Settembre: il mese Mondiale per l'Alzheimer

Settembre è in tutto il mondo il Mese Mondiale per l'Alzheimer. In questo modo si cerca di sensibilizzare e rendere più consapevoli riguardo questa e altri tipi di demenze.

22 SET 2021 · Tempo di lettura: min.

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Settembre: il mese Mondiale per l'Alzheimer

Settembre è il Mese Mondiale dell'Alzheimer, istituito nel 2012, per sensibilizzare e rendere maggiormente consapevoli riguardo questa e altri tipi di demenze. Il culmine è il 21 del mese, riconosciuto come la Giornata Mondiale dell'Alzheimer.

Il morbo di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa caratterizzata da un'inevitabile, ma lenta, progressione dei deficit cognitivi. Vediamo che cosa significa tutto questo.

L'Alzheimer è una patologia neurodegenerativa poichè implica una perdita di neuroni che si verifica soprattutto a carico di una struttura cerebrale antica chiamata ippocampo, fortemente associato ai processi di memoria - e della corteccia cerebrale, necessaria per il passaggio delle informazioni da un'area all'altra. Nei soggetti con morbo di Alzheimer si formano degli aggregati extracellulari di una proteina, la beta-amiloide. Si formano così placche di beta-amiloide e aggregati neurofibrillari della proteina Tau.

Le funzioni cognitive indicano i vari processi mentali e neurali, attraverso i quali la nostra mente elabora informazioni per produrre una risposta comportamentale. Tra esse riconosciamo la memoria, il linguaggio, l'attenzione, le abilità spaziali e le cosiddette funzioni esecutive - o di ordine superiore - per indicare processi più complessi quali il ragionamento, il problem solving e così via.

Ci si potrebbe quindi chiedere: l'Alzheimer colpisce solo la memoria?

La risposta è no, anche le altre funzioni cognitive ne sono compromesse. Inoltre si riscontrano sintomi comportamentali poichè i soggetti con questa patologia possono sperimentare sentimenti di depressione, apatia, aggressività o anche cambiamenti importanti nell'alimentazione o nel sonno. Inoltre, vi sono anche difficoltà di tipo funzionale, legate cioè all'autonomia. Per poter porre diagnosi di Alzheimer è necessario infatti che il paziente abbia perso l'autonomia nello svolgimento di attività di vita quotidiana (ad esempio lavarsi, vestirsi in modo corretto, difficoltà nell'uso del telefono).

Molti pensano che l'Alzheimer sia una patologia legata esclusivamente alla genetica, ma non è esattamente così. La genetica infatti è responsabile delle forme precoci di questa demenza, che si manifestano cioè prima dei 40 anni. Ci sono molti altri fattori, compreso lo stile di vita e le patologie pregresse che possono contribuire all'insorgenza del disturbo. Infatti avere patologie come diabete, disturbi cardiovascolari, ipertensione possono contribuire allo sviluppo della malattia. Inoltre studi scientifici mostrano che una vita sedentaria senza svolgere esercizio fisico, il fumo e bere alcolici possono essere anch'essi fattori di insorgenza.

Uno stile di vita sano, anche da anziani, migliora drasticamente la qualità della vita e previene alcune tipologie di disturbi!

Tuttavia l'Alzheimer non coinvolge soltanto il soggetto che ne è affetto, ma tutto il nucleo familiare. Prendersi cura di queste persone può essere difficile in primis per i caregiver, che ne devono affrontare i cambiamenti comportamentali, nonchè dedicarsi quasi totalmente all'assistenza e al sostegno, trascurando la propria vita privata e le proprie emozioni.

L'Alzheimer non è curabile, ma il declino cognitivo di grado lieve-moderato può essere rallentato nella progressione. In che modo? Per prima cosa, bisogna fare prevenzione, informare sul disturbo e fare delle valutazioni neuropsicologiche periodicamente per coloro che hanno più di 65 anni, in modo tale da controllare il declino o meno delle funzioni cognitive. Inoltre alcune strutture e alcuni professionisti mettono in atto dei trattamenti di potenziamento e stimolazione cognitiva, finalizzati a rinforzare le abilità che non sono ancora perse, contrastando il declino cognitivo e favorendo i meccanismi di compensazione.Inoltre, è importante non lasciare solo l'anziano, ma anzi cercare di non isolarlo e stimolare la socializzazione fintantoché le abilità linguistiche sono preservate.

In occasione della Giornata mondiale dell'Alzheimer quindi, informatevi, informate e siate consapevoli dei vari aspetti della malattia!

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Scritto da

Dott.ssa Beatrice Filiputti

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