Costruire la motivazione

rererere
modificato November 2018 in Obiettivi personali
Mi manca la motivazione per iniziare e portare avanti obiettivi. Ho una visione distorta. Me ne rendo conto e non so come regolarmi da sola, andare oltre alla sofferenza che si prova quando si è soli, senza nessuno.
Mi ritrovo a girovagare per la rete a leggere articoli, guardare video motivazionali. per me sono pieni di frasi fatte senza significato. ho provato a parlare con le persone, chidere loro di raccontarmi esperienze. esperienze reali di vita che non mi hanno smosso di un mm, anzi hanno aumentato il mio senso di inaneguatezza.
Quando mi chiedono perhcè vorrei fare qualcosa (che possa essere qualcosa di concreto ma anche cambamenti interni) io rispondo sempre "per me stessa". Mi rendo subito conto ch eme la sto raccontando, perchè non sono capace di fare le cose per me stessa. Daltronde durante la scuola (l'unica cosa dove comuqnue mi sono applicata) mi spingeva la competizione verso gli altri, dovevo esser ela migliore di tutti, così non sarei passata per la malata, la disabile e forse avrei ottenuto l'affetto e la comprensione che tanto desideravo.
Ma anche questo modo di vedere la vita è sbagliato perhcè arriva un certo punto che tutto il castello di illusioni crolla, cadi nel baratro.
Ma a parte questo non so cosa voglia dire raggiungere un obiettivo con strumenti diversi. mettersi li e faticare. è vero ho fatto il viaggio, ma a parte un grosso peso emotivo trascinato per mesi (dirlo ai miei genitori e non mollare per mesi) non ho dovuto fare molto: chimare l'agenzia, mi è stata sugegrita meta e prezzo, ho dato l'ok, ho mandato documenti e burocrazia via mail. ho risparmiato (cosa semplice se vivi con i genitori, non esci mai)ho preparato la valigia e mi hanno accompagnato all'areoporto. l'unico vero sforzo era trovare il gate giusto. una volta li a parte andare a scuola, fare i compiti, mangiare a mezzogiorno, fare la lavatrice non ho fatto grani sforzi(se di sforzi si può parlare). certo magari rispetto ad altri io ero organizzatissima, sono riuscita a vedere tutto quello che c'era da vedere. magari per un altro passare le ore a guardare tabelle orarie, costi biglietti, spostarsi, chiedere informazioni, calcolare tempi ecc può essere un problema, ma per me non lo è. perhcè avevo una grande motivazione di fondo: mi piace tanto visitare luoghi e viaggiare. su quello non mi ferma nessuno.
ma un conto è un viaggio limitato, un conto è la vita reale, fatta di gioie e dolori atroci.
so che chi mi sta intorno non potrà aiutarmi, ma voglio farcel,, il problema è non so come. mi piacerebbe ridurre quella sensazione di paura e di dolore prima di fare le cose, in modo che non sia così traumatico. voglio trovare la giusta motivazione per fare tutto, se davvero non mi mancano le capacità.

Commenti

  • Sandra66Sandra66
    Ciao reby, alla fine sei riuscita a prolungare la terapia o hai dovuto rinunciare?
  • rererere
    Ciao sandra la terapia presso l'asl finirà a dicembre, poi sinceramente non so cosa farò. posso permettermi massimo (e non credo sempre) due sedute al mese alla tariffazione minima. che sia con questa terapeuta o altri. di più non posso fare al momento.
  • rererere
    ma la di là della terapia che è comunque un buon sostegno è il "lavoro a casa" che manca. fatico proprio a applicare quelo che viene detto in terapia. sono costretta a segnarmi sul telefono dopo la seduta in tutta fretta quello che ci siamo detti sennò parte del contenuto durante la settimana lo perdo. fatico proprio a superare le mie paure, sono bloccata, nonostante sia consapevole che bisogna fare qualcosa.
    parlando di dipenenza la mia terapeuta ha sconsigliato di darmi compiti, perhcè poi o non li faccio o rischio di dipendere da quello che mi dice lei.
    io sono disposta anche a fare le cose da sola, ma ci deve essere il modo di imparare a farle (io non le ho mai fatte e non basta dirmi "fai" per imparare).
    sono consapevole che la mia situazione è critica rispetto a tanti altri, sono disposta a darmi del tempo, ma qualcosa deve iniziare a cambiare sennò mi ritroverò tra anni enlla stessa identica sistuazione (e allora li si che saranno guai grossi, già i 30 a cui non manca molto mi spaventano molto). in due anni non ci sono stati i cambiamenti che speravo.
  • rererere
    Riprendo questo messaggio giusto per non aprirne altri.
    Sono in uno stato di depressione. Lo vedo, lo riconosco. Cerco di uscire almeno una volta al giorno, se mi chiamano per lavorare ci vedo. Sto cercando di candidarmi con un'amica e
    Accetto ogni invito da parte delle persone. Sto cercando di non isolarmi anche se già sono isolata e sola, cerco di di non peggiorare le cose. Cerco di non buttarmi sul cibo dannoso,devo stare attenta.
    Ho iniziato la nuova terapia privatamente con la stessa persona. Comprendo che mi devo abituare al nuovo ambiente. Le tematiche che porto convergono sempre sugli stesso punti cosa che ogni volta mi lascia a tratti sorpresa e a tratti amareggiata. Non per il lavoro in se, ma il mio nonn afferrare i concetti.
    Ogni giorno nonostante tutto questo, sto male, ho crisi di pianto, ansia, noia. Vorrei dormire sempre ma costringo ad alzarmi e fare qualcosa. Senza obiettivi ne altro..

    Senso di vuoto, senso di mancanza di identità, autostima. Di questo mi parla la psicologa in terapia. Io invece anche se ho speranza e fiducia nel cambiamento, fatico a vedere una via d'uscita.

    So che non potete aiutarmi, ma da sola non ce la faccio a fare nulla. Ho paura.
  • Chiara305Chiara305
    Ciao Reby, mi dispiace ti trovi in questa situazione, e dico che mi dispiace perché in qualche modo mi ci ritrovo anche io. Quello che posso dirti è di non focalizzarti troppo sul fatto che in psicoterapia non senti di capire o di ricordare ciò che viene detto. Posso dirti che anche io ho la stessa sensazione. Mi hanno poi spiegato che la psicoterapia serve innanzitutto per avere uno spazio in cui aprirsi completamente...anche io non ricordo mai niente di ciò che ci diciamo...la psicoterapia a mio avviso ‘lavora’ in modo lento e al momento opportuno credo che quel che è stato detto riemergerà ‘alla coscienza’. Credo... per quanto riguarda altre cose, posso dirti quella che è la mia esperienza, e ovvero che il ‘prendere decisioni’ aiuta, in qualche modo...a me ha aiutato tanto ma davvero tanto, andare a vivere da sola...e lo dico non perché tu debba farlo immediatamente, se non puoi, non vuoi etc, ma perché possa essere un obiettivo che tu puoi porti, un tuo obiettivo di vita al momento, importante...è importante sia avere un obiettivo, e sia sapere che poi quell’obiettivo può portarti a stare meglio...
  • rererere
    Grazie Chiara
    Guarda io pur di capirci qualcosa sto leggendo dei libri perché i miei cambiamenti sono molto lenti. Ho molte resistenze.

    Per il lato pratico ti do ragione. Avere un obiettivo aiuta. Il problema é che ho molta paura di affrontare le cose, accanto scuse di ogni tipo e me ne rendo conto. Non mi condanno perché la paura è forte, ma non posso andare avanti così. Dei piccoli passi li ho fatti.
    Ho paura del lavoro, dei capi, dei colleghi, di sbagliare. Ho tante resistenze e pregiudizi.

    Ho tanti desideri, ma fatico anche solo a vederli come reali. Sono schicchiata nell'ambiente in cui vivo, non sento possibilità di realizzazione circonda da da persone è ne stessa di riflesso giudicanti in ogni cosa.
    Mi piacerebbe tra le tante cose anche vivere da sola...Ma come si fa se si ha paura di lavorare...
    Ogni cosa richiede non solo fatica ma anche soldi...È un cane che si morde la coda il mio.
    È sembra che io non ne voglia uscire...
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