Consigli sul disturbo evitante della personalità?

FrancescoPelusoFrancescoPeluso
modificato December 2020 in Disturbi della personalità

Ciao a tutti, sono un ragazzo di 35 anni ( più un uomo diciamo😅 )e dall'età di 16 anni soffro di ansia sociale e generalizzata, e disturbo evitante di personalità; sono sempre stato un ragazzo abbastanza timido e sensibile , ma durante la mia infanzia questa tipo di personalità non mi creava problemi insormontabili; infatti vivendo in un piccolo quartiere alla periferia di Roma, avevo tantissimi amici e passavo la maggior parte del mio tempo in strada o al campetto di calcio.

Durante la mia adolescenza in cui per sopravvivere nel mondo dei coetanei dovetti cambiare il mio carattere sensibile e timido, in spavaldo e sicuro di se ma solo in apparenza , nonostante un discreto funzionamento sociale e scolastico, riuscii a diplomarmi, ma il problema dell'ansia sociale aumentava sempre di più , anche se la vergogna di avere questo problema portava me stesso a nasconderlo agli altri il più possibile.

Continuai nonostante le difficoltà enormi ad avere una vita pressochè normale per un ragazzo della mia età, e quando proprio non cela facevo, abusavo di alcool o droghe leggere per smorzare i sintomi dell'ansia .

All'età di 22 anni a seguito dell'aumento di questi problemi di ritiro sociale (smorzati saltiuariamente con l'aiuto di alcolici) , depressione ansia e rimuginio negativo , ho avuto il coraggio di parlarne ai miei genitori , ed ho inziato ad andare in analisi da un psichiatra classico (Fruediano) con scarso successo, e successivamente ho fatto altri due anni di terapia con uno psichiatra cognitivo comportamentale, che mi prescrisse dei farmaci per la serotonina ( sereupin e successivamente fevarin) ; grazie soprattutto ai farmaci e in parte a questo tipo di psicoterapia , tra alti e bassi , ricadute ecc. riuscii a laurerarmi fuoricorso e comunque ad avere una vita sociale nella media, a fidanzarmi varie volte, a viaggiare e successivamente a vivere all'estero , sempre faticando e forzandomi a livello soprattutto di ansia sociale, cercando comunque di affrontare le situazioni che mi provocavano ansia il più possibile;

Da un paio di anni a questa parte il problema del disturbo evitante si è di nuovo amplificato, e non mi sta permettendo più di lavorare, non reggendo più i rapporti forzati e diplomatici che bisogna avere sul posto di lavoro, dove sei costretto a passare moltissimo tempo con persone che inoltre non hai nemmeno scelto tu( per una persona con il mio disturbo, che si sente continuamente giudicata e inadeguata , essere forzato a stare con delle persone che non ha scelto tutto il giorno, 8 ore al giorno 5 giorni su 7 , è come una tortura). Inoltre da un anno ho deciso di smettere con i farmaci, a causa degli effetti collaterali che mi davano, e ai presunti danni alla fertilità di cui ho letto su internet ; al momento non posso nemmeno permettermi uno psichiatra , non lavorando da più di un anno.

Volevo quindi chiedere magari a qualcuno che ha il disturbo evitante di personalità, o comunque soffre di ansia sociale e rimuginio negativo e giudicante , se avesse trovato una soluzione per questi problemi che non comportasse un esborso economico ingente come l'analisi ( per esempio terapia di gruppo auto mutuo aiuto a Roma, o altre terapie alternative o qualsiasi altra cosa possa essere di aiuto ), o se sapesse indicarmi uno psichiatra cognitivo comportamentale con un prezzo abbordabile; inoltre volevo chiedere che tipo farmaci prendete per questo disturbo, e se vi hanno dato effetti collaterali, e se anche voi avete approfondito il fatto che a lunga andare provocano danni a livello di fertilità o altro.

Insomma qulasiasi tipo di consiglio è ben accetto 🙂

Grazie a chi vorrà rispondermi

Commenti

  • Andrea_C_3Andrea_C_3

    Buongiorno Francesco.

    Da un lato le direi di confrontarsi con uno psicologo, ve ne sono anche online oramai. Se l'esborso non è al momento per lei possibile, provi a raggiungere i gruppi di ascolto o di meditazione che si trovano anch'essi online gratuiti (come capirà in questo periodo è assai difficile trovare qualcosa in presenza).

    E' sicuramente un inizio se non altro per imparare a rasserenarsi, aprirsi e condividere: già questo è un atteggiamento terapeutico.

  • FrancescoPelusoFrancescoPeluso

    GRAZIE Andrea_C_3 per la risposta

    In realtà avevo già provato in passato la Mindfulness su consiglio di uno psicoterapeuta , ma a causa del forte rimuginio ho avuto molte difficoltà a svolgerla con regolarità e per tempi prolungati ;

    Per quanto riguarda i gruppi di ascolto , non ho mai provato; non so perchè ma ho sempre avuto il terrore di incontrare qualcuno che conosco in uno di questi gruppi , e dell'eventuale giudizio che sorgerebbe, anche se è un discorso assurdo, poichè la persona che ipoteticamente incontrerei non sarebbe li per giudicarmi, ma per risolvere il mio stesso problema( avevo questo problema di vergogna anche in passato quando andavo in analisi, come se andare dallo pischiatra fosse una cosa assolutamente da nascondere per non essere giudicato come bizzarro , malato o strano )..

    Sapresti per caso indicarmi eventualmente degli ottimi gruppi di Ascolto a Roma specilizzati nel disturbo evitante di personalità ( anche se da quanto mi dicevi ora sono tutti online)?

    ti ringrazio tanto

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