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Risolvere l'ansia? Si può!

E' possibile uscire dal tunnel dell'ansia?

2 LUG 2014 · Tempo di lettura: min.
Risolvere l'ansia? Si può!
In Finlandia è recentemente stato condotto uno studio, pubblicato su “Proceedings of nation academy of science”, secondo cui la zona del corpo in cui le persone ansiose localizzano la loro sensazione di angoscia è il petto. A quanti non è mai capitato di sentirla?

Ma l’ansia può essere sia nemica che amica, non è da considerarsi soltanto come un problema da abbattere, ma può essere trasformata in risorsa per reagire alle emergenze, questo è quanto afferma lo psichiatra Cucchi nell’interessante libro “Vincere l’ansia con l’intelligenza emotiva” (Ed. Rizzoli).

Tutti noi abbiamo provato ansia almeno una volta nella vita, in periodi più o meno critici, e più o meno prolungati e reiterati.

Di ansia ne esistono molteplici tipi, tra i quali, i più comuni:

- L’ansia improvvisa e inattesa, che arriva sottoforma di crisi acuta, è quanto di più simile al panico. Conferisce la sensazione di non poter controllare se stessi e il proprio corpo e comporta sintomi fisici standard (accelerazione battito cardiaco, iperventilazione, tremore, sudorazione accentuata). Sintomi, che più si cerca di tenere sotto controllo, più si acuiscono.

- L’ansia da prestazione legata a un episodio particolare, a una prova che si deve affrontare (esame universitario, discorso pubblico, colloquio di lavoro). La sensazione è quella di non potercela fare, non ci si ricorda ciò su cui ci si è preparati, sfugge la concentrazione. Se questo stato di ansia non si placa rischia di compromettere i risultati.

- L’ansia perenne, costante, subacuta. Comunemente chiamata tensione, corrisponde a una sensazione di allerta quotidiana, non ascrivibile a una ragione circoscritta. È quella dei genitori iperapprensivi, di chi si appresta a ogni novità con timore che possa andare male, di chi soffre di insonnia perché assalito da pensieri invasivi.

-L’ansia del futuro, quella che più deriva dallo stato sociale attuale: determinata dalla precarietà economica e lavorativa, dalla pre-occupazione costante circa le proprie sorti future. Distoglie le energie dal presente, dai suoi aspetti positivi, e immobilizza.

Come espilicitato nel titolo, esistono numerose e diversificate soluzioni per l’ansia

Da quelle classiche, come una buona psicoterapia individuale o di gruppo, che aiuta a riconoscere le proprie emozioni, a nominarle e può far emergere gli aspetti personali sottesi a una simile reazione; a quelle più naturali e meno squisitamente psicologiche, quali i Fiori di Bach e l’omeopatia (Pagnanelli “L’ansia, una straordinaria forma di emozione”). Nessun rimedio esclude l’altro, il sincretismo permette di conoscere meglio se stessi e migliorarsi.

A tal proposito è ormai assodato quanto possano essere utili per i disturbi d’ansia le visualizzazioni, soprattutto se sistematizzate all’interno di un percorso di Training Autogeno.

Questa tecnica (Schultz, 1932) è stata messa a punto con lo scopo di autoindursi uno stato di calma e rilassamento, che ha benefici potenti e duraturi sullo stato di salute psicofisico. È una tecnica di straordinario successo proprio perché si basa sul ricreare nella persona quella connesione mente – corpo, che è già per natura insita in ognuno, ma che troppo spesso ci si dimentica.

Ciò che conta è non avere ansia per la propria ansia, ma cominciare fin da subito a fronteggiarla, per poterla conoscere e gestire, accettando di essere emotivi e non infallibili, per fortuna.

 

Scritto da

Centro Clinico Brescia

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