo di seguire entrambe le strade, comunicare direttamente tra noi per discorsi più privati ma continuare anche qui quando pensiamo che le nostre riflessioni possano essere utili per altre persone, sento di avere un debito di riconoscenza verso questo forum che mi ha permesso di conoscerti.

  • AlessandroBoldriniAlessandroBoldrini

    Vorrei riprendere alcune riflessioni partendo ancora dalla domanda posta all'inizio di questa discussione....per provare a migliorare il disturbo ossessivo compulsivo non bisogna pensare di fare per esempio una corsa veloce sui 100 m ma piuttosto una lunga maratona, intendo dire che non è realistico immaginare di risolvere tutto in pochi giorni ma bisogna considerare la prospettiva di mesi di impegno e lavoro personale, questo per non provare inutili frustrazioni. Le ossessioni probabilmente non scompariranno in breve tempo ma ci vorrà molta fiducia in sé stessi e disponibilità a sforzi continui. Vorrei partire per dare qualche consiglio pratico dalla mia esperienza riflettendo sul fatto che ci può essere un modo indiretto di affrontare la situazione e uno invece più diretto. Per ora vorrei concentrarmi sul primo aspetto. Tornando all'esempio di prima se bisogna fare molti km è meglio farlo con le spalle libere invece che con un peso che ci toglie energie. Parto dalla considerazione che lo stress sicuramente aumenta i disagi del disturbo ossessivo compulsivo, credo che questo sia intuitivo. Per esempio se una persona qualunque ha relazioni non soddisfacenti con le persone vicine, soprattutto con quelle più importanti, prova forse una generica insoddisfazione mentre chi ha il disturbo sente subito aumentare il livello di tensione interiore. Quindi cercare di avere buone relazioni è molto importante. Un primo passo è essere consapevoli di questo aspetto, occorre inoltre valutare che le persone che hanno vicino un individuo con il disturbo ossessivo compulsivo possono spesso perdere la pazienza vedendo rituali e modi di comportamento per loro incomprensibili. Quindi è interesse di chi ha questo disturbo cercare di favorire tutte le condizioni che migliorano la comunicazione. Io ho trovato nella mia esperienza utili questi aspetti...

    Prima di tutto riconoscere con l'altro che noi abbiamo un problema e che gli siamo riconoscenti per la pazienza che dimostra con noi.

    Penso anche che sia utile sorridere spesso appena ci sentiamo di farlo, perché gli altri molte volte ci vedono preoccupati o tristi e come tutti gli esseri umani anche chi ci è vicino ha bisogno ogni tanto di vedere un volto sorridente.

    Penso anche che sia utile invogliare chi ci è vicino a parlare di argomenti che interessano a loro perché quando siamo presi dai nostri pensieri non riusciamo ad interessarci abbastanza agli altri, è come se accumulassimo un debito nei loro confronti e quindi quando abbiamo momenti in cui stiamo meglio dobbiamo restituire le attenzioni che loro ci hanno offerto quando eravamo più in difficoltà.

    Penso inoltre che sia molto utile fare nei confronti di chi ci è vicino apprezzamenti sinceri, sottolineo sinceri, trovando in loro qualche aspetto positivo e dire che li stimiamo per le loro qualità, in questo modo sarà per loro più naturale essere comprensivi con noi quando metteremo alla prova la loro pazienza.

    Se poi dobbiamo fare loro una critica ricordiamoci prima la loro disponibilità verso di noi. Per la mia esperienza questi consigli potrebbero essere utili.

  • LudovicaCeroliLudovicaCeroli

    Caro Alessandro, ti chiedo scusa per l’assenza di questi giorni, sto preparando un esame e non sono riuscita a ricavare un po’ di tempo libero per qualche riflessione. Inizio rispondendo alla tua domanda sulla lettura: ho iniziato, quando ero piccolina, con i classici che mi assegnavano a scuola per le vacanze estive; sono rimasta affascinata dalla profonda leggerezza di Calvino in particolare, ricordo. Inoltre, quelle letture furono per me una rivelazione : adoravo leggere! Da lì, iniziai ad esplorare questo mondo: prevalentemente i classici, con una spiccata simpatia per letteratura russa e per Svevo; letteratura greca, miti, saggi storici. Ultimamente mi diletto anche con la letteratura scientifica: genetica, bioetica, psichiatria. In generale, sono un’ amante della letteratura, della filosofia ma sono anche estremamente affascinata dal rigore e dalL’esattezza del metodo scientifico. Grazie per aver condiviso con me e con noi le tue preziose riflessioni. Mi piacerebbe farti domande più specifiche, forse è meglio se in separata sede. Sono d’accordo di continuare a scrivere anche su questo forum sperando di poter essere d’aiuto ad altre persone.

  • AlessandroBoldriniAlessandroBoldrini

    Cara Ludovica, è bello risentirti. Ho visto che in un'altra parte del forum dove si parla di terapia cognitivo comportamentale una persona si è detta interessata per un gruppo di auto aiuto, se ti è possibile potresti andare anche tu in quella parte e incoraggiarla a partecipare alle riflessioni che stiamo facendo qui. Si chiama come vedrai AnnaRita. Per quanto riguarda le letture forse avrai letto allora Guerra e Pace di Tolstoj,io lo ho letto quando avrai più tempo possiamo parlarne. Io ho letto vari saggi storici come te, così come molti libri scritti da psichiatri o psicoterapeuti, quando avrai tempo avremo forse molti argomenti per una piacevole conversazione. Per quanto riguarda Twitter io ti ho aggiunto alle persone che seguo e ho scritto alcuni messaggi per te.

  • AlessandroBoldriniAlessandroBoldrini

    Vorrei riprendere il discorso sul disturbo ossessivo compulsivo proponendo alcune riflessioni che ho trovato nel libro di autoterapia di cui parlavo. Intanto vorrei proporvi alcune idee importanti presentate nel libro.

    Il disturbo ossessivo compulsivo è una patologia connessa ad uno squilibrio biochimico del cervello. Le ossessioni sono pensieri e impulsi assillanti e indesiderati che non spariscono. Se proviamo a cercare di togliere dalla nostra mente queste ossessioni nel breve periodo questo risulta solo controproducente e ci fa aumentare lo stress. Le compulsioni sono i comportamenti ripetitivi che vengono eseguiti nel tentativo inutile di liberarsi dalle angosciose sensazioni causate dalle ossessioni. Il mettere in atto le compulsioni tende a far peggiorare le ossessioni specialmente a lungo termine. Il metodo dei 4 gradini presentato in questo libro insegna a riorganizzare i pensieri in risposta a idee e impulsi coatti e non desiderati, aiuta quindi a cambiare comportamento spingendo a compiere azioni più costruttive. Un mutamento comportamentale provoca un mutamento cerebrale, quindi quando si cambia il proprio comportamento in modo costruttivo gli angosciosi pensieri inviati dal cervello iniziano piano piano ad attenuarsi, questo rende più facile controllare le risposte emotive. Bisogna tenere presente che l'importante non è ciò che proviamo, ma quello che facciamo.

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