Ti racconto i miei sogni: laboratorio esperenziale di gruppo

L'articolo racconta di un seminario in cui si è fatta esperienza di come l'interpretazione dei sogni in psicoanalisi lavora sull'inconscio individuale e gruppale.

9 GEN 2020 · Tempo di lettura: min.

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Ti racconto i miei sogni: laboratorio esperenziale di gruppo

In questo contributo verrà descritto un seminario da noi proposto nel corso della settimana dello Psicologia Umbria Festival promosso dall'Ordine degli Psicologi dell'Umbria. Tale evento dal titolo "Ti racconto i miei sogni - Laboratorio esperenziale di gruppo" è stato organizzato dalla sezione Umbria de "Il Cerchio", Associazione Italiana di Gruppoanalisi fondata da psicoterapeuti, psicoanalisti, gruppoanalisti.

Il Cerchio è socio fondatore e membro della C.O.I.R.A.G. (Confederazione di Organizzazioni Italiane per la Ricerca Analitica sui Gruppi). Il seminario è stato strutturato in due fasi: la prima teorica, la seconda esperienziale. In un tempo abbastanza concentrato abbiamo proposto un dispositivo di lavoro gruppale, adattato all'evento e solitamente utilizzato nella clinica, nella formazione e nella ricerca. La nostra base teorica affonda le radici nella "gruppoanalisi", quindi partiamo da una precisa teoria della mente: la fondazione gruppale del mentale. In estrema sintesi ciò che sostanzia lo specifico gruppoanalitico è l'esistenza di fenomeni transpersonali. La dimensione transpersonale della mente corrisponde ad una visione dei processi psichici che non ha origine dall'individuo ma dalla relazione. Per tale motivo l'oggetto di indagine privilegiato della soggettività diventa la relazione stessa (Di Maria, Lo Verso, 1995). L'individuo si definisce attraverso la relazione con gli altri e con gli "oggetti".

Il Gruppo gruppo-analitico, per i suoi stessi fondamenti teorico – metodologici, rappresenta un dispositivo concettualmente e operativamente adeguato e versatile per il lavoro terapeutico e formativo. Il gruppo a cui facciamo riferimento in questo contributo, è eterogeneo, costituito per svolgere una singola e circoscritta esperienza formativa e con una specifica tematizzazione: il mondo onirico e come questo viene utilizzato all'interno di un lavoro gruppoanaliticamente orientato. La tematica proposta pertanto è stata brevemente affrontata dal punto di vista teorico offrendo una veloce panoramica dei concetti di "realtà psichica" dal punto di vista bioniano (Bion, 1973c) , della lettura che Freud ha dato dei sogni come "via regia verso l'inconscio" e come appagamento di un desiderio sessuale infantile rimasto insoddisfatto. È stato inoltre dato qualche cenno relativo ai meccanismi che fanno parte della logica del sogno, come l'assenza di negazione e l'assenza del o/o sostituito dal concetto di e/e. In sintesi è stata anche presentata la teorizzazione di Bion secondo la quale il sogno racconta in modo simbolico il processo di rielaborazione/digestione del "materiale psichico" (ponendo l'attività psichica alla stregua dell'attività dell'apparato digerente). Infine un breve accenno sulla logica dell'inconscio secondo Matte Blanco (M. Blanco 1975). Per tale autore l'inconscio tratta tutti gli elementi che condividono una caratteristica come identici tra di loro e in tale dimensione non esiste il concetto di tempo. La psicoanalisi utilizza vari elementi per dare senso agli elementi onirici tra cui, i più conosciuti ma non gli unici, le libere associazioni e l'analisi del transfert-controtransfert. A seguire i partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi composti da 15 persone, ciascuno con due conduttori.

L'obiettivo era quello di offrire un'esperienza in assetto gruppale, che pur con finalità formativo/esperienziali, permettesse l'attivazione di un "campo" psicodinamico e di processi riconoscibili, pur non costituendo essi stessi oggetto specifico di attenzione ed elaborazione (come avviene nel lavoro psicoterapeutico). In questo specifico assetto ciò che accomuna i partecipanti è l'esperienza formativa stessa. Il gruppo ha così la possibilità di auto-centrarsi e ci si pone, come generica finalità, quella di una sensibilizzazione alla vita relazionale e gruppale, nonché alla costruzione di una trama comune e condivisa, sempre relativa all'esperienza stessa. Nell'ottica gruppoanalitica anche il sogno assume uno specifico significato. Viene letto non più solo in una dimensione intra-psichica (relativamente chiusa, in cui viene considerato essenzialmente come prodotto di un singolo sognatore, dettato da determinazioni interne, processi, contenuti e significati soggettivi), ma anche attraverso l'integrazione degli aspetti"relazionali", quello che Käes (2004) chiama l'"organizzazione polifonica del sogno".

L'ipotesi è quella di uno spazio onirico comune e condiviso, inserendo così l'elemento dell'inter-soggettività. Secondo tale visione il sogno si elabora al crocevia di più fonti, di più emozioni, di più pensieri e di più discorsi. In gruppoanalisi assume pertanto una duplice valenza: materiale intra-psichico del sognatore e, allo stesso tempo, essendo il sognatore membro del gruppo e quindi uno dei nodi della sua "rete" relazionale e parte integrante della stessa "matrice" gruppale, diventa anche espressione di dinamiche che trascendono il singolo, lo riattraversano, e che possono essere analizzate/comprese solo se viene presa in considerazione anche la "dinamica" e il "processo" del Gruppo stesso. Nel momento esperienziale, abbiamo offerto ai partecipanti la possibilità di sperimentare tale modalità teorico/operativa nell'elaborazione del materiale onirico. Nello specifico le domande, dubbi, curiosità e immagini emerse dai sogni raccontati, diventano materiale di tutti i componenti, attivano catene associative, risonanze, rispecchiamenti ed altre immagini fino ad arrivare alla costruzione di un materiale proprio del Gruppo stesso.

La seconda parte è stata molto stimolante e partecipata. Nonostante fosse un gruppo di formazione, i processi inconsci si sono mostrati attraverso il racconto di sogni che hanno portato i due gruppi ad affrontare tematiche (curiosamente) comuni relative alla nascita, al vivere, all'amore… alla morte. Lo svelamento di questo processo inconscio ha permesso al gruppo di incontrare se stesso e il proprio inconscio provocando una reazione emotiva di sorpresa, come spesso accade quando una parte sconosciuta di sé emerge improvvisamente e nuovi occhi si stupiscono per la sua potenza inaspettata oltre che dal fatto di essere stata sempre lì in attesa di essere vista. Sono anche emerse diverse domande e curiosità stimolanti anche per noi organizzatori. Alcuni dei presenti hanno chiesto se dai sogni si può prevedere il futuro, se esiste la telepatia, qual è la differenza tra sogno e incubo, se si fanno sogni durante la fase di risveglio o dell'addormentamento, perché spesso non si ricordano i sogni, cosa significano i sogni composti semplicemente da un suono o un'immagine, cosa sono i sogni ricorrenti oppure i sogni che hanno un senso di deja-vù, come è possibile potenziare l'attività onirica… Questo momento esperienziale si è concluso con una "plenaria" in cui è avvenuto un ulteriore confronto/condivisione dell'esperienza vissuta nei due "piccoli gruppi".In conclusione molti dei partecipanti hanno manifestato sentimenti di curiosità relativa al mondo dei sogni, al loro significato simbolico e alla loro funzione per il benessere psichico. Ci siamo salutati con la voglia e il desiderio di sognare.

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Scritto da

Bravetti Diego

Bibliografia

  • Bion W., (1972), Apprendere dall'esperienza, Armando Editore, 2006.
  • Bion W., (1971), Esperienze nei gruppi, Armando Editore, Roma, 2006.
  • Bion W., (1973a), Gli elementi della psicoanalisi, Armando Editore, Roma, 2003.
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  • Bion W., (1974), Il cambiamento catastrofico, a cura di Corrao F., Loescher, Torino, 1981.
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  • Di Maria F., Lo Verso G., (1995), La psicodinamica dei gruppi, teorie e tecniche, Cortina, Milano.
  • Foulkes S. H., (1948), Introduzione alla psicoterapia gruppoanalitica, tr.it. Edizioni Universitarie Romane, Roma, 1991.
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  • Siracusano F. (1986), L'esistenza ectopica del gruppo, Gruppo e funzione analitica, VII, 1.

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