Umore altalenante? Non è disturbo bipolare

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È fondamentale distinguere questi disturbi da sentimenti o emozioni passeggere e dal carattere di ciascuna persona.

1 ago 2017 · Tempo di lettura: min.
Umore altalenante? Non è disturbo bipolare

Prima di utilizzare il termine "bipolare" nei confronti di se stessi o di altre persone è preferibile conoscere la differenza fra i normali sbalzi d'umore e il disturbo bipolare.

Spesso molte parole relative ad alcune problematiche psicologiche vengono utilizzate in maniera piuttosto "leggera". Depressione, bipolarità o disturbo ossessivo-compulsivo sono solo alcuni dei termini che vengono usati tutti i giorni per riferirsi a persone o a stati d'animo che non hanno niente a che vedere con queste malattie. Questo utilizzo dimostra una scarsa conoscenza di questi disturbi e delle loro conseguenze.

Così come spesso la tristezza viene definita comunemente depressione, allo stesso modo anche un umore un po' altalenante viene spesso considerato volgarmente come bipolarità. Ovviamente è fondamentale distinguere questi disturbi psicologici da sentimenti o emozioni passeggere e dal carattere di ciascuna persona, altrimenti si rischia di banalizzare un disturbo serio come quello bipolare.

Cos'è il disturbo bipolare? Come distinguerlo dagli sbalzi d'umore comuni?

Con questo termine si indica un disturbo maniaco-depressivo che si manifesta attraverso alterazioni dell'umore molto gravi che causano altrettanto gravi problemi alla persona che ne soffre e alle persone che gli sono vicine. Si tratta, infatti, di un disturbo invalidante che porta ad alti e bassi nell'umore attraverso l'alternanza o la presenza simultanea (stato misto) di stati depressivi e stati maniacali. Il disturbo bipolare rende molto complesso vivere tranquillamente la quotidianità e spesso rende impossibile lo svolgimento dell'attività lavorativa e avere buone relazioni interpersonali.

Questo disturbo può essere diagnosticato solamente da una o più figure professionali. Spesso non viene riconosciuto immediatamente o può essere confuso con altri problemi psicologici. Dopo la diagnosi, sarà necessario iniziare le cure (psicoterapia e farmaci) che avranno come obiettivo quello di stabilizzare l'umore del paziente.

Come abbiamo visto, il disturbo bipolare non si riassume in un umore altalenante. I normali sbalzi d'umore che ciascuno di noi può avere durante la giornata o in periodi particolari, infatti, non hanno nessun legame con questo disturbo che, invece, ha la capacità di rendere molto complessa la vita di chi ne soffre, fino a portarlo addirittura a pensare o a mettere in atto il suicidio.

In condizioni normali l'essere volubili o lunatici può essere dovuto a cause esterne o semplicemente a una caratteristica della nostra personalità. Pur essendo un problema in alcuni casi, questa labilità emozionale può essere trattata iniziando un percorso con uno psicoterapeuta se è causata dalla frustrazione o se si presentano conseguenze negative dovute alle fluttuazioni dell'umore.

Gli sbalzi d'umore prolungati spesso sono sintomo di insicurezza anche se solitamente sono legati alle circostanze in cui la persona si trova. Nel caso della bipolarità, invece, questi sbalzi di umore non si possono prevedere e non sono solitamente scatenati da nessuna situazione in particolare. Per affermare con certezza che l'umore altalenante possa essere effettivamente un sintomo del disturbo bipolare è necessario rivolgersi a uno specialista che, attraverso una anamnesi attenta, potrà eseguire una diagnosi corretta.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in disturbo bipolare.

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