Sintomi dell'anoressia: quali sono i segni precoci?

Non è possibile generalizzare su quali siano i sintomi dell'anoressia. Un genitore però può porre attenzione alla maniera in cui il bambino si rapporta con il cibo.

10 MAG 2012 · Tempo di lettura: min.

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Sintomi dell'anoressia: quali sono i segni precoci?

Spesso il genitore del figlio anoressico si chiede: avrei potuto accorgermene? A quali segnali non ho fatto caso? In questo articolo cerchiamo di rispondere alle domande più comuni.

Parlando di segni precoci, è importante riferirli al proprio pediatra per valutare se l'anoressia abbia cause organiche o se si tratti di un disturbo psicosomatico.

Escluse dunque le cause organiche, il medico psichiatra o psicoterapeuta dovrà eseguire una diagnosi differenziale psichiatrica o psicologica. Infatti, molte malattie psichiatriche, quali ad esempio la depressione (come chiusura dell'individuo alle pulsioni vitali), l'isteria, i disturbi dissociativi, le fobie alimentari, la schizofrenia e alcune psicosi organiche possono determinare una mancanza di appetito o un rifiuto del cibo.

Anche in ambito psicologico, sono comunque da prendere in considerazione molte condizioni in cui i figli usano il rapporto con il cibo come modo per comunicare un dissidio con i genitori: il rifiuto del cibo può esprimere pertanto una vendetta, una ribellione, un bisogno di attirare l'attenzione, una trasgressione, etc. Relativamente alle problematiche scolastiche, sono estremamente frequenti condotte di digiuno o vomito mattutino, specialmente se tali conflitti non vengono verbalizzati e comunicati.

Per queste ragioni, che riguardano la necessità di una diagnosi differenziale completa, può essere corretto non fornire ai genitori la descrizione sterile di una serie di sintomi che possono essere interpretati in modo allarmistico o veicolare le paure stesse dei genitori.

Il nostro approccio

In base alla nostra impostazione, preferiamo non generalizzare e seguire in maniera specifica caso per caso. In ogni caso, sarebbe consigliabile che il genitore leggesse questi sintomi in modo molto impersonale, ricordando che potrebbero essere riferiti a molteplici cause. Ancora più che un'etichetta di malattia, sarebbe auspicabile infatti che il genitore si aprisse a una conoscenza più profonda della personalità dei figli.

Come reagisce il bambino al momento dei pasti?

In generale, sarebbe importante che i genitori prestassero attenzione al modo in cui il figlio si rapporta alla propria immagine corporea e all'alimentazione. Potrà valutare, pertanto, il modo in cui il proprio figlio vive il rapporto col cibo:

  • se il mangiare è vissuto con gioia, o al contrario con sospetto, come un elemento nocivo che fa perdere la stima di sé;
  • se il ricevere viene vissuto come un atto di amore oppure come un “divorare" (in senso distruttivo);
  • se l'espellere viene vissuto in modo perverso e assimilato a un atto creativo;
  • se il bambino/ragazzo organizza intorno all'alimentazione dei rituali, come l'isolamento, lo spezzettare il cibo in tante piccole parti, con l'idea che “scivoli giù" meglio, il nascondere il cibo in luoghi segreti;
  • se la stima di sé è veicolata esclusivamente dall'immagine corporea, anche se paradossalmente si osserva spesso una tendenza al misticismo come negazione assoluta del corpo;
  • se la personalità tende al perfezionismo ossessivo, all'ambivalenza o all'aggressività auto- o etero-diretta;
  • se si osservano comportamenti regressivi; se il bambino/ragazzo mette in atto condotte di eliminazione (vomito autoindotto);
  • se il bambino/ragazzo controlla ossessivamente il peso sulla bilancia e si rifiuta di raggiungere un peso nella norma;
  • se nell'adolescenza vi è un abuso di farmaci lassativi o diuretici.

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Commenti 1
  • fabio

    Salve, chiedevo se l'anoressia può manifestarsi anche nel neonato, con episodi di rifiuto del latte materno e più avanti, vomito.

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