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Rimanda ad oggi quello che puoi fare oggi

Procrastinare: rimandare al futuro quello che dovremmo fare nel presente. Rischi e strategie per gestire al meglio quello che comunemente tendiamo a fare.

19 SET 2019 · Tempo di lettura: min.
Rimanda ad oggi quello che puoi fare oggi

Viviamo in un'epoca così talmente piena di impegni, programmi, scadenze, cose da fare che ci sembra impossibile riuscire a fare tutto nel poco tempo che abbiamo a disposizione, per tale motivo il più delle volte non facciamo altro che "procrastinare", ossia rinviare ad un futuro più o meno lontano quell'impegno, quell'appuntamento, quella cosa che dovevamo fare ma che per un motivo o un altro non riusciamo mai a portare a termine.

Procrastinare ci dà un senso momentaneo di rassicurazione, alleviandoci dall'ansia del non riuscire a fare tutto, in una vita sempre più ricca di impegni e di responsabilità: l'idea di poterci slegare momentaneamente da un qualcosa che ci preoccupa ci distende e ci fa stare più sereni.

Ma è sempre così? Siamo proprio sicuri che l'ansia, lo stress, gli impegni e le preoccupazioni quotidiane possano essere ridotte rinviando a domani quello che si potrebbe fare oggi?

Spesso le persone rimandano appuntamenti, impegni, responsabilità in maniera così rapida e automatica, rinforzati da quel senso di beneficio e tranquillità momentanei, che il più delle volte dimenticano le conseguenze negative a lungo termine: gli impegni aumentano, l'ansia torna più forte di prima con ruminazioni del tipo "perchè non l'ho fatto prima?", e pensieri rimuginanti "devo fare quella cosa". Sì, perchè purtroppo non abbiamo deciso di risolvere la situazione ma solo rinviarla al giorno dopo o, ancor peggio, a data da stabilire.

Procrastinare non è sbagliato, è però normale che adottare uno stile di vita dove è automatico rinviare continuamente decisioni, scelte e azioni non è di sicuro il modo migliore per vivere una vita sana ed equilibrata. Per questo motivo è molto importante valutare una serie di aspetti prima di scegliere se procrastinare o meno.

1) Il periodo che sto vivendo mi permette realmente di procrastinare?

Generalmente periodi di forte stress con grandi carichi lavorativi ed impegni a 360 gradi sono le situazioni in cui più facilmente decidiamo di rinviare. Le vacanze estive sono l'esempio emblematico della procrastinazione, ma con settembre inoltrato ci si trova a fare i conti con tutto ciò che qualche mese prima è stato sottoposto al classico "se ne parla dopo le vacanze", a cui ovviamente aggiungere il carico di tutti gli impegni che lo stesso settembre comporta. In genere, sarebbe preferibile un'attenta pianificazione attraverso la quale valutare se e cosa procrastinare, soprattutto quando ci si trova in periodi di forte carico e stress. Anche perchè oscilliamo continuamente tra "lo faccio oggi" e "lo faccio domani", trascurando quasi sempre il fatto che il "domani" sarà a sua volta ricco e carico di impegni a cui dovremmo aggiungere ciò che non abbiamo fatto il giorno prima. Sarebbe molto più appropriato, invece, pianificare i propri impegni, valutando con attenzione se e cosa procrastinare.

2) Cosa procrastinare?

Capiterà sicuramente di non riuscire a svolgere in una sola giornata tutto ciò che ci siamo prefissati di fare, e per forza di cose ci si troverà a rinviare qualcosa, ma cosa? Per combattere lo stress da procrastinazione è sicuramente fondamentale avere uno schema mentale dei propri impegni e delle proprie scadenze, suddividendo il tutto in almeno 3 categorie: emergenze (devo risolverle oggi!), cose importanti (necessitano di particolare attenzione, e se non risolte quanto prima potrebbero trasformarsi in emergenze), cose meno importanti (posso anche rinviarle, ma fai attenzione a quanto e a cosa procrastini). Può aiutare a valutare se e cose procrastinare chiedersi:

  • "è importante che lo faccia oggi?";
  • "ho le risorse per poterlo fare?";
  • "ho tempo a disposizione per poterlo fare?".

Il rispondere "sì" ad almeno 2 domande su 3 rende quell'impegno in gran parte fattibile ma importante, il rispondere "sì" alla prima domanda rende quell'impegno una possibile emergenza. Nello scegliere cosa rinviare, inoltre non dobbiamo mai dimenticare di dedicare del tempo a noi stessi: sì, perchè nella stragrande maggioranza dei casi può capitare che ciò che rinviamo non sono solo impegni e responsabilità, ma anche e soprattutto cose che ci fanno stare bene. La mindfulness ci insegna, ad esempio, a vivere nel momento presente e a trattare noi stessi e la nostra vita con gentilezza, imparando a ritagliare anche dei piccoli spazi da dedicare completamente al nostro benessere (una meditazione breve, come quella sulla consapevolezza del respiro può durare in media dai 3 ai 7 minuti ripetuta almeno due volte al giorno, possibile che non si trovi un tempo così minimo da dedicare a se stessi?).

3) Vivo una relazione complicata con la mia ansia?

Consideriamo anche un altro aspetto, non meno importante degli altri due: come gestisco la mia ansia? Come ho già scritto in precedenza, procrastinare ci dà un sollievo immediato in quanto ci libera momentaneamente dall'ansia del non riuscire a fare quella cosa e dal senso di impotenza ed inadeguatezza, aumenta la nostra percezione illusoria di controllo su quella situazione. Ma è sempre così? Nel disturbo d'ansia generalizzato, per esempio, l'ansia è una condizione più o meno stabile e continua e si mantiene e si alimenta sul continuo senso di preoccupazione rispetto a cose che apparentemente, o meno, ci risultano molto importanti. Viene naturale che un qualcosa che non ho risolto oggi diverrà una preoccupazione nuova domani a cui si aggiungeranno ulteriori preoccupazioni che contribuiranno a mantenere iperattivata la mia ansia, alimentando rimuginazioni mentali (ho più tempo a disposizione per risolvere quella cosa > ho più tempo per pensarci e trovare una soluzione > più non trovo una soluzione e più ci penso > più la mia preoccupazione cresce).

Nell'attacco di panico, invece, la procrastinazione va a braccetto con l'evitamento delle situazioni che vengono percepite come potenzialmente pericolose: si rimandano viaggi in treno, uscite e tutte quelle situazioni che vengono associate all'attacco di panico, ma come un qualsiasi paliativo non risolve realmente il problema ma da maggiore forza al problema stesso.

In sintesi, alla procrastinazione sarebbe sempre meglio rispondere "non rimandare a domani quello che puoi fare oggi e, se proprio devi, pianifica e scegli con attenzione cosa procrastinare".

Articolo del dottor Dario Tufano, iscritto all'Albo degli Psicologi della regione Campania

Scritto da

Dott. Dario Tufano

Psicologo Nº iscrizione: 6652

Dario Tufano è iscritto all'Albo degli psicologi della Campania. Specializzato in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Fornisco servizio di valutazione psicologica e neuropsicologica per l'età evolutiva, per l’adulto e l’anziano. Si occupa anche di parent training per genitori con figli Dsa, Adhd e autismo.

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