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The beatiful mess effect

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

In questo articolo descriverò il fenomeno di psicologia sociale chiamato the beatiful mess effect.

25 MAR 2019 · Tempo di lettura: min.
The beatiful mess effect

Mostrare le proprie debolezze ci rende più apprezzati dagli altri: questo è il the beautiful mess effect. Ammettere i propri errori, cercare aiuto, chiedere scusa per primi, confessare sentimenti: tutto questo genere di cose richiede esprimere intenzionalmente delle debolezze, che ci espongono alla paura del rifiuto da parte degli altri o al loro giudizio negativo.

Secondo un gruppo di psicologi che scrivono per Journal of Personality and Social Psychology, al contrario di quanto possiamo sostenere avere il coraggio di mostrare la propria vulnerabilità raccoglie spesso buoni frutti. Dal momento che siamo soliti vedere in modo più negativo le nostre debolezze rispetto al modo in cui vediamo quelle degli altri, i ricercatori hanno definito questo fenomeno effetto "beautiful mess" ossia "bel casino".

Anna Bruk e i suoi colleghi, all'Università di Mannheim, hanno approfondito con ricerche il fenomeno, ispirandosi al libro di Brené Brown Daring Greatly: How the Courage to Be Vulnerable Transforms the Way We Live, Love, Parent, and Lead all'interno del quale la scrittrice sostiene che tendiamo ad amare nelle persone quella sentita e sfacciata apertura nel mostrare le proprie debolezze, ma abbiamo paura di far vedere le nostre.

Insomma: pare che mostrarsi vulnerabili sia un atto di coraggio in te e inadeguatezza in me.

Nei sette studi di Bruk e colleghi, composti da centinai di partecipanti, veniva chiesto ai soggetti di immaginare scenari all'interno dei quali manifestavano vulnerabilità e scenari in cui altre persone facevano lo stesso, ad esempio confessare i propri sentimenti a qualcuno, ammettere un errore e poi valutare la propria vulnerabilità o quella di un altro. I partecipanti giudicavano sistematicamente la loro vulnerabilità in maniera più negativa di quanto non facessero con quella altrui.

I ricercatori sarebbero giunti alla conclusione che tale discrepanza sarebbe legata al livello interpretativo: quando pensiamo a noi stessi e alle nostre debolezze pensiamo in maniera più concreta (con basso livello interpretativo), mentre quando pensiamo alle debolezze degli altri ragioniamo in maniera più astratta (con alto livello interpretativo).

Ricerche precedenti avrebbero messo in risalto che un livello di interpretazione più astratto è associato ad una prospettiva più positiva e orientata al fare e a scelte più rischiose, questo spiega perché giudichiamo più positivamente la manifestazione di debolezze da parte degli altri.

Aprirsi agli altri genera fiducia, chiedere aiuto può stimolare ad imparare dai propri errori, ammettere di aver sbagliato può indurre nell'altro il perdono e dichiarare i propri sentimenti può costruire nuove relazioni.

Insomma: sembra che valga la pena superare le nostre paure per trovare il coraggio di esporre le nostre debolezze, solo così potremmo scoprire la bellezza in situazioni "incasinate".

Articolo della dottoressa Maria Teresa Caputo, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Campania

Scritto da

Dott.ssa Maria Teresa Caputo Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: Nº iscrizione all’Albo 5836

La dott.ssa è Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo Cognitivo-Comportamentale, iscritta all'ordine degli Psicologi della Regione Campania. Svolge la professione privatamente occupandosi di disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, lutto nell’ età evolutiva e nell’età adulta.

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