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Sacrifici in amore: fino a che punto sono sani?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Rinunciare ai propri bisogni e ai propri obiettivi, non fa altro che sgretolare l’amore e la relazione di coppia.

15 NOV 2018 · Tempo di lettura: min.
Sacrifici in amore: fino a che punto sono sani?

«Se l'amore non sa come dare e prendere senza limitazioni, non è amore, ma una transazione che non manca mai di aggiungere stress a un più e a un meno», Emma Goldman.

L’idea dell’amore romantico, che ha ancora molto influenza tutt’oggi, ci ha insegnato che questo sentimento è legato alla sofferenza. Ma se nei romanzi o nei film questa idea può sembrare addirittura poetica, nella vita reale non è così.

Siamo sicuri che l’amore debba essere sempre e comunque collegato al fare sacrifici?

Senza dubbio, avere un partner (o più di uno, nel caso delle relazioni poliamorose) vuol dire fare compromessi. Ciò vuol dire che la coppia ha bisogno di una comunicazione costante per poter raggiungere degli accordi con il fine di raggiungere un obiettivo che è vantaggioso per entrambi, anche se può portare ad alcune rinunce da entrambe le parti.

Tuttavia, spesso, uno dei due partner decide spontaneamente di doversi sacrificare per l’altro perché pensa che in questo consista l’amore. Allo stesso tempo, ci aspettiamo che anche l’altro si sacrifichi per noi e, se ciò non succede, ci sentiamo frustrati e poco amati. Pian piano si crea un “debito”. Se io ho fatto tutto questo per te, perché tu non fai lo stesso? Si vuole obbligare l’altro a sacrificare la propria identità come abbiamo fatto noi, arrivando a mettere in atto, praticamente, un ricatto emozionale.

Rinunciare ai propri bisogni e ai propri obiettivi non fa altro che sgretolare l’amore e la relazione di coppia - oltre che la propria identità. I sacrifici non sono assolutamente compromessi basati sulla comunicazione, ma rinunce personali che possono avere un costo altissimo a livello psicologico e vitale. A lungo andare, inoltre, quando vediamo che l’altra persona non contraccambia i sacrifici, inizieranno a fioccare le accuse.

Questa dedizione radicale non ha nessun tipo di vantaggio, né per il partner né per sé stessi. Una relazione è formata da persone con la propria personalità e individualità. Se si rinuncia a una parte di sé stessi per poter mantenere in piedi a tutti i costi il rapporto, stiamo scegliendo la strada sbagliata.

Qual è il limite di questi sacrifici? Molti avranno fatto scelte per la propria relazione. Ma siamo sicuri che queste decisioni, ad esempio un trasferimento per raggiungere il partner, si possano denominare “sacrifici”? Sicuramente è stata una scelta meditata in cui i vantaggi (stare vicino al partner, formare una famiglia, ricominciare una nuova vita, ect.) sono stati valutati come più importanti degli svantaggi.

Nonostante ciò, i sacrifici diventano tali quando alla base della rinuncia non c’è un compromesso o una serie di benefici personali e per la coppia, ma semplicemente l’ideale di amore romantico: l’idea del sacrificio per il sacrificio, l’immolarsi per amore.

Il compromesso e la disponibilità ad appoggiare il partner sono caratteristiche molto più sane e utili per una relazione rispetto al sacrificio costante. Ovviamente, ciò non vuol dire che spesso i compromessi non possano essere complessi o soggetti a rinunce. Tuttavia, in questo caso, prendiamo una decisione di comune accordo e con totale libertà, senza un obbligo morale nei confronti del sacrificio.

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