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Verso un'ecologia della mente

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

L'articolo sintetizza una postura mentale, tipica dell'occidente, riguardante la messa in campo di soluzioni che, nel tempo, portano più problemi di quelli che si volevano risolvere.

11 LUG 2018 · Tempo di lettura: min.
Verso un'ecologia della mente

"Meglio un uovo oggi…": spesso ce lo hanno ripetuto i nostri nonni, sbandierando quella saggezza propria dell'esperienza di vita. Tuttavia vorremmo cercare di avanzare una breve riflessione sulla necessità di avere uno sguardo lungimirante, separandosi da quell'atteggiamento consistente nel cercare una gratificazione immediata nel qui-e-ora, a scapito di quella dimensione temporale futura, e della popolazione che vivrà qui-e-dopo.

Ci aiuterà in questo proposito G. Bateson, importante teorico di una delle scuole psichiatriche più vive del nostro tempo, la scuola di Palo Alto, a cui dobbiamo anche scoperte concrete come quella del «doppio vincolo» che ha permesso di guardare alla schizofrenia in modo affatto nuovo, influenzando in maniera profonda il movimento antipsichiatrico. Nel '77 egli avanzava una riflessione a nostro modesto avviso assai significativa relativa all'uso del DDT. Riprendendo le considerazioni di altri pensatori, Bateson afferma che il problema fondamentale dell'umanità è la ricerca della grazia.

Parola questa evocativa del Nuovo Testamento, certo, ma che A. Huxley e W. Whitman impiegano in termini psicologici. Infatti sia per A. Huxley, come per W. Whitman, l'uomo ha perso la "grazia", nella comunicazione con i suoi simili. È innegabile che gli animali comunicano e si comportano con quella naturalezza e quella semplicità ormai lontane all'uomo. L'uomo (e il suo comportamento) sembra infatti essere profondamente corrotto dall'inganno (e dalla confusione che ne deriva), perfino contro se stesso! Secondo Huxley l'uomo ha quindi perso la "grazia" che gli animali ancora invece possiedono. Ma non allontaniamoci troppo dal seminato. La storia del DDT illustra a chiare tinte come, un provvedimento legato alla soluzione immediata di un problema, che non rifletta in prospettiva sugli eventuali e probabili danni sul lungo termine, non corregga le cause più profonde, che sono alla radice delle difficoltà che si stanno vivendo. Anzi, a detta di Bateson, questo tipo di soluzioni ad hoc, permettono solitamente a quelle cause di rafforzarsi! Nel 1939 infatti sembrava del tutto necessario l'impiego di un insetticida, per incrementare la produzione agricola e difendere la gente dalla malaria, specialmente le truppe oltremare. Sembrava una scoperta talmente importante da far vincere il premio Nobel al suo scopritore.

Il DDT divenne quindi una cura sintomatica per le difficoltà causate dall'aumento della popolazione. Ma già nel '50 alcuni scienziati iniziavano a capire l'elevata tossicità del DDT, ma il mondo mentre si assuefaceva a quello che doveva essere un provvedimento ad hoc, temporaneo: molte infatti erano le industrie che si erano impegnate nella produzione del DDT; gli insetti nel frattempo si immunizzavano contro di esso; gli altri animali che si nutrivano di quegli insetti, stavano andando incontro allo sterminio; la popolazione terrestre poteva aumentare grazie al DDT. Per finire nel 1970 si cominciò a proibire questa pericolosa sostanza. È ragionevole pensare, a seguito anche della scoperta di importanti quantitativi di DDT persino nei pinguini dell'Antartide, che sia gli uccelli che si nutrono di pesci, che gli uccelli carnivori che si sono nutriti degli insetti nocivi, abbiamo il destino segnato. Questa è la storia della cieca applicazione di un provvedimento ad hoc; e la storia può essere ripetuta per tante altre invenzioni.

Cosa pensi tu, gentile e attento lettore, possa scaturire da un-mondo-della-vita basato sui combustibili fossili? Ritornando infatti nella nostra "ristretta contrada storica", cosa ci riserva il futuro del contesto ambientale in cui viviamo? In questa Nostra Siracusa, che Cicerone non esitava a descrivere come città ricchissima e bellissima, per far fronte alla disoccupazione, e assecondando quindi un provvedimento figlio dell'inganno e della arroganza umana (della hybris) si è costruito uno dei poli industriali, quello di Melilli-Priolo-Augusta, più estesi d'Europa. Ironia della sorte, probabilmente accadrà che il pesce diventerà tossico per il mercurio che contiene e non per il DDT. Si è provveduto a contrastare la disoccupazione e a produrre sostanze "necessarie" all'uomo per questi 50 anni che abbiamo alle spalle: ma a quale prezzo per le Nostre acque, la Nostra terra, la Nostra aria? Quanti secoli o millenni ci vorranno per riparare al danno ambientale perpetrato? Difficile dirlo.

Considerato il fatto che le attuali minacce alla sopravvivenza sono riconducibili a tre cause primitive: progresso tecnico; aumento della popolazione; certi errori nel pensiero e negli atteggiamenti della cultura occidentale. I nostri "valori" sono valori sbagliati, sballati! Questi tre fattori sono fondamentali, nella distruzione del nostro pianeta. Sono fattori che interagiscono: l'aumento demografico stimola il progresso tecnico e crea quell'ansia che ci oppone al nostro ambiente come a un nemico; mentre la tecnica se da una parte facilita l'aumento della crescita demografica, dall'altra rafforza la nostra arroganza nei confronti dell'ambiente naturale. Insomma, fino a quando l'uomo non diventerà consapevole di come molte idee che orientano la sua azione sono false e, in definitiva, distruttive, alla luce della moderna storia ecologica, non potrà esserci nessun mutamento rispettoso del mondo-della-vita. Concludiamo con una citazione da Bateson: La creatura che la spunta contro il suo ambiente distrugge se stessa. Atteggiamenti e premesse diverse – altri sistemi di "valori" umani – sono possibili. Quella occidentale, non è l'unica maniera di essere uomini. Un cambiamento è già iniziato, tra filosofi, scienziati, giovani (giornalisti e non).

Scritto da

Studio Marcantonio Di Palma

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