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Quali sono le caratteristiche dello psicopatico?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Il termine psicopatico evoca facilmente nella nostra mente l’immagine di serial killer che i Mass Media ci propinano costantemente.

6 MAG 2019 · Tempo di lettura: min.
Quali sono le caratteristiche dello psicopatico?

Il termine psicopatico evoca facilmente nella nostra mente l'immagine di serial killer che i Mass Media ci propinano costantemente. Pensiamo probabilmente a personaggi come Hannibal Lecter o, per esempio, per citare la serie attualmente più seguita "il trono di spade" a Ramsay Bolton, a Joffrey Lannister e molti altri. Nella vita reale, tuttavia, gli psicopatici non sono necessariamente degli assassini brutali e sono difficili da identificare tra noi. Le ricerche dicono che l'un per cento della popolazione rientra nei criteri della psicopatia. Ma quali sono le caratteristiche dello psicopatico?

Studi effettuati da psicologi hanno rilevato che esiste uno specifico cluster di tre caratteristiche di personalità in un soggetto affetto da psicopatia. Si tratta del cluster della "Triade Oscura", dal momento che i soggetti che presentano queste caratteristiche spesso manifestano comportamenti antisociali.

Ecco le tre caratteristiche.

1. Machiavellismo

Le persone con alti livelli di machiavellismo sono essenzialmente manipolative, molto furbe e sleali. La loro priorità sta nella sete di potere e denaro. Non hanno alcun senso della morale e delle regole sociali, agiscono manipolando gli altri al fine di ottenere quello che principalmente interessa loro e mancano di senso di colpa. Pensate per esempio a cosa sono disposti a fare gli Underwood nella serie "House of Cards" per ottenere la presidenza degli Stati Uniti.

La manipolazione è la loro strategia primaria, una sorta di schema automatico che utilizzano esattamente come un tossicodipendente ricorre alla sostanza. C'è spesso una sorta di piacere dietro l'atto manipolativo che si nutre principalmente di armi come il bullizzare la vittima o ingannarla, magari fingendo di avere delle debolezze o compiacendola. Indipendentemente dall'arma scelta, lo scopo è sempre lo stesso: quello di stravolgere emozioni e comportamenti di chi li circonda. Spesso riescono a farsi apprezzare dalle persone fingendo compassione ed interesse per gli altri, fino a che il loro obiettivo viene perfettamente svelato e si rivelano per quello che sono realmente: manipolativi e centrati esclusivamente su loro stessi.

2. Assenza di empatia

Il rimorso, la simpatia, la pietà e il senso di colpa sono emozioni sociali che ci permettono di guidare il nostro comportamento all'interno delle interazioni con gli altri. L'assenza di queste emozioni genera mancanza di empatia. Questo è un elemento mancante in tutti gli psicopatici. L'assenza di empatia è quello che discrimina uno psicopatico dal resto degli altri, consentendo loro di mettere in atto comportamenti su cui gli altri possono al massimo fantasticare segretamente. Ad esempio: il professore mi ha messo un brutto voto ingiustamente, nonostante io abbia studiato tanto e la cosa mi fa arrabbiare a tal punto da volerlo prendere a pugni, ma questo desiderio difficilmente si concretizza perché sono dotato di freni inibitori. Nella psicopatia questi freni inibitori non funzionano correttamente: se uno psicopatico vuole fare una cosa, potrebbe farla per davvero.

Di fatto il controllo degli impulsi è molto basso negli psicopatici e questo genera una maggiore probabilità che attivino comportamenti violenti, pericolosi e socialmente inadeguati.

Pensate a Joker descritto nel secondo film della trilogia del Batman di Christopher Nolan.

3. Narcisismo

Le persone con alto livello di narcisismo sono egocentriche e sopravvalutano le loro qualità. Incapaci di vedere ogni loro difetto, sono portate a proiettarli negli altri. Esempio: percepisco di non essere bravo in un determinato compito, accuso ingiustamente il mio assistente di incompetenza semplicemente per gonfiare il mio ego.

Il narcisista adora ricevere complimenti ed elogi ed è incapace di gestire ogni forma di critica a cui risponde con rabbia e vendetta. In genere ha un'autostima instabile che va continuamente alimentata da conferme da parte degli altri. Per questo ogni critica è vista dal narcisista come una sorta di attacco. Essendo molto centrato su se stesso non riesce facilmente a sviluppare rapporti significativi, per questo motivo si ritrova in posizioni di autorità in cui non deve collaborare con altri e soprattutto non deve mai attribuirsi la colpa per quello che va male ma può tranquillamente addossarla agli altri.

Non è la presenza di uno di questi fattori a renderci psicopatici ma la combinazione dei tre (la triade oscura): assenza di empatia, manipolazione e narcisismo.

Articolo della dottoressa Maria Teresa Caputo, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Campania  

Scritto da

Dott.ssa Maria Teresa Caputo Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: Nº iscrizione all’Albo 5836

La dott.ssa è Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo Cognitivo-Comportamentale, iscritta all'ordine degli Psicologi della Regione Campania. Svolge la professione privatamente occupandosi di disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, lutto nell’ età evolutiva e nell’età adulta.

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