Crisi di coppia post-covid

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in Terapia di coppia

Buongiorno,

mi scuso per la possibile confusione del messaggio, ma sto scrivendo di getto dallo studio, tra una pratica e l'altra.

Sono un uomo di 42 anni, sposato [il 15 settembre pv] da undici anni con una donna 38enne con la quale ci siamo praticamente cresciuti, stando insieme da quando avevamo vent'anni circa, e una splendida bambina di 7 anni.

Io ho un carattere sicuramente forte, avvolgente [fino al punto da pensare di fare benzina sull'auto di lei, e di non darle la preoccupazione nemmeno del costo delle bollette] e geloso, ma ci siamo sempre amati e lei mi ha sempre dimostrato amore, affetto, dolcezza, comprensione, mansuetudine, accoglienza, attenzioni. Insomma è stata per quasi vent'anni una donna stupenda, meravigliosa. Ed io le ho dato 100 - per quel che ho potuto. Una casa ammobiliata, vacanze ad anni alterni, l'auto personale, attenzioni, mai fatto mancare nulla, mai un insulto [al massimo cretina]. Fatto sempre tutto assieme. Ho abbandonato le amicizie, i pranzi di lavoro e quant'altro perché era il mio mondo, la mia migliore amica. Non le ho mai detto "sei ingrassata", l'ho sempre coccolata, mi sono sempre preso cura di lei [cose che lei, piagnucolando, ha ammesso davanti a sacerdoti e terapista di coppia], e quando ha partorito dopo un duro travaglio, mentre tutti parenti e amici erano attorno alla bimba, io fui l'unico a correre appresso a lei. Per la famiglia ho rinunciato a tanti sogni, compreso lavori migliori che mi avrebbero portato lontano dalla sua città, dove lei ha tutti i suoi parenti.

Aggiungo che, mentre lei [come ama dire] ha avuto "un'infanzia meravigliosa" ed effettivamente è sempre stata una ragazza viziata e pretenziosa, io ho avuto una storia travagliata, orfano di entrambi i genitori dai 13 anni, cresciuto rapidamente presso la sorella maggiore, poi andato a vivere da solo intorno ai vent'anni grazie al lavoro che ho tutt'oggi. Il bisogno e il desiderio di famiglia sono stati per me forti, quasi ossessivi e credevo che lei, ragazza casa e Chiesa, militante nell'Azione cattolica, credesse negli stessi valori. Sin da quando abbiamo iniziato a frequentarci l'ho vista come "la donna della mia vita". E sono stati dieci anni [più i nove di fidanzamento, durante i quali ci frequentavamo tutti i giorni] felici - certo con gli alti e bassi, con qualche litigio e incomprensione, difficoltà economica [lei purtroppo lavora in nero da sempre], ma quale coppia non li ha?

Lockdown Covid-19. Io in cassa integrazione, depresso per mancanza di lavoro e soldi che arriveranno mesi e mesi dopo. Lei a casa senza soldi [perché lavoratrice in nero]. La bambina in DAD. E' un periodo che io ho visto felice e sereno. Abbiamo legato ancor più [o così credevo], mai litigato perché d'altronde, fino a quel momento, facevamo tutto assieme, anche la spesa, perché "non siamo mai stati come quelle coppie di quasi sconosciuti che si vedono solo la sera". Lei purtroppo, per noia, inizia a giocare a Tennis Clash e da lì finisce in un gruppo facebook popolato di soli uomini e nel quale il tennis era solo una copertura. Finisce col restare affascinata da alcuni soggetti, con i quali inizia conversazioni telefoniche, sexchat e scambio di foto. Io scopro queste cose a fine 2020 e ne sono devastato. Notavo che si curava di più e che chiedeva più rapporti, ma continuava ad essere comunque gentile e accogliente, ma non appena ho scoperto queste sue tresche ha smesso di accudire me e la bambina [da novembre scorso, lavo, stiro, cucino, seguo la scuola, faccio spesa. Tutto io] ed a contribuire al bilancio familiare; è diventata aggressiva, ad urlarmi in faccia, a darmi del "porco", "pezzo di merda", "stalker", "ossessionato da lei". Cose assurde del tipo "ti denuncio", "ti ammazzo se tocchi i miei amici". Mi dice che vorrebbe andare con altri uomini, che non crede più nei vincoli morali del matrimonio, che le piace sentirsi dire "bona", "porca" e che si sente troia...

Io, dopo un iniziale periodo di dolore e rabbia, capendo che certamente lei stava vivendo un periodo di disagio mentale, cerco di promuovere tutto quel che posso per ricucire: un percorso durato un anno tra guida spirituale, centri d'ascolto, servizi sociali, mediazione familiare, terapia di coppia, psicologi (io e lei, separatamente), riunioni su riunioni con familiari, discussioni su discussioni, regali, fiori e lettere. Nulla. Anzi peggio, perché lei cambia tre terapisti non intendendendo seguire i loro consigli né sforzarsi di staccarsi da questo giro, prendendo qualunque richiesta [anche lasciare il cellulare a casa per una serata in pizzeria], come un'imposizione, un ordine. Io, forse stupidamente, contatto su facebook i suoi amici del cuore per dire loro di lasciare in pace mia moglie e di pensare alla loro famiglia. Lo fanno. La bloccano. Ma questo peggiora ancor più le cose. Lei ce l'ha a morte con me e mi dice "che non glieli toglierò mai dalla testa" perché "le davano cose che io non le davo".

Si va avanti perché nonostante tutto la amo e la desidero da sempre allo stesso modo. Scopro però che spesso alle 3 di notte si alza per chattare. Scopro che contatta gente random. Che ha avuto anche incontri fisici. Ora siamo sull'orlo della separazione ed io sono finito col prendere antidepressivi. L'ho provvisoriamente allontanata da casa: sta dai genitori i quali - anche loro, sono devastati e vorrebbero cacciarla perché [parole loro] "tu ti sbatti con la bambina e lei sta al grand hotel". Questa parvenza di separazione l'ha resa ancora più rabbiosa. Quando passo a trovarla, o a trovare la bambina nei giorni che sta con lei, non le posso nemmeno chiedere cos'ha mangiato o come mai è rientrata in ritardo che sono urla. Ha tolto la fede nuziale e mi ha registrato sul cellulare "Marito". Continua a dire che vuole tempo per capire, che ha bisogno d'aiuto perché è confusa, ma che non gliene frega più nulla di me e che con me non ci vuole tornare perché "s'è rotto qualcosa" e io "non le basto più".

Io continuo a scriverle su whatsapp parole di comprensione, d'amore, di perdono, ma lei risponde a monosillabi o non mi risponde affatto perché "i tuoi messaggi non prevedono una risposta, sono monologhi". Andiamo tutti e tre in pizzeria e la invito a restare per la notte, ma no "domani devo lavorare" [come se non si è partita per 10 anni da lì o non abbiamo avuto rapporti anche alle 2 di notte].

Mi sento umiliato ai massimi livelli. Giudicato, soppesato anche intimamente. E' come se mi dicesse "non sei più speciale per me". Fallito come marito e uomo. E come padre, perché sognavo di dare a mia figlia una famiglia normale, carica di affetto, stabilità, complicità e sani valori. E' stato un anno duro perché non appena credevo che le cose stessero migliorando, lei invece mi dava un'altra mazzata - perché scoprivo altro, e altro, e altro.

Che fare? credo nel matrimonio per sempre, ma mi rendo conto che siamo ormai in una società volatile dove nulla vale, tutto è consumabile, dove ciascuno si sente in diritto di seguire il proprio IO per fare quel che gli pare, dove un giuramento, un impegno, una stretta di mano valgono meno che zero. Mi prenderete per stupido, ma se lei la smettesse, si curasse anche con qualche psicofarmaco, e iniziasse a lavorare per recuperare fiducia, rispetto e stima, io la riaccoglierei a braccia aperte, anche a costo di sopportare qualche freddezza.

Lasciarla andare con una separazione formale? Lei sta seguendo una chimera. Sicuramente non troverà nessuna felicità né pace, piuttosto si caccerà nei guai. E onestamente, con un pizzico di cattiveria, non le permetterei di rifarsi una vita alla luce del sole.

Mia moglie ha distrutto tutto quello che di buono avevamo. Tutto il nostro piccolo mondo di normalità. Non so niente, so solo che volevo passare il resto dei miei giorni al suo fianco, ma non è la persona che ho conosciuto per vent'anni.

Commenti

  • Serenity1Serenity1

    Purtroppo la situazione che abbiamo vissuto per via del Covid ha messo alla prova molte coppie per vari motivi.

    Che tu sia in cassa integrazione e quant'altro non vuol dire che debba essere una nullità o un fallito perché molte persone sono nella tua stessa situazione dovuta ai danni provocati dalla pandemia.

    Come state adesso? Siete riusciti a chiarirvi e ritrovarvi?

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