Stare in coppia: la trasgressione di una società liquida

Essere in relazione, talvolta ci fa pensare anche a come sarebbe se... Ma credere che negli altri ci sia una relazione migliore può essere un'illusione.

2 OTT 2017 · Tempo di lettura: min.

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Stare in coppia: la trasgressione di una società liquida

Secondo l'economista comportamentale Dan Ariely «quando si è in relazione con una persona, ma si sta continuamente con un piede fuori a pensare quanto il mondo esterno e gli altri siano più interessanti, in realtà non si sta investendo bene nel rapporto. Il rapporto migliora quando si investe su di esso». Molte persone intraprendono relazioni pensando spesso che gli altri potenziali partner siano migliori della loro relazione attuale.

Tale convinzione, però, innesca una mentalità che scoraggia l'investimento su quella relazione, portando inevitabilmente alla sua rottura. Così, pensare ad un altro e nuovo partner non permette di considerare tutto ciò che è stato fatto fino a quel momento per la propria relazione. Quando, ormai, si conoscono tutti i difetti del proprio partner e possono iniziare a creare fastidi, si è portati a pensare che si potrebbe cercare una nuova felicità altrove, iniziando ad uscire con qualcuno di nuovo. Dopo tutto è probabile che il nuovo potenziale partner non avrà gli stessi difetti.

Eppure, questo tipo di pensiero, per Ariely, porterà a nuove delusioni. Questo perché, in un primo momento e in termini generali, tutto appare più interessante e attraente, concentrandosi solo sugli aspetti positivi di un nuovo potenziale partner. Ma focalizzando l'attenzione sui dettagli della vita, si cominciano a vedere le rughe. Quindi, se si guardasse a qualcuno di cui non si sa molto (difetti compresi), inizialmente ci si immagina che tutto funzionerà molto bene. Solo quando ci si relazionerà a questa persona, i dettagli (difetti) salteranno fuori. Ci si potrebbe immaginare a letto, a fianco del proprio partner e svegliarsi, pensando "Questo è quello che voglio per il resto della mia vita, mentre sento di perdere altre opportunità?", magari gettando uno sguardo al proprio smartphone e pensando di aprire alcune applicazioni di dating. In effetti, tutte quelle possibili opzioni assumono, inizialmente, un'aria meravigliosa.

Inoltre su tali applicazioni ognuno mostra il proprio lato migliore, confermando l'idea - già distorta - che altre opzioni siano anche più promettenti. Eppure l'idea di avere un appuntamento con un'altra persona, attraverso pochi clic, potrebbe apparire interessante. È un po' come avere un appartamento in affitto con contratto giornaliero. Il pensiero di ogni mattina potrebbe essere "voglio mantenere questa proprietà o no?". E anche il proprietario di casa potrebbe considerare di continuare ad affittare l'appartamento, o meno. Quanto saranno disposte le due parti ad investire su questa casa? Verranno dipinte pareti o la si adornerà con dei fiori? Sicuramente molte cose non verrebbero fatte. L'analogia è quella di svegliarsi accanto al proprio partner e chiedersi, ogni mattina, "devo andare avanti per un altro giorno o fermarmi adesso?". Quando si pensa a breve termine, la probabilità che si investa in un rapporto è molto più bassa. Stare continuamente con un piede fuori dalla relazione, pensando costantemente che il mondo esterno sia più attraente o interessante, non è una buona ricetta per investire in un rapporto. Questo perché una relazione non è un gioco a somma zero. Stare in relazione significa riconoscere le dimensioni dell'io, del tu e del noi, una progettualità che talvolta si trova davanti a difficoltà, sfide, crisi che possono essere superate all'interno di quell'unico rapporto, fatto di pregi e difetti. Come affermava Zygmunt Bauman, «nessuno è condannato».

Davanti a diverse possibilità sta al singolo scegliere, ma sicuramente l'amore non è un oggetto preconfezionato e pronto all'uso, ma qualcosa che viene affidato a cure e attenzioni costanti ed è qualcosa che può talvolta richiedere uno sforzo maggiore. Il minor investimento, dunque, rispecchierebbe anche le credenze sulla durata dei rapporti e che questi migliorino, quando invece si decide di investirci. Tutto ciò sembra essere figlio anche di nuovi assetti socio-culturali di riferimento, ma per dirla con le parole del sociologo e filosofo polacco «quanto tutto ciò che ci circonda diventa incerto, l'illusione di avere tante "seconde scelte" che ci ricompensino dalla sofferenza della precarietà, è invitante. Muoversi da un luogo all'altro (più promettente perché ancora non sperimentato) sembra più facile e allettante che impegnarsi in un lungo sforzo di riparazione delle imperfezioni della dimora attuale, per trasformarla in una vera e propria casa e non solo in un posto in cui vivere. "L'amore esclusivo" non è quasi mai esente da dolori e problemi, ma la gioia è nello sforzo comune per superarli».

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Scritto da

Dott. Loris Patella

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