Sulla Spiritualità

In psicologia spesso la Spiritualità è sinonimo di conoscenza più profonda del Sè, conoscenza che ci mette in contatto con i nostri vissuti più dolorosi, le nostre paure più intime.

21 NOV 2018 · Tempo di lettura: min.

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Sulla Spiritualità

Quando parliamo di Spiritualità molto spesso la nostra mente collega questo meraviglioso concetto a quello di religione.

La Spiritualità ha un'accezione molto più ampia, consiste nella capacità dell'individuo di percepire la trascendenza della sua esistenza più profonda, scevra dall'attaccamento alle cose materiali.

Una persona con una spiccata spiritualità ha una forma mentis più plastica, che si adatta meglio alle vicissitudini quotidiane.

In psicologia spesso la Spiritualità è sinonimo di conoscenza più profonda del Sè, conoscenza che ci mette in contatto con i nostri vissuti più dolorosi, le nostre paure più intime e imbarazzanti, eliminando quei filtri che ci siamo costruiti nell'arco della vita per poter sopravvivere (che sia chiaro, non vivere, ma sopravvivere).

La consapevolezza che ciò che viviamo è frutto della nostra interpretazione del mondo, la capacità si "saper sostare nel vuoto", il sapersi immergere nella parte più oscura di noi ci trasforma da "oggetti d'inconscio" a "soggetti d'inconscio".

Solo tramite questo passaggio riusciremo a vivere una vita degna di essere vissuta, essere protagonisti di ciò che viviamo, eliminare quelle lenti che adattano la realtà ad una mentalità che si è formata nel corso del tempo per poter superare i lutti, le perdite, gli abbandoni, i traumi e le sofferenze. Attraverso un passaggio dal materiale allo spirituale riusciremo ad affrontare i nostri demoni ed evitare di perpetrare errori che costruiscono ormai il modus operandi della nostra vita.

Il "succede sempre a me", "va sempre a finire così", "tanto so già cosa succederà", sono frasi che ci fanno stare male, che evidenziano spesso la tendenza delle persone a riattivare circoli viziosi che si concluderanno sempre con la solita delusione... confermando le nostre idee e condizionando le esistenze future.

Un approccio più amaro, più grezzo, più spirituale può trasformare questi circoli viziosi in circoli virtuosi, dove l'importante non sarà l'obiettivo da raggiungere, ma il percorso che intendiamo effettuare per arrivare all'obiettivo.

La biforcazione dell'approccio spirituale: modificare la nostra vita e gioire del cambiamento che ne consegue.

In questo modo, trionfo o meno, tutti i nostri percorsi saranno percorsi di vita, approcci olistici che arricchiranno i nostri tentativi, che ci stimoleranno.

Attraverso un'attenta analisi, attraverso un lavoro su sé stessi pesante ed impegnativo riusciremo ad entrare in contatto con il mondo e vederlo come realmente è... meraviglioso.

La Spritualità è un dono che solo in pochi riescono ad apprezzare, connettersi con l'universo per poter apprezzare il significato intrinseco della nostra esistenza.

Spezzare queste catene che ci legano, (interessante è il "Mito della caverna" di Platone), ci incoraggerà a scoprire cosa c'è al di là del muro.

Vorrei chiudere con una frase di Anais Nin che mi ha sempre affascinato:

"Noi non vediamo le cose come sono, noi vediamo le cose come siamo".

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Scritto da

Arianna Cantiano Centro di Psicologia Ar.Pa.

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