Stress e mindfulness

Come si risponde allo stress nella vita quotidiana? Coltivando la consapevolezza! E questo è possibile mediante l'uso della mindfulness.

5 DIC 2018 · Ultima modifica: 7 DIC 2018 · Tempo di lettura: min.

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Stress e mindfulness

Il concetto di stress è vasto e complesso, esso agisce a livello psicologico, fisiologico e sociale; tali livelli interagiscono tra loro influendo sullo stato dell'unità mente-corpo. In presenza di uno stressor interno o esterno si genera una reazione di allarme che consiste nel modo in cui il corpo si prepara a difendersi. Nelle situazioni in cui vi è pericolo di vita la reazione di allarme mobilita tutte le nostre risorse interne, l'amigdala è la parte del cervello responsabile di ciò, e la scarica di ormoni dello stress genera forti emozioni e tensioni muscolari.

Selye definì lo stress come "la risposta non specifica dell'organismo a qualsiasi pressione" a cui l'individuo cerca di adattarsi, il mancato adattamento genera malattia. In realtà diversi studi mostrano che uno stressor non è tale a priori ma diviene tale in base al modo in cui lo percepiamo e affrontiamo.

Come sostiene Lazarus perché un evento sia psicologicamente stressante deve essere percepito come minaccioso. La reazione di allarme dinanzi ad una minaccia è un meccanismo selezionato dall'evoluzione per incrementare le probabilità di sopravvivenza. Nella società civile non incontriamo spesso situazioni che minacciano la vita, ma abbiamo la tendenza ad andare in allarme quando sentiamo minacciati i nostri bisogni di controllo, sicurezza o avvertiamo un ostacolo ai nostri obiettivi; quindi in questi casi la mente percepisce tali eventi stressanti in termini di "minaccia mortale" anche quando non è così. Tale attivazione cronica della reazione d'allarme determina modifiche non indifferenti alla nostra biologia agendo ad esempio sulla regolazione dei geni che ci rendono suscettibili agli stressor e di quelli che ci rendono vulnerabili alle reazioni infiammatorie, accelerando, inoltre, il processo di invecchiamento cellulare.

Alla luce di tali effetti si denota l'utilità di riconoscere e modulare tale reazione di allarme con una risposta più consapevole. Nel momento in cui ci troviamo di fronte ad uno stress utilizziamo delle strategie per fronteggiarlo, ma in realtà molti modi da noi impiegati, come ad esempio negare il problema e/o le proprie reazioni emotive, sono controproducenti; infatti è intuitivamente complicato risolvere una tensione in assenza di riconoscimento della stessa. Anche riempire il tempo di attività lavorative o di altro genere non risulta utile poiché genera un sovraccarico di impegni ed obblighi cancellando ogni possibilità di riflessione rispetto a cosa si sta facendo.

Servirsi di sostanze chimiche per affrontare lo stress è una delle modalità più frequentemente impiegate, vi è una forte tendenza a cercare una cura istantanea al disagio che proviamo utilizzando vari elementi, quali farmaci, alcol, caffè, nicotina, cibo e altro. A ben pensarci le droghe illegali vengono usate per lo stesso motivo, ossia per modificare uno stato presente sgradito, tale strategia è però inefficace poiché non migliora le nostre capacità di agire in maniera funzionale ed autoregolarci, producendo assuefazione e/o mantenendoci sregolati. Dunque, le reazioni automatiche che mettiamo in atto dinanzi agli eventi che incontriamo determinano una buona parte dello stress che viviamo. In base a quanto detto lo stress deriva da una difficoltà ad adattarsi ad un qualche mutamento.

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Ma se ci pensiamo il mutamento è praticamente l'unica certezza della vita, per cui imparare ad accettarlo come elemento costituente ed imprescindibile della nostra esistenza ci slegherebbe dall'automatico etichettamento del cambiamento come minaccia, ponendoci in una posizione più vantaggiosa per gestire lo stress. Tramite pensieri, ruminazione e preoccupazioni uno stress acuto si può tramutare in stress cronico, ma restare prigionieri del ciclo della reattività allo stress non è inevitabile, si può imparare a rispondere allo stress anzichè reagire ad esso. Come si risponde allo stress nella vita quotidiana? Coltivando la consapevolezza, momento per momento, alle sensazioni che si generano nel corpo. Impiegare in maniera cosciente le risorse interne può ridurre il livello di stress, e le sue conseguenze deleterie sulla salute, sia a breve che a lungo termine.

Ovviamente il primo passo è riconoscere di essere sotto stress. Mediante la meditazione esperiamo il continuo mutamento della nostra esperienza in termini di modifiche nelle emozioni, nelle sensazioni, nei pensieri e nelle condizioni esterne. Ovviamente tale abilità si sviluppa con la pratica, durante la quale si può fallire più volte, fa parte del percorso. La risposta allo stress mediata dalla consapevolezza ha i vantaggi di non generare ulteriore stress, e minimizzare la tensione che accumuliamo dentro di noi. Fornisce maggiore resilienza e minore reattività di fronte allo stress. Non è realistico pensare di rispondere allo stress anziché reagire ad esso in tutte le situazioni, ma sicuramente disporre di una modalità alternativa per affrontare tali eventi riduce la dipendenza dalle strategie inefficaci a cui troppo spesso ricorriamo. Rispondere allo stress significa prestare attenzione alle nostre reazioni fisiche ed emotive in modo da ridurre il loro "dominio" su di noi ed avere il tempo di capire come rispondere all'evento. Proprio perché, come già evidenziato, ciò che sentiamo dipende dalla gravità dell'evento e dal significato che ha, nasce la necessità di crearsi, mediante la mindfulness, un tempo ed uno spazio per costruire una strategia di risposta contestualmente adeguata.

Bibliografia

Kabat-Zinn J .Vivere momento per momento. Corbaccio (2016).

Lazarus R.S., Folkman S. "Stress, appraisal and coping". Springer (1984).

Selye H. "The evolution of the stress concept". The American Scientist (1973).

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Scritto da

Dott.ssa Graziella Pisano Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: 5163

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, esperta in disturbi dello spettro autistico e in neuropsicologia. È laureata con lode presso l'Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli e specializzata con lode presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva (SPC). Esercita presso il mio studio a Frattamaggiore (NA).

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