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Sintomatologia dell'ansia

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Il seguente articolo tratta della sintomatologia dell'ansia e il significato relazionale ad esso correlato.

30 MAR 2017 · Tempo di lettura: min.
Sintomatologia dell'ansia

L'ansia rappresenta l'espressione di un malessere il cui significato va rintracciato all'interno della propria storia. Essa si presenta con un insieme di sintomi fisici che in un primo momento fanno sospettare l'insorgenza di una malattia organica. In questi termini essa porta alla confusione mentale di fronte la quale la persona con sintomatologia ansiogena, tende a combatterla entrandoci in sfida. Basterebbe prendersi del tempo per stare con se stessi, eppure l'essere umano è così strettamente legato alle proprie zone ombra che fa a fatica a vedersi, ad identificarsi come persona.

Entrano in campo gli attacchi di panico, episodi di ansia generalizzata, i quali, attraverso modalità forti e crude, ci mettono nella condizione di prendersi cura di sé. Prendendo in esame la storia familiare di una persona che manifesta tale sintomatologia, si può notare, in alcuni casi, esperienze di accudimento invertito, ovvero svariati episodi in cui si è percepita l'assenza di un genitore sicuro, protettivo ed adulto al punto tale di porsi come "terzo genitore" all'interno della coppia genitoriale. In questo caso si sviluppa una forte resistenza ad affidarsi e fidarsi delle e nelle relazioni, non avendo sperimentato in prima persona un legame di attaccamento solido con i propri genitori.

L'infante infelice cresce con l'idea di una rigida indipendenza, che lo porta a non chiedere aiuto, riempiendo i propri vuoti i appartenenza con relazioni compensatorie. Il dolore non viene ascoltato, piuttosto negato al punto che si manifesta una sintomatologia ansiogena che porta alla luce il malessere taciuto per anni. Questa problematica fa percepire all'individuo affetto, sensazioni di soffocamento e di depersonalizzazione, poiché per anni si è messo su un piano periferico della propria vita. Spesso le persone con questo disturbo amano buttarsi nelle intemperie della quotidianità e vivere una vita da martiri; non a caso tra i sintomi fisici dell'ansia si riscontra la sensazione di perdere il respiro, così come nelle tempeste.

È probabile che gli essere umani mettano in atto una specifica funzione nelle relazioni con l'altro, senza la quale non saprebbero riconoscersi: prendiamo come esempio il ruolo del "collante" all'interno della propria famiglia d'origine. In questo caso il figlio tende, a suo modo, a tenere unite due unità genitoriali o l'intero sistema familiare. Questa modalità relazionale implica una scarsa attenzione su di sé. Il corpo, per primo, ci avverte che è arrivato il momento di smettere di non pensare a sé. Prendersi la responsabilità della vita degli altri, comporta venire meno alla propria, ed è necessario scegliere di vivere per sé per cercare la cura della propria infanzia infelice. In questo sono necessari tre elementi: auto-consapevolezza, auto-coscienza e coraggio.

Scritto da

Dott.ssa Cristina Falconetti

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