Uno zoom su di sè

Bambini e ragazzi possono non riconoscere le emozioni che provano, non saper dar loro un nome e manifestarle attraverso dolori e malesseri fisici. Diamo loro uno strumento per stare bene!

27 MAG 2015 · Tempo di lettura: min.

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Uno zoom su di sè

Il piccolo, poco prima di andare a scuola lamenta un forte mal di pancia. Oppure, pronto per una partita di calcio, dichiara di avere un dolore alla gamba. A scuola, dopo un bisticcio, il bambino rallenta i suoi ritmi e spiega di sentire nausea.

Il ragazzo soffre di mal di testa prima di una verifica in classe. Poco prima di uscire per una domenica tra amici soffre disturbi gastrointestinali. Il ragazzo, poco prima di un saggio di musica non respira bene.

All'occhio attento, queste reazioni sono una risposta del corpo ad un'emozione intensa che il bambino (o ragazzo) non ha saputo riconoscere e nominare. E' importante, infatti, che sin da piccoli vi sia l'abitudine di parlare delle emozioni e di spiegare i modi in cui si possono manifestare, ad esempio facendo notare che una risposta aggressiva non è necessariamente una risposta di rabbia, ma potrebbe essere una risposta di paura.

Quando il corpo manifesta il suo disagio, il trucco per aiutarlo a comunicare al meglio e a farci comprendere che emozione stiamo provando è zoomare, come con un obiettivo di una macchina fotografica, proprio sulla parte del corpo che si sta lamentando.

Portare l'attenzione "proprio lì" è un primo passo per ridurre il disagio fisico e sentirsi meglio. A questa mossa strategica è importante affiancare una riflessione, che ci metta in ascolto del corpo, per comprenderne il messaggio.

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Un esempio pratico

Il bambino, prima di andare alla partita di calcio, lamenta il mal di pancia.

1) Aiutiamo il piccolo a concentrarsi sulla sua pancia e a descrivere il suo dolore: forte, lieve, punge, schiaccia, tira... Suggeriamogli di respirare bene e di ascoltare il suo corpo.

2) Quando il bambino si è un pò rilassato, chiediamogli come pensa si senta la sua pancia. Possiamo chiedere se si sente triste, arrabbiata, preoccupata...

3) Chiediamo al bambino se anche lui si sente un pò come la sua pancia, insegnamogli a nominare la sua emozione ed esploriamola con lui. "Ti senti triste e il tuo mal di pancia ti sta aiutando a capirlo. Pensi di sapere cosa ti rende triste?"

Crescendo il bambino sarà via via più abile e autonomo nel gestire le sue emozioni nell'immediato e, soprattutto, avrà imparato che può parlare di emozioni senza imbarazzo e senza sentirsi giudicato.

Nota in calce: Questo trucco è molto utile anche per i malesseri e i dolori degli adulti, spesso definiti genericamente come stress.

Uno zoom su di sè

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Scritto da

Dott.ssa Francesca Fontanella

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