Trasforma te stesso

Obiettivo del percorso terapeutico è portare il paziente a prendere coscienza e dominio dei propri contenuti interni: conosci, possiedi e trasforma te stesso

6 NOV 2017 · Tempo di lettura: min.

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Trasforma te stesso

Uno degli obiettivi fondamentali della terapia psicodinamica è quello di permettere al paziente di accedere a una migliore conoscenza di sé stesso, della propria natura interna. L'individuo deve essere accompagnato a percepire il modo in cui la propria interiorità si riflette nel mondo esterno e come questa influisca anche nelle relazioni con gli altri. Per ottenere questo risultato, il primo passo da compiere è quello di allenare il paziente all'auto-osservazione – conosci te stesso.

Un metodo che favorisce il processo di auto-osservazione consiste nell'indurre il paziente a smettere di identificarsi in una personalità unitaria. Provate a immaginare la vostra personalità come una sorta di mosaico, a cui ogni tassello appartiene un differente personaggio di voi stessi, con caratteristiche dissimili o talvolta perfino opposte l'uno dall'altro. A ogni tassello del mosaico potete dare un nome, secondo la caratteristica principale di questa vostra parte – ad esempio "L'aggressivo" oppure "Il timido". Ebbene, questi tasselli rappresentano le vostre sub-personalità. Ogni sub-personalità vive di vita propria e può essere osservata, se impariamo a farlo. Voi non siete "timidi", bensì avete una "sub-personalità timida" che emerge in alcune circostanze ben specifiche. Non siete "aggressivi", avete una parte di voi che ha questa caratteristica e viene suscitata da alcuni individui. Non siete sempre timidi o aggressivi, lo siete solo in alcuni momenti: quando determinate situazioni o persone fanno emergere in voi le sub-personalità che sono caratterizzate da questo tipo di qualità caratteriali.

Partiamo dal fatto che ognuno di noi ha impresso nella propria mente una falsa immagine di sé stesso. Questa figurazione illusoria non ci permette di vederci per come siamo realmente e quindi ci impedisce di superare i nostri limiti, di crescere ed evolvere: rappresenta un limite o addirittura un vero e proprio ostacolo alla realizzazione di noi stessi.

Attraverso il processo di analisi il terapeuta condurrà il paziente verso un'osservazione di sé stesso più realistica, aiutandolo a rilevare la multiformità determinata dalla frammentazione della sua personalità nelle diverse parti formatesi nel corso della sua esistenza. Acuendo la propria capacità di auto-osservazione il paziente inizierà a vedere con maggiore chiarezza le sub-personalità in cui tende a identificarsi abitualmente, fino a scoprirne le reali caratteristiche e gli effetti che queste producono sul mondo esterno e nel proprio mondo interiore.

Questa maggiore capacità di vedere le sub-personalità in maniera più veritiera e approfondita ci permetterà di avviare la seconda fase del percorso terapeutico: prendere possesso degli elementi che compongono la propria personalità – possiedi te stesso.

Per diventare i registi dei contenuti psichici che formano la nostra personalità è necessario sviluppare un'adeguata capacità di disidentificazione. Disidentificarsi da una parte di noi vuol dire essere capaci di prendere distanza da un nostro modo di fare, da una nostra caratteristica di personalità, saper osservare un nostro modo di essere nella maniera più obiettiva possibile, cercando di tenerci alla larga da qualsiasi forma di giudizio. Se ho preso consapevolezza che il modo di fare di una data persona – ad esempio un amico – sprigiona in me una specifica reazione – ad esempio l'aggressività – posso gestire quel comportamento disidentificandomi dalla "sub-personalità Aggressiva", poiché ho imparato a conoscerla, a prevederla, e quindi in qualche misura a gestirla.

La terza fase del percorso consiste nella costruzione di una personalità più funzionale. Questo implica stabilire un piano d'azione che comprenda la visione del fine da conseguire, cioè della nuova personalità che si intende creare. Dopodiché, dovremmo determinare i compiti da svolgere per attuare la trasformazione. Diventerete così in grado di costruire un modello ideale di voi stessi – attenzione però a non confonderlo con un "modello idealizzato". L'immagine del modello ideale deve essere libera dalle forme di autoinganno che ci portano a immaginarci in maniera poco realistica e autentica, deve essere un modello di noi stessi a cui possiamo veramente mirare, attuabile in qualche misura nel qui e ora.

Inoltre, questa terza fase viene innescata automaticamente dai due precedenti stadi, poiché un individuo che impara a osservare sé stesso in maniera più autentica e a disidentificarsi dalle identificazioni con le proprie sub-personalità, ha già inevitabilmente avviato la trasformazione del proprio modo di essere. Dare vita alle prime due fasi significa iniziare a modificare i propri comportamenti, determinando una migliore funzionalità della propria esistenza e delle proprie relazioni, facendo così prendere vita al processo finale: trasforma te stesso.

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Scritto da

Dottor Alessio Focardi

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