Ansia e attacchi di panico

Pietro162Pietro162
in Paure, ansie e fobie

Buongiorno a tutti, sono un ragazzo di 38 anni,siciliano,vivo in provincia di Monza da circa 13 anni e soffro da circa 10 anni di forti sintomi ansiosi con attacchi di panico e ipocondria.

Sto veramente molto male, soprattutto con i pensieri ossessivi compulsivi che mi tormentano.

Non riesco più a vivere una vita serena, ne a lavoro, ne in famiglia, ne da nessuna parte,sembra quasi che sia inutile continuare a vivere perché la sopportazione credo abbia raggiunto quasi il tetto.

Diciamo che al momento posso dire che più che vivere, esisto!! ! ! Circa 10 anni fa,ho fatto una cura basata sull assunzione di ansiolitici e antidepressivi e orientativamente mi ero ripreso un po,anche se i sintomi da sospensione errati, sono stati terrificanti!!Da allora, prendo solo strettamente al bisogno, delle compresse di ansiolitici,ma in questo periodo sto rivivendo le stesse sensazioni di tanti anni fa,che per un bel po di tempo non provavo più.In generale,da allora nella mia vita è cambiato che mi sono sposato e ho messo su famiglia e figli,per cui generalmente è aumentato un po lo stress a livello quotidiano,ma a parte una crisi di coppia durata circa 3 anni,adesso ripresa,tutto sommato penso di vivere una vita normale,agiata e fortunatamente non ho mai subito traumi particolari.Amo la mia famiglia,i miei figli,faccio un lavoro che mi piace,se non fosse per questi sintomi non sarei neppure qui a scrivere.purtroppo esiste un problema non indifferente, in quanto è legato al tipo di lavoro che svolgo, per il quale la regolare stabilità psicofisica è determinante, motivo per cui sono vincolato dalla prescrizione di farmaci o di visite prescritte dal mio medico di base secondo il SSN.

L'unica alternativa potrebbe essere solo quella di rivolgermi a dei professionisti privati che però hanno dei costi molto alti da affrontare per le mie possibilità...Ho provato a rivolgermi a dei consultori gratuiti comunali, ma la presenza degli assistenti sociali mi terrorizza, visto che ho dei figli e non vorrei mai assolutamente che qualcuno possa dubitare sul mio tranquillissimo rapporto con loro o altro.

(ho letto sul web storie di interventi di assistenti sociali e figli sottratti ai genitori) Il problema è solo ed esclusivamente il mio e sono certo che è una situazione che con un po di buona volontà e determinazione posso superare, ma ho necessità di un aiuto di un psicologo o di sedute di psicoterapia cognitiva comportamentale e probabilmente di qualche aiuto farmacologico.

Tra l'altro sono possessore di un porto d'armi che rinnovo regolarmente ogni 2 anni e basterebbe 1 sola documentazione attestante 1 sola visita del SSN per compromettere la licenza e il mio lavoro.

Sinceramente non so che fare...,l'unica cosa che posso dire è che indubbiamente negli ultimi 3 anni mi sono abbattuto un po moralmente per le incomprensioni con mia moglie, mi sono sentito un po poco gratificato nel mio lavoro per delle prospettive non realizzate e a volte ho pensato che tanti miei sacrifici sono valsi a ben poco,ma adesso,guardandomi attorno, noto che alla fine ho fatto del mio meglio e se la ruota non gira bene,bisogna accontentarsi ed andare avanti lo stesso, soprattutto guardando chi ha problemi peggiori ai miei.Saro comunque lieto di ascoltare i vostri pareri e i vostri consigli. Grazie e buona serata a tutti.

Commenti

  • [Utente Cancellato][Utente Cancellato]

    Buongiorno,

    se gli assistenti sociali dovessero sottrarre la prole a tutti coloro che soffrono di ansia, panico e ipocondria, presumo dovrebbero creare delle città-orfanotrofio. Non ceda a queste visioni disfattiste della mente, che in realtà nascondono più una paura di aprirsi, confidarsi e farsi aiutare, elementi fondamentali per affrontare un problema come il suo.

    Provi ad iniziare cautamente. Provi a raggiungere dei gruppi di ascolto e di meditazione. GIà solo il fatto appunto di aprirsi e condividere, ha in sé un effetto terapeutico.

    Restare col cruccio di un problema esclusivamente suo da nascondere al mondo, lo ingigantirà.

    E poi non appena acquisterà un po' più di sicurezza potrà ricominciare a rivolgersi ad un professionista che potrà aiutarle in maniera più puntuale.

    Ma non tardi nell'incertezza, perché lei prende tempo, il suo disagio probabilmente no, insisterà a lavorare di sottofondo.

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