Combattuta tra università, scelte e lavoro

Anna956Anna956
modificato 20 January in Obiettivi personali

Buongiorno, sono una ragazza di quasi 24 anni. Frequento il secondo anno del corso di laurea in scienze della mediazione linguistica. Ho incominciato l'università più tardi perché inizialmente, quando mi sono diplomata, non sono riuscita a superare alcuni test da me provati. Sono una ragazza dislessica, ho lottato e sofferto molto a scuola e porto ancora con me, spesso, la convinzione di non essere in grado di farcela perché concretamente, poi quando provo a buttarmi e ci credo fermamente, va così... purtroppo per un dislessico non è sempre facile ottenere quello che vorrebbe. Ho frequentato un liceo artistico. Inizialmente andavo ad un classico (il primo anno), ma lì non mi volevano perché non conoscevano la dislessia e non mi fornivano nessun mezzo per poter affrontare serenamente il mio percorso di studi. Ma vabbè, sapendo disegnare e amando l'arte, ho cercato di prendere del buono da questa cosa . Ho, negli anni, migliorato molto la scrittura, tanto da non commettere quasi più errori, la lettura e, in matematica e in alcune cose scientifiche, come formule, numeri e calcoli ecc ho ancora delle difficoltà (per cose più complesse), non ho una memoria di ferro, ma le nozioni principali, o se sono particolarmente interessata ad una cosa, riesco a ricordarla. Insomma ho cercato di dare il massimo per essere come gli altri nello studio, anche se con maggiori difficoltà. Quando mi sono diplomata, non sono riuscita a superare alcuni test. Avevo scelto di provare psicologia e il settore sanitario/medico/veterinario (molti dicono che mi ci vedono tanto, ma lo studio è sempre un'altra cosa, lo sapete bene..) Molti hanno sempre sottovalutato queste mie scelte solo perché ero dislessica. Per i test non ho mai avuto un supporto, quindi il mio sogno non si è mai realizzato concretamente. Per molti avrei dovuto continuare con l'arte solo perché, essendo pratica, andava bene per una dislessica come me... ma a me questa cosa non stava bene. Così decisi di iniziare a lavorare, ma dentro di me cresceva sempre di più il desiderio di conseguire una laurea, fare cose più grandi nella mia vita, perché sì sarò dislessica, ma so di essere molto intelligente. Tra amici e conoscenti nessuno sa di questo problema e nessuno lo sospetta minimamente. Amo conoscere, mi impegno in tutto molto più di quanto fa una persona non affetta da dsa. Ormai leggo libri , anche se con maggior tempo, ma non fa niente, do ripetizioni a bambine, che hanno ottimi risultati da quando le seguo. ci prendo del buono da questo perché con loro ho modo di ripetere ed imparare sempre anche io. nel 2018, facendo un viaggio, (mia grande passione) ho deciso di dire: vabbè non è andata lì, ma c'è tanto altro e ci sono tanti altri modi per raggiungere il tuo grande sogno: laurearti. Così, nel 2019, ho trovato un'università privata di lingue che mi permetteva di studiare in tutta serenità, senza pressione ed ansia (cosa che purtroppo vivo male al pensiero di frequentare un'università pubblica, perché mi succedeva a scuola di soffrire di ansia. Alle scuole medie ho subito forti traumi da parte di prof e compagni. all'epoca non sapevo ancora della mia dislessia. Mi bullizzavano entrambi. Sono andata in terapia per diverso tempo a causa della depressione a cui mi avevano portata. Forse anche per questo la scelta di una privata.. ho ancora paura di non sentirmi all'altezza per questo mio "limite" e di subire, nuovamente, tutto ciò. Di essere derisa e per questo penalizzata). Comunque sono al secondo anno, mi mancano 4 esami per terminarlo e andare al terzo, sono in regolissima. Non avrò ancora raggiungo un livello madrelingua, ma con impegno, da avere grandi difficoltà nelle lingue e conoscere quasi nulla ora riesco a capire, vedere film e serie tv e a districarmi. Ho buoni voti e in questo mi sento molto gratificata, anche se potrà sembrare banale perche si può pensare che con le private sia tutto più semplice, ma per me, che devo sempre lavorare il triplo rispetto gli altri, è una grande vittoria e soddisfazione. Anche se un po' quando dico che vado in un'università privata mi vergogno un po', non so perché, ma ho paura che gli altri pensino che ci vado perché magari sono "stupida" o voglio comprarmi il titolo.. le solite convinzioni comuni.. anche se poi nel mio cuore so il perché delle mie scelte e conosco la mia storia. Nonostante tutto questo, purtroppo, non so se sono felice. E mi spaventa l'idea di fare un lavoro che mi possa anche piacere, ma non amo e non faccio con passione. Il mio sogno è sempre stato quello di aiutare gli altri. Mollare questo percorso ormai sarebbe banale e stupido, forse. (Mi dovrei laureare nel 2022) Terminata questa triennale ho due scelte, continuare con la specialistica o rimettermi in gioco, perché non credo che ci sia una magistrale, che si possa fare con la triennale L-12 che avrò, inerente al settore sanitario. Avevo visto la possibilità di intraprendere management con master in sanità, ma non credo che sarebbe proprio la stessa cosa. Se dovessi scegliere di rimettermi in gioco con un percorso nel settore sanitario, secondo voi, cosa potrei scegliere? Io sono di Bari e i test sono molto molto difficili. Non so se avrei possibilità di andare via. Secondo voi c'è un metodo più specifico per un dsa per superare i test? Secondo voi potrei farcela? È troppo tardi a quest'età? Ma soprattutto voi cosa mi consigliate di fare? So che la vita è la mia e posso decidere liberamente, ma avere un confronto costruttivo, mi fa sempre bene. Magari, in base a quanto vi ho raccontato, mi dareste qualche consiglio e parere? Vivo un momento in cui sono molto combattuta

Commenti

  • [Utente Cancellato][Utente Cancellato]
    modificato 20 January

    Buongiorno Anna.

    Intanto complimenti per il suo percorso che ha portato e sta portando avanti nonostante le difficoltà che la vita le ha già presentato. Riguardo al suo problema di dislessia, le chiedo se ha mai provato a praticare quotidianamente la meditazione mindfulness. Potrebbe darle giovamento e non solo in quello. Ma anche nell'imparare a rasserenarsi e a gestire le sue insicurezze. Questa pratica potrebbe darle anche la possibilità, relativamente alle sue scelte, di guardare bene dentro di sé, ascoltare anche il proprio "daimon", come dicevano i greci, ovvero quello "spirito", quella "vocazione" che si ha dentro, e che in un modo nell'altro, riesce sempre a suggerirci quale, fra gli elementi in cui nuotiamo, è quello che più ci appartiene. Penso che per quanto la vita comunque ci porti a dei compromessi, a delle rinunce, a delle revisioni, comunque questo "daimon" non vada mai ignorato al momento delle nostre importanti scelte e convenga sempre partire da esso. Anche se sceglieremo di fare altro dalla nostra vocazione, sarà importante essere stati profondamente consapevoli della nostra scelta. Ascoltarci prima, ci eviterà di rammaricarci poi.

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