Stile di attaccamento nell'infanzia e relazione di coppia

Scopriamo come lo stile genitoriale della nostra infanzia influisce nella scelta del partner e nel modo in cui viviamo le relazioni amorose del presente.

28 OTT 2020 · Tempo di lettura: min.

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Stile di attaccamento nell'infanzia e relazione di coppia

Jhon Bowlby, negli anni '50, introduce la "Teoria dell'attaccamento", secondo la quale l'essere umano presenta una predisposizione innata a creare legami significativi con le figure genitoriali, al fine di preservare la propria sicurezza e protezione dai pericoli: Ci troviamo di fronte alle cosiddette "relazioni di attaccamento".

Non tutte le relazioni umane, ovviamente, rispecchiano questo tipo di attaccamento: affinché una relazione possa definirsi "di attaccamento", abbiamo bisogno di 3 condizioni di base:

  1. la ricerca della vicinanza nei confronti della persona che offre l'attaccamento (vedi il bambino con la madre che, per sentirsi tranquillo, deve essere sicuro della sua presenza);
  2. la protesta alla separazione, cioè quell'insieme di "comportamenti di attaccamento" che si mettono in atto nel momento in cui ci si sente in pericolo perché la relazione di attaccamento diventa incerta. Il bambino, allora, piange, urla, si aggrappa ed emette una serie di segnali al fine di ripristinare la vicinanza con la figura di attaccamento. Nell'adulto, possiamo osservare comportamenti simili, seppur più elaborati, per esempio al termine di una relazione amorosa.
  3. la base sicura, condizione di fiducia che si instaura nel momento in cui il bambino ha la sicurezza di poter iniziare ad esplorare il mondo, perché consapevole di poter tornare se spaventato. Questa è una delle caratteristiche principali dell'essere genitori: Offrire una base sicura e sostenere i figli nel raggiungimento della propria indipendenza, ma, se necessario, intervenire per proteggerli.

Mary Ainsworth (1969) identifica tre tipi di pattern di attaccamento:

  1. Sicuro,
  2. Insicuro-evitante
  3. e Insicuro-ambivalente.

Successivamente è stato descritto da Mary Main e Judith Solomon (1986) un quarto pattern, definito insicuro-disorganizzato.

È stato, inoltre, ampiamente dimostrata l'esistenza di una trasmissione intergenerazionale dello stile di attaccamento: il tipo di attaccamento dei genitori influenza quello dei figli.

Le relazioni amorose sono considerate legami di attaccamento poiché presentano le tre caratteristiche fondamentali: la ricerca della vicinanza, la protesta per la separazione e l'effetto base sicura. In questo caso, però, il rapporto presenta una maggior simmetria e reciprocità, oltre ovviamente alla componente sessuale.

Nelle relazioni tra partner possono manifestarsi tre tipologie di attaccamento (Hazan e Shaver 1987):

  1. Il 55% delle persone presenta un attaccamento sicuro, manifestando la capacità di vivere esperienze intime, di porsi con il partner in una relazione di reciprocità e di offrire e ricevere aiuto.
  2. Un quarto, invece, presenta un attaccamento insicuro-evitante, caratterizzato dalla tendenza a minimizzare i propri bisogni, a distanziare i sentimenti negativi del sé, a mantenere distanza dall'intimità di coppia e a non chiedere aiuto.
  3. Il 20%, infine, si colloca nell'attaccamento insicuro-ambivalente: sono persone ansiose, che si lamentano che il proprio partner non sia affidabile, disponibile e capace ad amare.

Per quanto riguarda la scelta del partner, Carli (1995) e Baldoni (2003, 2004) concordano: le persone con attaccamento sicuro, di solito, si legano a persone con lo stesso tipo di attaccamento; le persone con attaccamento insicuro, seppur possono legarsi a partner sicuri, nella maggior parte dei casi avranno relazioni con persone dell'attaccamento opposto: le persone insicure tendono a legarsi con soggetti evitanti e viceversa.

Relazioni tra persone con attaccamento insicuro sono rare e brevi.

SICURO + SICURO

INSICURO + EVITANTE

Tutto ciò può esser spiegato da una ragione evolutiva: la nostra specie, attraverso il rapporto di coppia, corregge i propri aspetti sfavorevoli. Il rapporto con una persona con attaccamento opposto può ampliare le possibilità di adattamento e la durata della coppia, consentendole di sviluppare al meglio le proprie potenzialità, compresa quella di avere figli.

Rispetto alle caratteristiche relazionali...

  • Le persone con attaccamento sicuro hanno maggiori capacità di fornire supporto al partner ed inclinazioni a progetti comuni, come diventare genitori.
  • Le persone con attaccamento evitante tendono ad avere relazioni strumentali e opportunistiche, spesso non desiderano figli o non si riconoscono nel ruolo dei genitori, delegando al partner il compito.
  • Le persone con attaccamento insicuro instaurano relazioni intime intrusive e manipolatorie, pretendendo aiuto e protezione; desiderano diventare genitori ma vogliono essere accudite e rassicurate dai figli, confondendo i propri bisogni con i loro.

(Belsky 1997; Baldoni 2004).

E voi, vi ritrovate in uno stile di attaccamento?

 

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Scritto da

Dott.ssa Diletta Tomaselli

Bibliografia

  • Baldoni F. (2005): Funzione paterna e attaccamento di coppia: L'importanza di una base sicura. In: Bertozzi N., Hamon C. (a cura di): Padri & paternità. Edizioni Junior, Bergamo, 2005, pp. 79-102.
  • Baldoni F. (2003): Attaccamento e funzione genitoriale. In Galli G. (a cura di): Interpretazione e nascita. Atti XXIII Colloquio sull'Interpretazione "Interpretazione e Nascita" (Macerata 4-5 Aprile 2003). Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, Pisa-Roma.
  • Belsky J. (1997): "Variation in susceptibility to environmental influence: an evolutionary argument. Psychological Inquiry, 8, pp.182-186.
  • Bowlby J. (1988): Una base sicura. Raffaello Cortina, Milano, 1989.
  • Carli L. (a cura di) (1995): Attaccamento e rapporto di coppia. Raffaello Cortina, Milano.
  • Hazan C., Shaver P.R. (1987): "Romantic love conceptualized as an attachment process". Journal of Personality and Social Psychology, 52( 3), pp.511-524.
  • Ainsworth M.D.S., Witting B.A. (1969): Attachment and exploratory behaviour of one-year olds in a Strange Situation. In Foss B.M. (a cura di): Determinants of infant behavior. Methuen, London, vol.4, pp.11-136.

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