Tra occultamenti ed urla: l’omosessualità nel 2022

Nonostante L'omosessualità sia stata depatologizzata da decenni, l'apertura a livello sociale riguardo ad essa è purtroppo parziale, talora forse fittizia

23 NOV 2022 · Tempo di lettura: min.

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Tra occultamenti ed urla: l’omosessualità nel 2022

In questi ultimi anni, e forse ancor di più in questi ultimi mesi, spesso vengono pubblicate notizie relative a "coming out" di questo o quel personaggio famoso, seguite di solito sia da commenti che definire di tipo medievale sarebbe un eufemismo, che da altri, carichi di entusiasmo per la notizia. Ritengo che tanto la prima quanto la seconda serie di reazioni aprano spunti di riflessione concernenti il mancato o per meglio dire l'incompleto superamento del pregiudizio sull'argomento. Nonostante da circa 30 anni l'omosessualità sia stata eliminata dalla lista di patologie incluse nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) e l'OMS abbia condiviso tale decisione, dando la definizione di variante non patologica del comportamento sessuale, l'apertura al riguardo a livello sociale è parziale, in alcuni casi direi solo fittizia. Non mi soffermo più di tanto su prese di posizione estremiste di conservatori e nostalgici del passato, auguriamoci che venga impedito loro di commettere danni irreversibili, ma dedico qualche riga ad atteggiamenti forse più rispettosi nella forma, ma comunque ugualmente intrisi di pregiudizio. Non è raro che a noi terapeuti venga chiesto se esiste una cura per l'omosessualità: se la domanda viene posta in questi termini l'ovvia risposta è no, proprio perché l'omosessualità non è una malattia. La Comunità Scientifica Internazionale ha "ripudiato" da tempo le cosiddette terapie riparative, fondantisi sull'assunto di base che l'omosessualità fosse una patologia o comunque una devianza della sessualità (sovente correlata alla mancata connessione emotiva della persona con la figura genitoriale dello stesso sesso) e che quindi fosse necessario riparare. Queste terapie (che qualche collega preferisce definire "pratiche" perchè in effetti poco o nulla hanno di terapeutico) si sono rivelate inutili, spesso anche nocive e se un terapeuta le mettesse in atto al giorno d'oggi violerebbe il Codice Deontologico che all'articolo 4 recita "Nell'esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all'autodeterminazione ed all'autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall'imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. […]" Un Un percorso di Psicoterapia è volto, in primis, al miglioramento del benessere psicologico dell'individuo e, quindi, un approccio terapeutico funzionale supporta il paziente nell'accettazione del proprio orientamento e nell'integrazione di esso con la propria personalità. Non si può escludere categoricamente che, qualche volta, l'omosessualità possa essere connessa anche a ferite derivanti da incontri etero o a traumi subiti nel corso della storia personale o familiare, ma anche in quei casi scopo della Terapia non sarà certamente modificare l'orientamento sessuale, bensì condurre un lavoro volto all'elaborazione dei vissuti problematici (l'eventuale riavvicinamento al mondo etero potrebbe essere una conseguenza di suddetta elaborazione, ma, ribadisco, non rappresenta l'obiettivo del lavoro). All'inizio dell'articolo facevo riferimento a commenti carichi di entusiasmo in seguito a coming out di questo o quel personaggio… personalmente, ritengo che in alcuni casi le dichiarazioni ufficiali relative al proprio orientamento rischiano di rappresentare l'altra faccia della medaglia degli occultamenti di esso, facendo acquisire una dimensione di solennità a qualcosa che, in realtà, è del tutto naturale: una vera svolta avverrà solo quando il contesto sociale di riferimento non porterà a celare o urlare al riguardo, ma semplicemente a parlare.

L'articolo, oltre a basarsi sulla formazione e sull'esperienza professionale della sottoscritta, rispecchia le opinioni della stessa al momento dell'ultima modifica

Daniela Raffa (Psicologa- Psicoterapeuta)

Bibliografia

American Psychiatric Association (2000b), Therapies focused on Attempts to Change Sexual Orientation (Reparative or Conversion Therapies). American Psychological Association (2007a), APA Appoints Task Force to Review Recent Science On Therapeutic responses to Sexual Orientatio

Sitografia

https://www.psy.it/codice-deontologico-degli-psicologi-italiani

https://www.istitutobeck.com/omosessualita?sm-p=37...

https://www.sinapsi.unina.it/terapieriparative_bullismoomofobico

https://www.stateofmind.it/2018/09/terapie-riparat...

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Scritto da

Dottoressa Daniela Raffa

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