Abbandonare la magistrale e iniziare con un'altra triennale

DanieleAndreaZalluDanieleAndreaZallu

Buongiorno a tutti,

mi ritrovo a scrivere su questo sito per via del fatto che questi dubbi mi attanagliano da ormai più di un anno.

Mi chiamo Daniele, 24 anni tra pochi giorni, iscritto al secondo anno di laurea magistrale in Ingegneria dei Materiali al Politecnico di Milano. Ho conseguito la laurea triennale nello stesso ramo in perfetto tempo, quindi alla prima sessione di laurea possibile, con una votazione di 92/110. Non altissima ma nemmeno bassissima. Fatto ciò mi iscrivo alla magistrale pronto e carico per due nuovi anni di studio, ma purtroppo non è andato così. L'anno scorso, di 11 esami che avrei dovuto dare ne ho dati solo 5 (11 esami in un anno sono molti, ma 5 sostenuti sono pochi), per di più solo nei primi due appelli di esame, dato che a settembre non ne ho sostenuti di nuovi. Mi arrendo al fatto che dovrò impiegare un anno in più per finire il corso di studi. Iniziato l'anno, la mia voglia di studiare non è tornata, e all'appello invernale provo a dare due esami, uno passato con 20 e subito rifiutato, l'altro mollato a metà perché troppo difficile per me e per via dello scarso studio della materia. Sono perciò in pratica due sessioni che non sostengo un esame, e la cosa mi sta facendo stare male.

Facciamo un passo indietro. Le mie più grandi passioni sono state sempre la fisica e la matematica. Andavo bene soprattutto in matematica, mentre in fisica arrancavo un po' per via della mancanza di voglia di studiare. Arrivato l'ultimo anno di superiori devo finalmente scegliere quale corso di laurea affrontare. La mia idea futura è sempre stata quella di fare soldi, quindi essendo portato per le scienze decido di iscrivermi ad ingegneria, in particolare ingegneria dei materiali e delle nanotecnologie, attratto solo dal suo nome altisonante e scientifico e dal fatto che al terzo anno avrei potuto fare due corsi di meccanica quantistica, branca della fisica che mi ha sempre affascinato considerevolmente. L'idea di iscrivermi a fisica mi è sempre balenata in testa, ma non appena provai a dirlo a mio padre cominciò a sbraitarmi contro perché non mi avrebbe potuto mai dare un futuro solido economicamente e a livello di carriera. Non aveva tutti i torti, e così accantonai l'idea.

Come già detto, mi laureo in tempo, studiando il giusto e ottenendo nella maggior parte dei casi risultati mediocri, anche in fisica dove ottengo un mero 20 (in fisica delle onde presi però 27). Mi iscrivo alla laurea magistrale, e così si arriva ad oggi, dove ci sono io in casa (in pieno lockdown) che faccio di tutto pur di non studiare la composizione e la produzione di plastica, acciai e cementi.

A tutto questo devo aggiungere una nota importante: sono balbuziente, di quelle balbuzie però non subito notabili ed evidenti, ma di quelle relativamente lievi che sono nella maggior parte dei casi in grado di camuffare. Ma la sua presenza è costante, ne sono iper-consapevole, e questo mi ha portato a sviluppare una forma (a detta mia) di ansia sociale: ogni qual volta devo parlare in pubblico, anche solo a una persona singola (professori, farmacista, impiegato delle poste) il mio cuore comincia a battere fortissimo, arrossisco in volto, mi sudano le mani, mi si secca la gola, e ovviamente balbetto più che mai. E' così forte che se so che devo andare per esempio in posta e devo parlare con una persona, ci penso e ripenso per giorni, cercando di trovare una giusta combinazione di parole che mi permetta di risultare il più fluente possibile. Sono arrivato al punto da non dare determinati esami orali, da non andare in farmacia a chiedere dei cerotti per il mal di schiena che mi porto dietro da giorni, da non tornare in biblioteca e riprendere il caricatore del computer che ho scordato lì, tutti perché ho paura di parlare. Addirittura, ho paura ed evito il più possibile di presentarmi a nuove persone per via del fatto che il mio nome è una di quelle parole che mi fa avere un blocco, così come anche il "materiali" nel nome della mia laurea.

Dopo tutto questo sproloquio, vorrei chiedere: ha senso mollare la magistrale e ricominciare con una laurea triennale in fisica? Con l'intendo ovviamente di proseguire con gli studi magistrali e possibilmente quelli di dottorato, dato che la fisica è contenuta per la maggior parte all'interno dell'ambiente universitario.

I miei genitori sono divorziati. Mia madre vive con il suo ex marito mentre mio padre vive ora in Sardegna, dove si è trasferito un anno fa. Io vivo ora con degli amici. Mio padre sarebbe fortemente in disaccordo e non mi finanzierebbe, mia madre sarebbe d'accordo ma non mi potrebbe finanziare poiché percepisce una pensione minima di invalidità. Ergo dovrei sostentarmi da solo, trovando perciò un lavoro part-time per almeno prossimi 5 anni, quando avrò quasi 30 anni.

Tutto questo perché non penso di riuscire a finire gli studi magistrali in ingegneria. Mi viene da vomitare ogni volta che penso a studiare le materie del mio corso, e in più il prospetto di lavoro in azienda/ditta non mi attira per nulla.

Inoltre, ho serie intenzione di cominciare (in qualche modo) un percorso psicologico/psicoterapeutico per risolvere il più possibile questo mio problema di ansia sociale.

Scusatemi per lo sproloquio, ma ogni volta che tento di portare in superficie questi miei dubbi e insicurezze vengono prese come realtà insensate e subito distruttibili.

Grazie per tutti quelli che leggeranno e che avranno voglia di ripondere.

Commenti

  • Cristina - AmmCristina - Amm

    Buongiorno Daniele,

    Sono Cristina, benvenuto nella comunità di GuidaPsicologi.

    Prima di tutto, per quanto riguarda la tua decisione per la scelta del corso di studi, questa spetta a te e non ai tuoi genitori. Loro possono darti un consiglio, ma la decisione finale sarà tua perché si tratta del tuo futuro. Inoltre, fare un percorso di studi che non ti piace è estremamente difficile da portare avanti e con il tempo giusto.

    Valuta un poco entrambi i casi ed anche gli sbocchi lavorativi che puoi avere qualsiasi sia la tua scelta.

    Per quanto riguarda, il tuo "problema" di ansia sociale per via della balbuzie, potresti prendere in considerazione l'dea di parlarne con uno specialista che possa aiutarti ad affrontare al meglio questa paura ed ansia che senti quando devi parlare.

    Ti consiglio di rivolgere una domanda pubblica ai nostri professionisti, sapranno orientarti al meglio su cosa fare: https://www.guidapsicologi.it/domande 

    Grazie e buona fortuna!

    Cristina - Amm del Forum

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