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Quattro step per un rimprovero efficace

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Come utilizzare il rimprovero in modo efficace e strategico con i bambini. Alcuni spunti per riflettere.

13 APR 2016 · Tempo di lettura: min.
Quattro step per un rimprovero efficace

I rimproveri sono sempre stati oggetto di discussione e di recente sono state sollevate alcune obiezioni sulla loro efficacia.

Con alcuni bambini, motivati ad ottenere l'attenzione degli altri, i rimproveri fatti pubblicamente possono rinforzare proprio il comportamento indesiderato. Per tale motivo, i rimproveri dovrebbero essere usati con cautela. In particolare, i rimproveri privati, che solo il bambino può ascoltare, sembrano essere più efficaci.

Esiste una formulazione del rimprovero che risulta maggiormente efficace: si tratta del rimprovero centrato sul comportamento, suddiviso in 4 fasi:

  1. Descrizione del comportamento indesiderato, cercando di essere obiettivi e di evitare qualsiasi giudizio. Ad esempio: "Luigi hai dato una spinta a Sara".
  2. Spiegazione del motivo per il quale il comportamento è sbagliato. Ad esempio: "Avresti potuto farla cadere e si sarebbe fatta male".
  3. Suggerimento di un comportamento alternativo. Ad esempio: " Quando di esce dall'aula si passa uno alla volta ".
  4. Indicazione del vantaggio che deriva dal mettere in pratica il comportamento adeguato. Ad esempio: " Così facendo eviterai di fare male a qualcuno e i tuoi compagni staranno più volentieri con te ".

Questa modalità di rimprovero ha il vantaggio di evidenziare non solo il comportamento indesiderabile, ma di indicare anche quale potrebbe essere il comportamento adeguato in tale situazione. È importante evitare commenti che svalutino il bambino.

A prima vista questa modalità di rimprovero può apparire un po' macchinosa e artificiale, ma si è visto che, con la pratica, si può acquisire dimestichezza con la procedura in tempi brevi.


Riferimenti bibliografici: Cornoldi et al. (2013). ADHD a scuola. Strategie efficaci per gli insegnanti. Erickson.

Scritto da

Dott.ssa Maria Rosaria Tamborrino

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