Università e lavoro: come mantenersi sulla giusta strada

Il problema spesso nasce nella fascia di età compresa fra i 22 ed i 35 anni dove, a causa di differenti fattori, i ragazzi si trovano a mettersi in discussione.

7 OTT 2019 · Tempo di lettura: min.

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Università e lavoro: come mantenersi sulla giusta strada

Il problema spesso nasce nella fascia di età compresa fra i 22 ed i 35 anni, fascia nella quale, a causa di differenti fattori, i ragazzi si trovano a mettere in discussione, anche molto significativa, l'intero percorso svolto fino a quel momento, e spesso procedendo secondo scelte non razionali e dettate dall'aspetto emotivo.

Il fenomeno è complesso e costituito da variabili fra loro interconnesse, capaci di generare complessità individuali sulla persona in grado di sfociare in forti frustrazioni ed anche in fenomeni depressivi.

Prima di tutto impostiamo il discorso identificando due aspetti centrali: la formazione universitaria ed il lavoro.

Le due dimensioni dovrebbero sempre essere prese nella loro relazione, e questo è il primo problema: si prendono decisioni a livello formativo e universitario scollegate dal prossimo futuro lavorativo, oppure idealizzando significativamente la facilità di un futuro ingresso nel settore desiderato, a tal punto da non vedere più alcuna futura difficoltà di ingresso.

Tutto ciò determina la prima "distorsione". Questo appena descritto è un fenomeno che accade frequentemente, ma subisce una forma amplificata agli occhi del giovane proprio verso il termine degli studi, cioè all'inizio della transizione fondamentale rappresentata dal passaggio formativo a quello lavorativo.

In questo momento il giovane inizia ad identificare ed a portare a consapevolezza la differenza che intercorre fra l'idealizzazione del mondo professionale che ha alimentato (sempre meno avvicinandosi alla conclusione del ciclo di studi) nella vita accademica e ciò che invece è nella realtà dei fatti. Spesso sono proprio le evidenze reali sul mondo del lavoro che emergono in prossimità del termine degli studi a determinare l'insorgenza di questa fase.

Qui possiamo parlare di transizione di ruolo, dallo studente al "futuro" lavoratore, che inizia prima dell'effettivo contratto di lavoro, già nella fase di ricerca dello stesso. È proprio questo aspetto che emerge costantemente nei Workshop e negli interventi motivazionali che continuamente svolgo.

Ma cosa accade prima della ricerca?

Spesso il giovane inizia una fase di decrescente spinta motivazionale, non riuscendo più a terminare esami in tempi a lui nella media, difficoltà di concentrazione, perdita di fiducia nel proprio futuro e soprattutto, frequentemente, perdita di interesse verso la materia scelta!

Proprio questo ultimo aspetto indirizza i giovani verso scelte poco razionali e verso "fughe" dalle proprie passioni. In questo articolo vogliamo fare riferimento a casi nei quali la passione è presente, ma viene distorta proprio dall'effetto di variabili prima menzionate, differenziandosi dal caso in cui una persona possa scoprire di non amare realmente una materia idealizzata o che non conosceva nel profondo, creandosi la corretta opportunità di deviare e riprendere la giusta direzione.

Nel momento in cui il ragazzo si sente "perduto" davanti alla realtà di alcune difficoltà in questa fase, esistono alcune strategie che supportano ed aiutano la persona.

L'intervento combinato è quello che spesso produce migliori risultati, cioè l'intervento motivazionale sul ragazzo, con obiettivo di riattivare la dinamica motivazionale in fase di stallo e successivamente, dopo un ciclo (variabile a seconda del caso specifico), integrare l'intervento con un orientamento professionale.

L'orientamento professionale ha lo scopo di aiutare il giovane ad osservare concretamente il percorso che può portarlo all'occupazione oppure allo sviluppo delle "giuste" competenze capaci di renderlo "appetibile" alle aziende, argomento che merita tutta una trattazione specifica.

In conclusione, quando i segnali di questa fase insorgono con significatività e rendono il giovane apatico rispetto al proprio futuro, è importante intervenire in tempo, andando a supportare e consolidare gli aspetti motivazionali in quel momento deficitari.

Dott. Fabio Romanelli, Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, iscritto all'Ordine degli Psicologi della regione Lazio

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Dott. Fabio Romanelli Linkedin

Psicologo Nº iscrizione: 21979

Si abilita alla professione di Psicologo del Lavoro specializzandosi in tematiche riguardanti l'equilibrio Vita – Lavoro, la Gestione dello Stress e del Cambiamento e la cura della propria Autostima. Si occupa inoltre di Orientamento Lavorativo e Didattico. Psicologo Giuridico, effettua perizie e valutazioni.

Bibliografia

  • Bandura, A. (1986), Social foundations of thought and action: a social cognitive theory. Englewood Cliffs, NJ, Prentice Hall.
  • Bandura, A. e Cervone, D. (1983), Self-evaluative and Self-efficacy mechanisms governing the motivational effects of goal systems. Journal of Personality and Social Psychology, 45, pp. 1017÷1028.

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