Bambini: niente iPad, meglio la chitarra

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

I bambini di oggi sono sempre più vicini alla tecnologia. Ma fino a che punto è giusto? O fino a che punto può giovare loro?

24 mag 2016 · Tempo di lettura: min.
Bambini: niente iPad, meglio la chitarra

Le lezioni di musica potenziano l'intelligenza dei bambini. La tecnologia, invece, favorirebbe lo sviluppo di alcune qualità senza alterare lo sfondo.

Stando a quanto affermato in uno studio recente dalla rivista Molecular Psychiatry, il 50% dell'intelligenza di un bambino sarà determinato dai suoi geni. Le sue relazioni con l'ambiente circostante durante l'infanzia, l'adolescenza e la vita adulta completeranno il processo.

Quale il ruolo dei genitori?

Secondo Álvaro Bilbao, neuropsicologo e psicoterapeuta, autore del libro Il cervello del bambino spiegato ai genitori, senza padre e madre il potenziale intellettuale dei bambini non potrebbe svilupparsi.

«La chiave dello sviluppo potenziale del cervello del bambino sta nelle relazioni con i suoi genitori. Nonostante la genetica abbia un ruolo importante, senza questa presenza non diventerebbe realtà. Pensiamo a un bambino che potrebbe essere alto un metro e novanta: se i suoi genitori non lo alimentano bene, non arriverà a essere così alto».

Quando un bambino nasce, possiede già 86 milioni di neuroni, gli stessi che avrà da adulto. La principale differenza tra il suo cervello e quello di una persona matura è che quei neuroni, nel secondo caso, avranno sviluppato trilioni di connessioni tra loro. Ognuna di queste connessioni può considerarsi un apprendimento acquisito.

Sappiamo che i genitori hanno le chiavi per lo sviluppo dell'intelligenza dei propri figli, quindi non resta che rispondere alla seguente domanda: cosa possono fare? La risposta del neuropsicologo è semplice e complessa allo stesso tempo, però potrebbe riassumersi in questo modo: prendersi cura di loro e condividere la vita con loro rafforzando le condotte positive, appoggiandoli, giocando con loro (stesi a terra, se necessario!), socializzando e lasciando che sbaglino, oltre che parlando di tutti i problemi.

È importante ricordare che i bambini imparano per imitazione. I genitori sono il modello dei propri figli, e se non vogliamo – per esempio – che guardino la Tv durante la cena non possiamo essere i primi a farlo.

Ci sono molte altre cose da poter fare nella vita quotidiana, capaci di stimolare lo sviluppo cerebrale. Quali?

Attività artistiche: meglio la musica del teatro

Alcuni studi affermano l'esistenza di una relazione tra lo sviluppo cognitivo e lo studio della musica (non parliamo, ovviamente, di mero e semplice ascolto). Uno studio dell'Università di Toronto pubblicato sulla rivista Psychological Science, infatti, ha messo a confronto quattro gruppi di bambini di sei anni. Un gruppo studiò piano per un anno, un altro canto, il terzo teatro e l'ultimo nient'altro oltre le lezioni regolari. Tutti fecero delle prove d'intelligenza prima e dopo. Sì scoprì che nei due gruppi che ricevettero lezioni di musica ci fu un aumento su varie misure d'intelligenza, maggiore rispetto agli altri gruppi.

Anche il gruppo che si dedicò al teatro dimostrò un aumento ma in aree differenti e non relazionate con lo sviluppo cognitivo, quali la condotta e l'adattamento sociale. Il gruppo che non ricevette lezioni dimostrò un aumento inferiore.

Dispositivi tecnologici: solo a partire dai 3 anni

«Quant'è intelligente questo bambino! È così piccolo eppure guarda come usa il cellulare e il tablet!».

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Fonte: ilcucciolodinina.it

Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase? Contrariamente a questo luogo comune, secondo uno studio dell'Università di Boston l'uso frequente di questi dispositivi da parte di minori d'età compresa tra 1 e 3 anni può compromettere non solo il cervello, ma anche le capacità sociali ed emozionali. Lo smartphone e il tablet generano stimoli così rapidi e intensi che il cervello dei bambini non ha le capacità di gestirli. Secondo l'Accademia Americana di pediatria, i bambini con un'età inferiore ai due anni non dovrebbero nemmeno vedere la televisione.

In questi tempi sempre più condizionati dalla tecnologia, in cui i bambini magari non sanno ancora allacciarsi le scarpe o andare in bici ma utilizzano alla perfezione smartphone e tablet, non dovremmo porci qualche domanda? Non dovremmo, forse, fare qualche passo indietro e riconquistare il piacere di vivere la vita nella realtà piuttosto che virtualmente?

Noi di GuidaPsicologi vi lasciamo con queste riflessioni e vi invitiamo a raccontarci la vostra opinione (e la vostra esperienza!) a riguardo.

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Scritto da

F. Pani

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Commenti 1
  • Giuseppe Giacomi

    Molto interessante. Grazie!!!!