Regole ai figli: SI o NO?

Spesso i genitori tendono a dare tutto il loro amore al proprio figlio. È giusto mettere delle regole a un bambino e porre dei limiti?

19 NOV 2019 · Tempo di lettura: min.

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Regole ai figli: SI o NO?

Sin da bambini, i genitori assecondano il figlio in ogni circostanza, gli permettono di praticare più sport o frequentare le migliori scuole, adempiono a ogni sua richiesta, soddisfano ogni suo bisogno e, in alcuni casi, danno a lui tutto quello che loro in passato non hanno ricevuto. Un modo eccessivo di proteggerli, tutelarli, facilitarli in quelle difficoltà che dovrebbero affrontare in prima persona per crescere. Tutto questo è certamente benevolo poichè basato sull'intento di voler limitare il più possibile le sofferenze ai propri figli, ma molto spesso sembra non bastare. Più il genitore dà e più il figlio vuole avere.

➡️ Si è innescata una circolarità viziosa: al genitore che dà c'è il figlio che riceve. In questo contesto, il figlio è abituato a ricevere tutto gratuitamente, senza alcuno sforzo o fatica per guadagnarselo e senza dare valore a quello che ha (l'ha avuto gratis), svalorizzandolo. Il risultato è che i genitori, oltre a sentirsi dire di non aver dato abbastanza, si ritrovano con figli viziati, ansiosi, incapaci e problematici. Come diceva Ippocrate, "anche il miglior medicamento, in eccesso diventa veleno".

➡️ L'importanza delle regole. Dire NO a un bambino non blocca la sua creatività, al contrario la stimola. Porre dei limiti significa permettere a lui di impegnarsi per ottenere quello che vuole, di sperimentare, di mettersi alla prova, di attingere dalle proprie risorse per affrontare le difficoltà, di sviluppare le capacità per procurarsi quello che desidera e di assumere un ruolo attivo nella ricerca di ciò che per lui ha valore.

➡️ L'intervento mira a istruire i genitori su come gestire un bambino dapprima e un adolescente poi. Si aiuteranno i genitori a:1) dire di NO in maniera costruttiva promuovendo la creatività del figlio;2) stimolare i figli verso obiettivi sempre più alti che raggiungeranno in autonomia e con fiducia; 3) diventare la guida dei propri figli nel percorso di accompagnamento verso l'adulto capace di gestire con responsabilità la propria realtà.

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Scritto da

Dott.ssa Angela Leonetti

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