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SOS debito scolastico: come affrontarlo nel migliore dei modi (parte 2)

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Alla fine dell'anno scolastico può capitare ad alcuni studenti di non riuscire a raggiungere la sufficienza in una o più materie, ottenendo quello che viene definito un debito scolastico.

22 MAG 2017 · Tempo di lettura: min.
SOS debito scolastico: come affrontarlo nel migliore dei modi (parte 2)

Nel caso non si riuscisse ad evitare ugualmente un debito scolastico, bisogna cercare di non preoccuparsi eccessivamente in modo da bloccare l'utilizzo positivo delle nostre risorse. Tutto è riparabile, basta solamente affrontare la situazione "Strategica-Mente" con impegno e positività!

Per gli studenti può essere utile:

  • svolgere un'accurata riflessione sul perché dell'esito negativo. È fondamentale infatti fermarsi un attimo a pensare alle motivazioni che hanno portato ad avere l'insufficienza. Questo serve sia a trovare delle nuove strategie più proficue da utilizzare in ambito scolastico che a individuare dei comportamenti più adeguati da attuare. È utile quindi porsi domande quali: Ho studiato per un numero di ore sufficiente? Mi sono impegnato abbastanza? Ho seguito con attenzione le lezioni in classe? Mi sono distratto eccessivamente?
  • Trasformare l'insuccesso in un'occasione di apprendimento. È importante infatti non sentirsi incapaci e non abbattersi a causa dei risultati che non rispecchiano le proprie aspettative. Anche alle persone di grande successo capita, a volte, di avere qualche difficoltà. Questo può essere utile per il futuro, deve essere rielaborato in modo che si possa imparare dai propri errori. Per un supporto efficace volto anche al recupero della fiducia nelle proprie risorse può essere utili usufruire dei servizi di Psicologia Scolastica presenti nel proprio istituto chiedendo un colloquio gratuito allo sportello di counseling.
  • Autoresponsabilizzarsi! Spesso capita infatti che, a seguito di un risultato negativo, si tenda ad attribuirne la causa ad entità esterne. Un'insufficienza a fine anno però non può dipendere solo dalle valutazioni di un professore troppo severo, oppure dal comportamento dei genitori che esigono troppo. È bene fare un esame approfondito e realistico, assumersi anche le proprie colpe ed iniziare fin da subito ad attuare un cambiamento personale in positivo.
  • Stimolare la propria motivazione. Spesso capita che i brutti risultati non siano dovuti ad una mancanza di capacità, ma piuttosto ad una scarsa motivazione allo studio. Riuscire a risollevare la propria motivazione, pensando ai piccoli traguardi più imminenti oltre all'importanza di una solida base culturale anche in vista del proprio futuro lavorativo è fondamentale per recuperare.
  • Studiare e impegnarsi, ma allo stesso tempo riposare la mente. Sembra forse essere il consiglio più scontato, ma rimettersi a studiare è essenziale. Non bisogna mai prendere sottogamba gli esami di riparazione, per non avere brutte sorprese a settembre. La cosa migliore da fare è alternare momenti di studio a momenti di svago e vacanza, in modo da riuscire a trovare il giusto equilibrio che permetta allo stesso tempo di recuperare le energie cognitive, preparandosi per l'esame.
  • Chiedere aiuto. Quando ci si rende conto che da soli risulta molto difficoltoso riuscire a svolgere quanto citato nei punti precedenti, è bene affidarsi a degli specialisti.Si può richiedere prima di tutto un aiuto da parte di insegnanti o studenti esperti, attivando ripetizioni delle materie che risultano più ostiche da comprendere. Secondariamente si può attivare un percorso mirato con uno psicologo specializzato in psicologia scolastica e dell'apprendimento, che opera in un'equipe specializzata autorizzata dalle ASST di zona (obbligatorio in Lombardia) per attività di prima diagnosi e certificazione DSA, che può aiutare il ragazzo sia nello scoprire le strategie di apprendimento migliori da attuare, che nel potenziare il metodo di studio e la consapevolezza delle proprie capacità personali.

Per i genitori invece può servire:

  • cercare il dialogo e non lo scontro. È importante infatti aprirsi al dialogo sia con i professori, dai quali si possono ricevere indicazioni importanti, che con i figli, che in molti casi apprezzano parlare delle proprie difficoltà con le persone più care.
  • Essere disponibili a dare una mano. Questo non significa solo cercare di offrire il proprio aiuto su argomenti prettamente scolastici (che non sempre sono padroneggiati anche dagli stessi genitori), ma soprattutto spronare il figlio a studiare in modo intelligente e ad ottenere risultati positivi, senza colpevolizzarlo o farlo sentire non all'altezza della situazione.
  • Attuare un atteggiamento supportivo e non impositivo. Bisogna sempre ricordare infatti che ottenere dei debiti scolastici può essere un duro colpo, anche di tipo emotivo, per alcuni ragazzi. Avere un genitore accanto in grado di dimostrarsi comprensivo ed attento nei confronti dei propri bisogni e delle proprie attitudini è spesso la cosa che ogni ragazzo si augura. Inoltre imponendo le proprie scelte, come ad esempio quella di obbligare il figlio a svolgere delle ripetizioni, si può andare incontro a risultati controproducenti. È sempre opportuno invece discuterne insieme e lasciare un margine di decisione al ragazzo, in modo che possa attivare la propria motivazione intrinseca.
  • Evitare di fare paragoni. Il paragonare il ragazzo ad altri compagni, che hanno ottenuto risultati più brillanti, oppure ad eventuali fratelli o sorelle, non porta mai ad una svolta positiva. Anzi, rischia solo di peggiorare ulteriormente l'autostima del ragazzo. La cosa migliore da fare infatti è pensare al percorso individuale di ognuno, che pur difficoltoso ed imperfetto, porta sempre ad uno sviluppo e ad un arricchimento personale. Dopotutto, ciò che è davvero importante è considerare il punto di arrivo, tenendo però in considerazione quello di partenza.
  • Rivolgersi ad un 'equipe di specialisti: se ci sono dubbi che il rendimento possa essere imputabile non solo a scarsa motivazione/impegno è bene rivolgersi un'equipe specializzata autorizzata dalle ASST di zona (obbligatorio in Lombardia) per attività di prima diagnosi e certificazione DSA in cui psicologi specializzati in psicologia scolasticae dell'apprendimento in collaborazione con altri specialisti ( logopedista, neuropsichiatra), possano indagare le risorse cognitive e tracciare il profilo neuropsicologico e dell'apprendimento del ragazzo.

Conclusioni

Per affrontare al meglio l'ultimo mese di scuola è importante non solo prestare attenzione in classe ed impegnarsi nello studio, ma anche lavorare su se stessi. Alcuni stili e strategie di apprendimento, infatti, risultano maggiormente adatte per alcuni studenti piuttosto che altre e possono aiutarli ad avere risultati migliori. Nel caso l'anno si concluda con un debito scolastico, è importante non abbattersi ed attivare le proprie risorse in modo da rendere l'ostacolo superabile. In queste situazioni il supporto di genitori, insegnanti ed eventualmente specialisti del settore psicologico(equipe autorizzata operante incentro di psicologia specializzato per attività di prima diagnosi e certificazione DSA in cui operano psicologi specializzati in psicologia scolasticae dell'apprendimento in collaborazione con altri specialisti), può contribuire a stimolare le risorse dello studente. Spesso, quindi, è fondamentale agire anche sulle competenze personali per avere una ricaduta indiretta positiva sulle competenze scolastiche.

Riferimenti bibliografici

Mariani, L. (2005) Le strategie per imparare, aiutare gli studenti a gestire il proprio apprendimento. Convegno LEND, Milano.

Mason, L., Arcaini, S. (2001) Motivazione all'impegno scolastico, attribuzioni causali e rendimento in studenti di scuola media e superiore. Psicologia clinica dello sviluppo, Il Mulino, pp. 423-450.

Smorti, M., Tschiesner, R., Farneti, A. (2016) Psicologia per la buona scuola, Libreria universitaria.it Edizioni, pp 41-53.

Scritto da

Synesis Psicologia®

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