UNA STORIA ZEN SUL PERDONO

C’è una classica storia Zen sul concetto di “andare oltre” che viene narrata in varie versioni e che voglio oggi condividere con voi, per analizzarne insieme gli aspetti psicologici.

16 SET 2015 · Tempo di lettura: min.

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UNA STORIA ZEN SUL PERDONO
Due monaci erano di ritorno da un lungo viaggio. Il monaco anziano informò il novizio che ormai mancava circa 1 km dal monastero. In poco tempo arrivò un forte temporale con pioggia scrosciante… I due continuarono il loro cammino e notarono una giovane donna in difficoltà nell'attraversare un ruscello, ingrossato e pieno di fango a causa della pioggia. Il monaco anziano si avvicinò, la caricò sulle spalle e guadando il fiume la lasciò dall'altra parte della sponda. La donna, senza dire una parola, riprese la sua strada in direzione opposta . I due continuarono il cammino e infine arrivano al monastero. Prima di varcare la soglia e dopo ore di silenzio, il giovane monaco con sguardo accigliato si rivolse al suo compagno di viaggio, dicendogli che aveva trovato l'atteggiamento della donna davvero egoista e maleducato, poteva almeno ringraziarlo del suo gesto gentile. L'anziano monaco rispose così – Io ho lasciato quella giovane donna dall'altra parte del ruscello… per quale motivo tu la porti ancora sulle spalle?


Trattenere rabbia, rancore, negatività, incide sul nostro benessere quotidiano

Per quanto vorremmo con tutte le forze ascoltare il consiglio delle persone che ci circondano, che ci spronano ad andare oltre un amore finito, un lavoro perduto, un'amicizia interrotta, fin quando non ci accorgeremo che la decisione è solo nostra e che si pone come una forte necessità, noi non muoveremo un passo.

Andare oltre non significa necessariamente dimenticare ciò che è successo, non significa calpestare senza rispetto tutti gli sforzi effettuati non ripagati, significa invece farne tesoro, senza però soffermarsi troppo sulle emozioni associate. Bisogna andare oltre le emozioni collegate all'evento, perché sono proprio quelle che alimentano in noi sentimenti negativi, che ci lasciano bloccati nella stessa scomoda posizione, quella degli "astanti", di chi osserva senza agire.

Non sprecare energie

Tristezza, sensi di colpa e rabbia cronica sono sentimenti spiacevoli che assorbono completamente le nostre energie e sabotano la nostra creatività. L'energia che alimenta mente e corpo non è infinita, ognuno di noi ne possiede una certa quantità, secondo carattere ed esperienze personali; se anche solo il 50% delle nostre energie è direzionato verso qualcuno/qualcosa che ci fa soffrire, allora stiamo letteralmente sprecando quelle energie e sottraendone altrettante al nostro benessere.

Se questi sentimenti ci bloccano nel passato, sarà difficile vivere il presente al massimo delle nostre possibilità, ancora più difficile sarà immaginarci nel futuro e proiettare in esso serenità e speranza. Quello che alimenta la nostra speranza è il perdono : il perdono ci libera istantaneamente dal peso della negatività, ci rende persone migliori, ci fa sperare in un futuro migliore. Ma per perdonare è necessario prima dissipare le nuvole dei nostri sentimenti negativi: è necessario smettere di portare il peso dei nostri errori e degli errori degli altri sulle spalle.

Perdonare l'altro non è possibile, se prima non perdoniamo noi stessi.

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