San Valentino ti odio...o no? Lo psicologo consiglia

Avete mai pensato che forse San Valentino non è una cosa seria? Che non arriverà nessuna invasione di cavallette se lo viviamo con un po' di ironia...

10 FEB 2015 · Tempo di lettura: min.

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Foto di freedigitalphotos.net

San Valentino è alle porte e come tutti gli anni le aspettative su questa festa si ripropongono come i peperoni arrostiti dopo cena. Dalla dolcezza all'acidità di stomaco per le aspettative deluse...ma non dev'essere per forza così!

Come il Natale, il San Valentino arriva carico di fantasie, come fosse l'unico giorno dell'anno in cui una coppia può o deve dimostrarsi il suo amore, portando con sé la stessa ansia e fretta che s'impossessa di noi nel momento in cui ci accorgiamo che stanno per scadere i punti della tessera del Conad.

E cosa succederebbe se per una volta provassimo a pensare che San Valentino non è una cosa seria? Dite che la razza umana sopravvivrebbe? Secondo me non arriverebbe l'Armageddon e non si solleverebbero i mari, le cavallette rimarrebbero al loro posto e Superman non dovrebbe salvare il mondo dalla distruzione imminente.

Che poi a cosa serve San Valentino?

Attenzioni e carinerie se ne possono rivolgere al partner anche nei giorni normali, perché ne vogliamo un'overdose tutta in un solo giorno? Perché vogliamo essere così smielati da auto indurci il diabete il 14 febbraio?

L'amore non dovrebbe essere soggetto a una data, o no?

Quindi basta aspettative per questa festa.

  • Basta a quelle coppie che vedi litigare tutto l'anno come si trovassero alla finale di giochi senza frontiere, e che per San Valentino sembrano il distributore automatico della baci perugina.
  • Basta all'appuntamento dell'ultimo secondo solo per sentirsi meno soli, come se si potesse rimediare alla solitudine come si rimedia alla spesa non fatta con i 4 salti in padella della Findus.
  • Basta immaginare la proposta di matrimonio per San Valentino, che diciamocela tutta, non è nemmeno originale!
  • Basta fare facce schifate se il regalo non è quello che stava sulla pagina della rivista lasciata guarda caso sul tavolo della cucina.
  • Basta ai mariti che si immaginano la moglie come casalinga sexy e alle mogli che pretendono il principe azzurro.
  • Basta con le aspettative alle 50 Sfumature di Grigio, che anche Grey fra qualche anno avrà la pancetta.
  • E soprattutto basta a quelle coppie che vanno d'accordo tutto l'anno e che prese dall'ansia di festeggiare il San Valentino nella maniera perfetta finiscono per essere più stressati degli impiegati delle poste il giorno delle pensioni.

Che ne dite, ce la possiamo fare?

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Fonte Pinterest - Her Campus

Lo psicologo consiglia:

San Valentino è una festa simbolica che rappresenta un richiamo all'amore. Il consumismo ne ha colto ben presto il lato materiale e ha lentamente trasformato questo evento in un momento in cui è d'obbligo dimostrare materialmente il proprio amore all'interno della coppia attraverso regali più o meno costosi, profumi, cioccolatini, cene romantiche opportunamente rincarate…

È chiaro che l'Amore, quello con la A maiuscola, non lo si dimostra solo il 14 di febbraio ma soprattutto i restanti 364 giorni dell'anno. Ciascuno di noi, ovviamente, si lascia in parte affascinare da quest'atmosfera tutta densa di cuoricini rossi: un semplice fiore o un biglietto scritto a mano penso possano ben rappresentare il nostro attaccamento al partner. Il resto rappresenta comunque una cornice, piacevole sicuramente, ma pur sempre una cornice… Dimostrare amore tutti i giorni, nei momenti difficili e faticosi, esserci anche quando vorremmo scappare sono i tratti fondamentali per una serena vita di coppia, in grado di tutelarci sia da continue crisi coniugali e liti furiose sia da stress organizzativi legati all'evento imminente.

Piuttosto concedetevi una giornata tutta per voi: anche un film con popcorn sdraiati sotto una coperta sul divano di casa o una cena casalinga a lume di candela possono rendervi pienamente partecipi della festa di San Valentino.

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Scritto da

Dott. Matteo Monego Linkedin

Psicologo Nº iscrizione: Albo degli Psicologi della Lombardia 03/6719

Laureato a Torino, laurea quinquennale in Psicologia Clinica e di comunità, nel 1999 si abilita alla professione di psicologo. Successivamente consegue l’abilitazione alla psicoterapia, dopo aver frequentato il corso quadriennale di specializzazione in psicoterapia interattivo-cognitiva. Dal 2004 svolge privatamente la professione di psicologo e psicoterapeuta.

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Commenti 1
  • Donatella Pellettieri

    Peccato che non tutti possano festeggiarlo, per questo non dovrebbe esistere, perché risveglia l'amarezza di chi non ha avuto la fortuna di trovare un partner, nonostante avesse molti pregi.

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