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Ritardo nello sviluppo del linguaggio: quando intervenire

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Cosa fare se notiamo che nostro figlio è indietro nel linguaggio rispetto ai suoi coetanei? Quando rivolgersi a uno specialista? Ne parliamo in questo breve articolo.

5 LUG 2019 · Tempo di lettura: min.
Photo by Ramin Talebi

"Mio figlio ancora non parla!"

Una delle richieste più frequenti ai servizi di psicologia per la prima infanzia è rappresentata dal ritardo dello sviluppo linguistico: il 5-6% dei bambini in età prescolare presenta qualche forma di deficit linguistico, tra cui uno sviluppo del linguaggio tardivo (late talkers). Tuttavia, dal momento che la comparsa e lo sviluppo dell'abilità comunicativa è molto variabile da bambino a bambino tra i 12 e i 36 mesi, sono pochi i genitori che pervengono a una consulenza specialistica prima di questa età. È vero infatti che molti bambini sembrano faticare nel parlare e hanno un vocabolario povero rispetto ai loro coetanei, ma spesso il ritardo è transitorio e recuperano entro i 4 anni di età. Questi sono i cosiddetti late bloomers (Vicari, Caselli, 2002).

Ma allora quando è bene rivolgersi a uno specialista se si nota che il proprio bambino è lento ad apprendere il linguaggio?

In realtà, come spesso accade per i disturbi dell'infanzia, prima si interviene meglio è: individuare per tempo eventuali difficoltà fa sì che queste non si trasformino in veri e propri disturbi e permette di monitorare nel tempo l'andamento dello sviluppo progettando possibili interventi di riabilitazione individuali. Il deficit linguistico prescolare infatti, se trascurato, può dare seguito ad altri tipi di disturbi, come quelli dell'apprendimento e le difficoltà scolastiche in età scolare.

A quali segnali prestare attenzione?

A cosa bisogna far caso allora se si sospetta un ritardo nello sviluppo del linguaggio? I genitori faranno bene a prestare attenzione a questi segnali:

  • assenza di lallazione (ripetizione sillabica) tra i 5-10 mesi
  • un vocabolario di poche parole (<10) a 18-20 mesi
  • nessuna combinazione di parole fra i 21-30 mesi
  • difficoltà nell'articolare i suoni o specifiche lettere/sillabe
  • il bambino/a ha difficoltà ad interagire con gli altri
  • il bambino/a sembra non comprendere le richieste che gli vengono fatte.

Cosa fare se si presentano questi segnali?

Se notiamo più di questi fattori è consigliabile rivolgersi a uno specialista che, attraverso specifici strumenti diagnostici potrà definire la natura del problema e suggerire un eventuale intervento logopedico o di altro tipo. Sia i servizi territoriali, come gli ambulatori di neuropsichiatria infantile, sia gli psicologi specializzati in questo ambito possono essere di riferimento per una valutazione formale e chiarire ogni dubbio ai genitori.

Attraverso un'anamnesi specifica e una valutazione cognitiva e linguistica l'esperto potrà analizzare il livello di sviluppo del bambino, tenendo sempre in considerazione il punto di vista dei genitori e le loro preoccupazioni.

Articolo della dottoressa Consuelo del Grande, iscritta all'albo degli Psicologi del Lazio

Scritto da

Dottoressa Consuelo del Grande

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