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Sindrome dell'impostore: che cos'è e come nasce

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

​Avete mai sentito parlare della sindrome dell'impostore?

16 OTT 2019 · Tempo di lettura: min.
Sindrome dell'impostore: che cos'è e come nasce

Negli anni '70 un gruppo di psicologhe cliniche avrebbe intervistato dozzine di donne di successo e notato che c'era qualcosa di strano. Sebbene sulla carta queste persone avessero raggiunto ottimi risultati, le donne in questione sostenevano di temere di essere arrivate a quei livelli per puro caso o per errore.

I ricercatori chiamarono questa sensazione "la sindrome dell'impostore" e si accorsero che non riguardava soltanto donne di successo, ma anche persone nei più disparati ambiti della vita. Le psicologhe in questione, Pauline Rose Clance e Suzanne Imes, avrebbero lavorato per 5 anni con più di 150 donne classificate come "di elevato successo", incluse le studentesse di merito, professioniste con PHD o con ruoli da leader nei loro settori. Clance e Imes hanno raccolto svariate testimonianze di queste donne circa la loro percezione relativa alla posizione da loro ricoperta, e hanno notato un tendenza marcata a negare ogni evidenza esterna che contraddicesse la loro credenza che in realtà loro non fossero intelligenti abbastanza.

Più tardi si è visto che il fenomeno non riguarda solo le donne. In uno studio del 1985, è emerso che i maschi riportavano punteggi più alti alla sindrome dell'impostore delle donne. Mentre uno studio del 2018 ha fatto emergere che sia gli uomini che le donne vivono questo fenomeno, sebbene abbiano reazioni differenti a riguardo.

Dr. Valerie Young ha spiegato alla British Psychological Society che la situazione gioca un ruolo importante nello stabilire quanto un soggetto possa vivere il fenomeno della sindrome dell'impostore. Se uno studente iscritto ad un corso di laurea triennale in letteratura inglese o in arte non ha la sensazione di essere poco qualificato per quello che studia, una volta giunto alla magistrale lei o lui può tuttavia cominciare a sentirsi non all'altezza della situazione in merito al fattore culturale.

Allo stesso modo, frequentare l'università o lavorare in un paese diverso da quello di origine, o essere i primi a ricoprire nella famiglia un ruolo professionale importante, o essere tra i pochi a ricoprire una posizione in un determinato campo, sono tutte esperienze che non si modificano negli anni.

Ma perché le persone che riportano risultati oggettivamente di successo si sentono in questo modo rispetto agli altri? Clance avrebbe scoperto che la personalità e l'educazione di una persona giocano un ruolo fondamentale in questo.

Pare che soggetti con maggiore introversione, ansia, vergogna e il bisogno di sembrare intelligenti abbiano una maggiore probabilità di esperire il fenomeno della sindrome dell'impostore. Allo stesso modo essere cresciuti in un ambiente familiare iperprotettivo, di scarso supporto e svalutante può essere un ulteriore fattore incisivo.

Per quanto riguarda le donne chiaramente entra in gioco anche la questione relativa all'attenzione rivolta ai ruoli legati al genere.

Altri fattori significativi sono il perfezionismo, bassa autostima, depressione, ansia, aspettative elevate, eccessivo automonitoraggio con particolare focalizzazione sull'autostima, uno stile attributivo interno, identità razziali. È sorprendente, inoltre, riscontrare come le persone "affette" da questa sindrome esibiscano sentimenti di colpa per essere dove si trovano, credendo spesso che in qualche modo non sia giusto, specie nei confronti di amici e familiari.

Tale sentimento di colpa correla positivamente con la paura del successo. Pensi anche tu di non essere meritevole di quanto hai ottenuto a lavoro o a scuola? Pensi di sentirti un impostore? 

Articolo della dottoressa Maria Teresa Caputo, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Campania.

Scritto da

Dott.ssa Maria Teresa Caputo

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