#Sos Ansia: perché iniziare una terapia.

I motivi per cui poter iniziare una terapia possono essere molteplici: spesso, comunque, qualsiasi difficoltà / problema vengono rappresentati e/o sintetizzati dalla parola #ANSIA.

8 OTT 2018 · Ultima modifica: 25 OTT 2018 · Tempo di lettura: min.

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#Sos Ansia: perché iniziare una terapia.

#SOS ANSIA: LASCIANDO IL MANTELLO DEL SUPER-EROE PER VESTIRE I PANNI DEL SAGGIO.

Quante volte nella vita più o meno a ognuno di noi sarà capitato di sentirsi in preda a un malessere improvviso, a un senso di vuoto allo stomaco, a respiri affannosi, pensieri che si accavallano e un'agitazione crescente, difficile da arrestare e anche da spiegare?

A voler trovare una spiegazione "con la testa" ci sembra di incepparci sempre più mentre i "pensieri killer" ci dicono che non siamo buoni, che non dobbiamo cedere alla debolezza, che è meglio mettersi una corazza e andare in giro per il mondo indossando uno dei nostri sorrisi migliori, dietro a una smorfia del viso che…se solo potesse lascerebbe spazio a uno sguardo buio e preoccupato.

Ma gli altri potrebbero vederci davvero, insospettirsi per questa nostra improvvisa vulnerabilità, perfino stupirsi per come sono abituati alla nostra solita tenuta di ferro; pronti a lottare come guerrieri per proteggere la fortezza in cui è riparata la nostra vera natura, il nostro sé più autentico.

E' allora che il nostro "giudice interno" che ci ha costretti a divenire inautentici, per paura di non cedere a noi stessi, a un certo punto fa impallare il sistema, improvvisamente fa un passo indietro, si zittisce e sfiancato anche lui cede il posto alle nostre parti più piccole, al bambino spaventato che urla di paura per un pericolo imminente per una "falla che si è creata nel sistema".

E' allora che il corpo cede, il nostro cuore sussulta e il respiro si fa corto: è allora che arrivano l'attacco di panico e l'ansia: la mente si offusca. Il cuore batte all'impazzata, le gambe si allentano e un macigno pesante arriva sulla nostra testa. Pensieri irrazionali, di morte, malattia, perdita de nostri cari e sensazione che da un momento all'altro rrivi una catastrofe.

E' allora che occorre fermarsi, chiedere aiuto, appoggiarsi e cominciare a leccarsi le ferite, dopo aver chiesto per troppo tempo e troppo al nostro corpo di spingere l'acceleratore, di reggere le preoccupazioni altrui, di occuparci di tutto: di nostra madre, dei bambini da portare a scuola, del capo da accontentare, del collega da coprire, di un compagno assente o di una moglie sospettosa che controlla perfino le nostre e-mail o messaggi whatsapp.

Questi sono solo alcuni dei tanti esempi immaginari, ma non troppo, che chi giunge in una stanza di terapia porta con sé. Possono spingerci a occuparci di noi stessi e affidarci alle nostre parti sane che sempre sono presenti dentro di noi, risvegliando il terapeuta che in ognuno di noi è presente con l'aiuto di qualcuno che ha già maneggiato queste parti in sé e può condurci verso un percorso di cura, amore verso sé e recupero delle proprie risorse.

Non c'è debolezza nel chiedere aiuto, anzi, si è già molto più forti nell'accettare di ripartire dai propri limiti piuttosto che nel pretendere di dover essere qualche "super-eroe" che si salva da solo.

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Scritto da

Dr.ssa Claudia Montalbano Psicologa e Psicoterapeuta

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