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Quando il corpo va in ansia

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Tutti l'hanno sperimentata almeno una volta nella vita, altri ci convivono da anni, altri la stanno affrontando, ma cosa è davvero l'ansia?

2 GIU 2020 · Tempo di lettura: min.
Quando il corpo va in ansia

Tutti l'hanno sperimentata almeno una volta nella vita, altri ci convivono da anni, altri la stanno affrontando, ma cosa è davvero l'ansia?

È un'emozione complessa, una sfumatura della paura, ma soprattutto è un campanello d'allarme lanciato dall'Io che ci avverte della presenza di un pericolo.

L'Io continua a svolgere le proprie funzioni, anche se con disagio e difficoltà, e l'ansia è l'espressione di questo conflitto interno che è importante indagare e rielaborare quanto prima. L'ansia non deve pertanto essere sempre vissuta come un problema, perché può essere funzionale, attivandosi per segnalarci possibili pericoli e aiutandoci a capire cosa sta succedendo fuori e dentro di noi. L'ansia può dirci: "Attento! Stai perdendo il senso della tua vita. Dove stai andando? C'è un fine nelle cose che fai?". Diventa disfunzionale, quindi un problema, quando è immotivata, quando è scatenata da pericoli non reali ma soli supposti, prende così il sopravvento e non riusciamo più a gestirla e controllarla.

Le manifestazioni più comuni dell'ansia sono gli attacchi d'ansia e gli attacchi di panico.

L'attacco di panico è definito come un episodio breve e preciso in cui l'individuo è improvvisamente ed inaspettatamente travolto da uno stato di terrore (manifestazione più elevata della paura), manifestando i seguenti sintomi che raggiungono il picco in circa dieci minuti: palpitazioni, sudorazione, tremori, dispnea (difficoltà di respirazione, affanno), dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, sensazioni di torpore e formicolio, brividi, vampate di calore e vertigini, sensazione di soffocamento, instabilità, svenimento, testa leggera, derealizzazione (perdita di contatto con la realtà: non sapere dove si è o cosa si sta facendo), depersonalizzazione (sentirsi distaccati da se stessi), paura di perdere il controllo o di impazzire, paura di morire. La sintomatologia organica assomiglia a quella che si manifesta nelle prime fasi di un infarto, per questo il soggetto viene spesso condotto al pronto soccorso. Chi soffre di attacchi di panico ricorrenti, vive nella paura che possano ripresentarsi ovunque ed in qualsiasi momento. Questa "paura della paura" è alquanto invalidante per il soggetto e può seriamente comprometterne il funzionamento sociale e lavorativo; nei casi più gravi, infatti, egli riduce progressivamente le attività sociali e le relazioni affettive: non esce più con gli amici, smette di guidare, lascia il lavoro e non esce più di casa (vissuta come unico luogo sicuro).

La crisi d'ansia, manifestazione più comune e meno grave, presenta gli stessi sintomi dell'attacco di panico, ma diversi per intensità e durata. Si presenta in caso di paure molto forti, tali da non permettere alla mente di gestire un'emotività così intensa, ma non vi è perdita di contatto con la realtà.

Ma come affrontare e superare l'ansia?

Generalmente l'evitamento di tutte le situazioni potenzialmente ansiogene, cioè in grado di scatenare l'ansia, è la modalità prevalente di affrontare il problema; ma, in questo modo, la persona diventa schiava del suo disturbo coinvolgendo anche i familiari costretti a non lasciarla mai da sola e ad accompagnarla ovunque.

Altro metodo, fin troppo ricorrente, di affrontare l'ansia è l'assunzione di una terapia farmacologica, sicuramente utile a limitare gli episodi e a controllarne i sintomi, ma non per giungere ad una soluzione definitiva della problematica.

Solo e solamente un percorso di psicoterapia può, infatti, aiutarci a capire cosa ci sta succedendo; solo una profonda conoscenza di noi stessi può permetterci di individuare le cause profonde e realmente scatenanti della crisi d'ansia o dell'attacco di panico. Solo dopo averle individuate ed elaborate, con l'aiuto di uno psicologo-psicoterapeuta, ci si può liberare definitivamente dell'ansia. Solo la psicoterapia può aiutare a restituire la giusta importanza alle cose, costruendo un differente modo di pensare e sviluppando tecniche e capacità di rilassamento. La vita potrà così sembrare più leggera e le esperienze che la accompagneranno saranno vissute attribuendo a queste il giusto grado d'importanza. Per questo è importante non lasciarsi sopraffare dall'ansia, ma cercare di combatterla con i giusti mezzi, facendola tornare quel meccanismo positivo che ci permette di fronteggiare situazioni inattese o di particolare tensione.

Qualora leggendo quest'articolo vi ritroviate nella sintomatologia suddetta, sarà importante rivolgersi ad uno specialista psicologo-psicoterapeuta che possa effettuare una diagnosi corretta, prevenendo altri disagi e individuando una terapia adeguata.

Scritto da

Ma.Lu.A. Studio Psicologia - dott.ssa Crocicchio MariaGiovanna

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1 Commenti
  • Totaro fabio

    Io e da 4 anni che affronto ansia e attacchi di panico e depressione prendo dei medicine

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