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Voi siete (ancora) curiosi?

Questo articolo tratta "la curiosità" come strategia adattiva per un buon funzionamento dell'individuo prendendo in considerazione concetti dell'evoluzionismo e dell'attaccamento.

3 GIU 2020 · Tempo di lettura: min.
Voi siete (ancora) curiosi?

"Il cervello può esplorare solo se si sente al sicuro."

Questo assunto è tanto semplice quanto d'impatto perché è stata la condizione necessaria che ha permesso la sopravvivenza e l'evoluzione di tutte le specie animali. Quindi, come qualsiasi cucciolo animale, il bambino esplora l'ambiente circostante, impara e cresce, solo se esso lo permette.

Ma cosa si intende nello specifico con "ambiente sicuro"?

Non basta infatti che siano assenti pericoli e minacce esterne evidenti, come può invece bastare nel regno animale. Per crescere il cucciolo d'uomo ha bisogno della relazione con l'altro. L'adulto o gli adulti di riferimento rivestono quindi una parte fondamentale nel processo di crescita. Se il bambino sa di avere adulti sufficientemente in grado di fornire una base sicura, si sentirà forte al punto di riuscire ad allontanarsi da loro per fare esperienze là fuori, con la certezza di poter ritornare quando lo vorrà e quando ne avrà bisogno (soprattutto in seguito ad esperienze poco piacevoli). Se riusciamo a funzionare così, allora siamo dei catalizzatori per il nostro bambino, che verrà stimolato ed incoraggiato nella curiosità e nell'apprendimento.

Osservare un bambino sufficientemente sicuro nell'esplorare il mondo circostante e curioso nel ricercare nuovi significati, è un meraviglioso successo evolutivo!

Questo cucciolo d'uomo infatti avrà tutte le carte in regola per desiderare di potenziare il suo apprendimento non solo nella crescita ma anche lungo il corso della vita. Diverse ricerche dimostrano infatti che la curiosità intellettuale correla positivamente con prestazioni maggiormente soddisfacenti e una carriera lavorativa migliore. La curiosità quindi, oltre ad essere quel quid che mette in moto e può alimentare l'essere umano, è altresì terreno fertile per altri comportamenti adattivi come la tolleranza all'ansia, all'incertezza e alla frustrazione; la capacità di esplorare abilmente il proprio repertorio emotivo; autostima stabile, umorismo e atteggiamento positivo e non giudicante verso gli eventi.

Come migliorare o riscoprire la curiosità che c'è in noi?

Cerchiamo di aprire la nostra mente alla novità, teniamoci aggiornati, diamo vita a discussioni costruttive adottando un atteggiamento scettico (dal greco "skeptikós" = osservare, esaminare). Mettiamoci in contatto con i nostri ricordi positivi e, se ci riusciamo, proviamo ad accedere alla nostra parte bambina, prendiamola per mano, prendiamocene cura e facciamoci anche guidare da essa. Se abbiamo la possibilità di stare in contatto con dei bambini, impariamo da loro e lasciamoci contagiare dalla loro sana curiosità! Se invece non abbiamo questa possibilità, tentiamo di accedere alle nostre risorse e ad enfatizzarle..riuscire ancora ad incuriosirsi come fanno i bambini è una potentissima strategia che stimola e migliora la percezione del Sè.

Dott.ssa Elena Carucci

Scritto da

Dott.ssa Elena Carucci

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