Un nuovo test per riconocere i disturbi dello spettro autistico in fase di sviluppo

Un test di imaging cerebrale di due minuti che potrebbe facilitare la diagnosi nei bambini con disturbo dello spettro autistico è attualmente in fase di sviluppo negli Stati Uniti.

9 FEB 2015 · Tempo di lettura: min.

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Foto di lculig Fotolia

Un test di imaging cerebrale della durata di due minuti che potrebbe facilitare la diagnosi nei bambini con disturbo dello spettro autistico è attualmente in fase di sviluppo negli Stati Uniti. Di solito la diagnosi richiede molto tempo ma con questo nuovo test diagnostico le cose potrebbero cambiare.

Gli scienziati del Virginia Tech Carilion Research Institute hanno sviluppato una tecnica di imaging cerebrale che potrebbe essere in grado di identificare i bambini con il disturbo dello spettro autistico in soli due minuti. Questo test offrirà un potenziale diagnostico piuttosto promettente non appena sarà sottoposto a più ampie ricerche.

«I nostri cervelli forniscono una risposta ossia hanno un sistema di monitoraggio della prospettiva che controlla, per esempio, se è il tuo o il mio turno - ha detto Read Montague, il professore del Virginia Tech Carilion Research Institute che conduce lo studio - Questa reazione è un grande indicatore quantitativo. Possiamo utilizzarlo per confrontare le differenze tra le persone affette dall'autismo da una parte e le persone non affette dall'altra».

La scoperta, pubblicata on-line sul Clinical Psychological Science, dimostra che tale risposta può essere utilizzata per capire se sia presente o meno questo disturbo. Di solito, la diagnosi richiede molto tempo e numerose ricerche sui bambini e sulle loro famiglie, quindi questo nuovo test diagnostico può rappresentare una soluzione.

Il percorso di questa scoperta non è stato breve e tantomeno semplice. In uno studio del 2006 di Montague e di altri studiosi, a diverse coppie di soggetti è stato scansionato il cervello utilizzando la risonanza magnetica funzionale (RMF) mentre facevano un gioco che chiedeva loro di fare i turni. Dalle immagini ottenute i ricercatori hanno scoperto che il centro della corteccia cingolata diventa più attiva quando arriva il turno del soggetto in questione.

«Una risposta proveniente da quella parte del cervello non è una risposta emotiva, e pensiamo sia un punto interessante per il nostro studio» ha detto Montague, che dirige l'Unità di Psichiatria Computazionale presso il Virginia Tech Carilion Research Institute ed è anche professore di fisica presso la Virginia Tech. «Ci siamo resi conto del fatto che il centro della corteccia cingolata è responsabile della distinzione tra sé e gli altri, e così è stato possibile tenere traccia dei turni».

Questa realizzazione ha portato gli scienziati a studiare come la risposta del centro della corteccia cingolata differisca nei soggetti a diversi livelli di sviluppo.

In uno studio del 2008, Montague e i suoi colleghi hanno chiesto ad alcuni atleti di vedere una breve clip di un'azione fisica, come ad esempio semplici calci a una palla o azioni di danza, mentre venivano monitorati tramite una risonanza magnetica funzionale. Agli atleti è stato poi chiesto di riprodurre le clip nella loro mente, come se stessero guardando un film, o di immaginare se stessi partecipanti alle clip.

«Gli atleti hanno avuto le stesse reazioni, esattamente come i partecipanti al gioco del nostro studio precedente - ha detto Montague – Il centro della corteccia cingolata si era attivato quando hanno immaginato se stessi ballare; in altre parole, quando avevano bisogno di riconoscersi in un'azione».

Nello studio del 2008 i ricercatori hanno anche scoperto che, nei soggetti con il disturbo dello spettro autistico, più è tenue la risposta più i sintomi sono gravi.

Montague e il suo team hanno ipotizzato l'esistenza di un biomarcatore per l'auto-prospettiva e hanno pensato di poterlo tracciare utilizzando la risonanza magnetica funzionale. Hanno anche supposto che il biomarcatore potrebbe essere utilizzato come strumento per la diagnosi clinica delle persone con disturbo dello spettro autistico.

Nel 2012 gli scienziati hanno progettato un altro studio per vedere se potessero ottenere una risposta da parte del cervello utile a calcolare il non quantificabile. E potevano: presentando immagini degli interessati durante la scansione del loro cervello, hanno suscitato la stessa risposta in precedenza osservata nei giochi d'interazione sociale.

Nello studio attuale con i bambini, ai soggetti sono state mostrate 15 immagini di se stessi e 15 immagini di un altro bambino, immagini abbinate per età e sesso. Quattro secondi per immagine in un ordine casuale.

Come nel caso degli adulti, il centro della corteccia cingolata dei bambini ha fornito una risposta piuttosto elevata quando gli stessi visualizzavano le proprie immagini. Invece i bambini con disturbo dello spettro autistico hanno fornito una risposta significativamente ridotta.

È importante porre l'accento sul fatto che il team di Montague sia stato in grado di rilevare questa differenza nei soggetti anche utilizzando solo una singola immagine. Montague e il suo gruppo si resero conto di aver sviluppato una tecnica diagnostica capace di interpretare un unico stimolo. Quest'ultimo punto è di fondamentale importanza perché consentirebbe di essere rapidi e i bambini con il disturbo dello spettro autistico non possono rimanere nello scanner a lungo, di conseguenza il test deve essere veloce.

«Siamo passati da una lenta rappresentazione dell'attività cerebrale a un test rapido che è molto più facile da fare ai bambini piuttosto che lasciarli per ore sotto osservazione - ha dichiarato Montague - La risonanza magnetica funzionale basata su un unico stimolo potrebbe aprire le porte allo sviluppo di applicazioni per lo screening di altri disturbi cognitivi».

Secondo Montague una diagnosi prematura può avere un impatto tremendo sui bambini e sulle loro famiglie. Ma allo stesso tempo «più i bambini sono piccoli al momento della diagnosi – ha aggiunto – più possono trarre giovamento da una gamma di terapie che potrebbe trasformare le loro vite».

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