Se i genitori si separano: come, quando e che cosa dire ai figli

Divorziare è difficile, ma in un momento così delicato le ricadute maggiori rischiano di essere sui figli. Bisogna riuscire a comunicare loro che non si smetterà di essere presenti

9 GIU 2015 · Tempo di lettura: min.
Se i genitori si separano: come, quando e che cosa dire ai figli

La comunicazione della separazione ai figli costituisce un punto nodale del percorso separativo dei genitori, che pur presi dai propri travagli sentimentali, dovrebbero mettere in primo piano questa comunicazione. I figli hanno già compreso le tensioni familiari, anzi le hanno respirate, ma è loro dovuto essere informati della decisione di papà e mamma, oltre all'essere rassicurati dei cambiamenti che coinvolgeranno la vita di tutto il nucleo.

L'impatto della separazione sui figli

Per i figli, grandi o piccoli che siano, non essere preparati agli eventi che precedono e seguono la separazione dei genitori può rappresentare un rischio per la loro crescita e la loro stabilità emotivo-affettiva.

La perdita di riferimenti e di abitudini può rendere i minori più fragili, disorientati rispetto alla nuova vita e ai cambiamenti di rapporto, specie con il genitore non collocatario e la sua famiglia di origine.

Il contratto matrimoniale può sciogliersi, l'essere genitori è una responsabilità che non ha scadenza!

Come reagiscono i figli ai conflitti genitoriali?

Premesso che i figli, percepiscono, fin dall'esordio, quando le cose non vanno bene tra gli adulti, se lo stress connesso alla situazione conflittuale rende difficile per un genitore accogliere le ansie e le paure dei figli, è utile che l'altro partner, se ne faccia carico, o che entrambi chiedano aiuto specialistico, per proteggerli dagli effetti destabilizzanti del conflitto o del silenzio angosciante.

Cosa evitare loro?

Spesso, i genitori, così arrabbiati l'uno con l'altro, utilizzano i figli,più o meno consapevolmente, coinvolti , nei loro scontri, producendo una sorte di "triangolazione".

É buona regola tener presente che i minori non devono fungere da:

  • Intermediari tra i genitori
  • Riconciliatori
  • Capri espiatori
  • Confidenti dell'uno o dell'altro o di entrambi

In età scolare (6-10 anni)

I bambini compresi entro questa fascia di età, di fronte alle tensioni domestiche, sono alle prese con la necessità di trovare spiegazioni, rispetto a quanto sta accadendo, e tendono ad attribuire a sé la responsabilità delle incomprensioni tra gli adulti.

Perché è importante parlare con i bambini?

Il "caregiver", ovvero colui che si prende cura in prima persona della crescita e sviluppo del bambino, a partire dai primi giorni di vita, costituisce la sua "figura di riferimento", e spesso, coincide con la madre.

Una delle sue funzioni principali, è quello di infondendogli sicurezza, e spiegare che quanto sta accadendo, non ha a che fare con alcuna sua responsabilità. Ciò contribuisce a fornirgli tranquillità e sostegno.

Tra le reazioni più frequenti, in questa fascia di età, spiccano:

  • Difficoltà a concentrarsi,
  • Ricaduta sulla resa scolastica, poiché la mente è occupata da altri pensieri

A seguire:

Tristezza, senso di colpa, desiderio di riconciliazione tra papà e mamma, capricci, condotte regressive, maggiori richieste di attenzioni, bugie, possibili disordini alimentari, incubi notturni, difficoltà di addormentamento o risveglio precoce.

In età pre-adolescenziale ed adolescenziale (11-14/ 15-18)

I figli più grandi hanno un ruolo più attivo e sono consapevoli della possibilità che anche i propri genitori, possono separarsi, anche attraverso un confronto diretto con i pari, a partire dalla conclusione della scuola materna.

In queste fascia di età le reazioni reazioni sono differenti:

  • Non si prestano ad essere "usati" come intermediari,
  • Possono schierarsi con l'uno contro l'altro, come opporsi ad entrambi
  • Può affiorare anche il desiderio di non incontrare il genitore che esce di casa, specie se è già presente un nuovo partner-sostituto con o senza figli propri

Cosa dire loro?

La comunicazione è un atto dovuto ai figli dai loro genitori.

É opportuno che papà e mamma siano entrambi presenti in questa fase delicata. Opportuno che venga comunicato che entrambi sono in crisi l'uno con l'altro e l'amore di un tempo si è spento come coppia, mentre resta invariato quello come genitori.

Rassicurarli sul fatto che potranno sempre farvi riferimento. Dettagli più intimi, in questa prima fase, sono impropri e inutili. Iltempo aiuterà a meglio comprendere e approfondire le domande dei figli. Va evitata la reciproca svalorizzazione, piuttosto che auto-accuse. Non è di questo di cui necessitano i ragazzi, ma rassicurazione che qualcuno si prenderà cura di loro.

Dott.ssa Annalisa Orsenigo

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1 Commenti
  • Proietti Antonella

    Sono contenta di vedere che ci sono siti simili, che alleggeriscono il peso di simili e grandi problematiche che uno porta dentro. Così delicate che non si possono raccontare in giro. E poi, comunque anche se si potesse, sono questioni che richiedono esperienze e studi professionaliesperienze e studi professionali

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