Terapeuta - paziente

L'analisi è caratterizzata dalla relazione terapeuta paziente all'interno di un campo mentale e di un setting protetto.

22 GIU 2020 · Tempo di lettura: min.
Terapeuta - paziente

La scelta di rivolgersi ad uno psicoterapeuta e quindi di iniziare un percorso di psicoterapia è indice di una profonda riflessione inerente ad un processo di cambiamento del proprio assetto psicologico che sta alla base naturalmente di una marcata motivazione e di un grande gesto di coraggio.

Tale scelta non è sicuramente facile in quanto significa mettersi in gioco ed imparare a conoscere se stessi, le proprie dinamiche interiori, lottare ed entrare in conflitto con il proprio sé.

Durante il colloquio conoscitivo, cioè la prima volta in cui il terapeuta ed il paziente si conoscono, è caratterizzato in genere da una varietà di emozioni miste che il paziente prova e vive al momento dell'incontro: imbarazzo, disagio, curiosità e chiusura legati probabilmente alla paura di un giudizio di chi non si conosce e alla difficoltà di aprirsi che lo inducono a porre resistenze e barriere.

Colui che si rivolge allo psicologo non è necessariamente un malato e non deve considerarsi tale, ma spesso è colui che ha bisogno di supporto e di sostegno in relazione ad un determinato evento o periodo di cambiamento come: stato depressivo, ansia o elementi psicologici disturbanti che tendono a stabilizzare.

La richiesta di aiuto è sinonimo di assoluto coraggio, non di fragilità.

Il terapeuta crea la condizione adatta e adeguata per accogliere l'utente, in quanto è in grado di leggere lo stato emotivo del paziente pur non parlando.

Anche la scelta del terapeuta ha la sua rilevanza; uno spazio analitico, un setting dovrebbe essere caratterizzato da una chiara ed evidente risonanza emotiva nella relazione terapeuta/paziente. In analisi anche il legame diadico prende forma, è un lavoro che richiede ed esige un contesto armonico, organizzato e silenzioso, in cui anche il silenzio diventa rumore e suono.

Sia il terapeuta che il paziente custodiscono e mantengono dentro di sé ciò che accade all'interno di uno spazio protetto.

Terapeuta e paziente funzionano all'unisono, entrambi si muovono all'interno di un luogo caratterizzato da suoni e da effetti, ogni parola diventa voce che viene trasformata, rielaborata e ristrutturata.

Il suono delle parole, i movimenti del corpo le contrazioni lo stato di fermezza e il silenzio diventano forme di mutazione.

Ciò che riporta il paziente va letto, elaborato compreso ed ascoltato e capito… è li per essere aiutato, affida la propria mente, e le proprie emozioni ad un contenitore che inizialmente è straniero ed estraneo al proprio mondo.

La capacità del terapeuta consiste proprio nel creare una relazione equilibrata tra contenitore e contenuto, nella capacità di attivare la trasmissione della mente dell'altro nella propria, regolare ed organizzare gli stati emotivi, la possibilità di far emergere un sé sano e stabile in modo integrato, riunire le parti quindi frammentate del sé.

Motivazione e consapevolezza sono gli elementi fondamentali per iniziare un percorso psicoterapeutico.

Le tecniche e gli strumenti che usa un terapeuta sono individuali sulla base di ogni caso; il terapeuta considera e valuta il problema sulla base di come viene presentato dal paziente: ogni paziente vive grave la propria problematica.

Prima dell'offerta degli strumenti viene valutata la struttura personologica attraverso l'ascolto nella relazione, attraverso l'approfondimento di aspetti visibili ed invisibili del sé che trovano posto nel campo e nella relazione terapeutica.

Scritto da

Dott.ssa Ketty La Piana

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