Qual è il tuo stile di attaccamento nelle relazioni?

Il nostro stile di attaccamento ha un impatto su ogni aspetto: la scelta del partner, lo sviluppo della relazione e il modo in cui termina.

17 APR 2019 · Tempo di lettura: min.

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Qual è il tuo stile di attaccamento nelle relazioni?

Qual è il tuo stile di attaccamento nelle relazioni? Scoprilo leggendo l'articolo.

Il nostro stile di attaccamento ha un impatto su ogni aspetto: sulla scelta del partner, sullo sviluppo della relazione e sul modo in cui termina. Identificare i pattern di attaccamento può aiutarci nel comprendere i nostri punti di forza e di debolezza all'interno di una relazione.

Il nostro "modello di attaccamento" si forma nella prima infanzia e continua a funzionare come modello operativo nelle relazioni quando siamo adulti, e influenza il modo in cui rispondiamo ai nostri bisogni e a quelli degli altri . Quando abbiamo un pattern di attaccamento sicuro, abbiamo sicurezza e padronanza di noi stessi tale da interagire con l'altro con disinvoltura riuscendo a bilanciare i nostri bisogni con quelli dell'altro. Mentre quando abbiamo un pattern di attaccamento ansioso-ambivalente o evitante cerchiamo un partner con un pattern di attaccamento che combacia con il nostro maladattivo, e molto spesso quella persona non sarà probabilmente la scelta adatta per renderci felici.

Per esempio, la persona con un modello di attaccamento ansioso-ambivalente sente che per avvicinarsi a qualcuno e soddisfare i propri bisogni, debba stare con il proprio partner tutto il tempo e avere costanti rassicurazioni. Al fine di allinearsi con questa credenza, molto spesso le persone con attaccamento ansioso-ambivalente cercano partner distaccati e solitari, con cui è difficile legare. Chi ha un modello di attaccamento evitante, invece, tende ad essere distante e distaccato perché ha appreso che quello è l'unico modo per accedere ai propri bisogni, ossia comportarsi come se non ne avesse. Molto spesso persone con questo pattern di attaccamento scelgono compagni e compagne possessivi e con elevate richieste di attenzione.

Per dirla in breve, pare che cerchiamo persone con pattern che confermano le aspettative dei nostri modelli di attaccamento: "scegliamo l'amore che pensiamo di meritare" (citazione dal film The Perks of Being a Wallflower).

Se siamo cresciuti con un modello di attaccamento insicuro, riproduciamo gli stessi pattern nell'età adulta anche se ci fanno male e vanno contro il nostro interesse personale.

Ma quali sono gli stili di attaccamento?

Attaccamento sicuro: le persone con attaccamento sicuro tendono ad essere più soddisfatte nelle loro relazioni. I bambini con attaccamento sicuro vedono i genitori come una base sicura da cui partire per esplorare l'ambiente. Allo stesso modo gli adulti con attaccamento sicuro mantengono la giusta distanza con il partner, non sono né eccessivamente presenti né eccessivamente distanti. Offrono supporto quando l'altro è in difficoltà e, al contempo, sono supportati quando sono loro ad avere problemi. Il loro legame è basato su apertura, onestà ed equilibrio. All'interno della relazione entrambi si sentono indipendenti e meritevoli di amore.

Attaccamento ansioso-ambiavalente: le persone con attaccamento ansioso-ambivalente sono in una costante ricerca di attenzioni. Si imbattono nella continua necessità di volere essere salvati e completati dal loro partner. Pur sentendosi al sicuro stando molto vicini all'altro, mettono in atto comportamenti che lo fanno allontanare. Quando non sono sicuri dei sentimenti del partner, diventano gelosi, possessivi, eccessivamente richiestivi. Interpretano comportamenti indipendenti dell'altro (uscire con gli amici la sera, palestra, corso di teatro etc.) come segnali che voglia terminare la relazione, tradimento o altro.

Attaccamento evitante-distaccato: chi ha un pattern di attaccamento evitante distaccato, tende a distanziarsi emotivamente dai suoi partner. Le persone con questo modello di attaccamento preferiscono stare da sole e si concentrano eccessivamente su se stesse, sminuendo l'importanza delle relazioni e il bisogno di stare con altre persone. Hanno una grande capacità di "spegnere" il loro mondo emotivo. Dinanzi alla minaccia di abbandono, potrebbero reagire con indifferenza.

Attaccamento evitante-timoroso: una persona con questo tipo di attaccamento vive in uno stato di ansia perenne in cui teme sia l'eccessiva vicinanza che l'eccessiva distanza nelle relazioni. Questo provoca forte stress emotivo, in balia di un umore spesso imprevedibile. Si tratta di un modello di attaccamento senza una strategia organizzata, dove persistono due modalità contrastanti: nel momento in cui incontra il bisogno di vicinanza con il partner, prova l'urgenza di allontanarsi perché ha paura. L'altro diventa sia fonte di sicurezza in cui rifugiarsi che di minaccia da cui scappare. Oscilla tra la paura dell'abbandono e la paura di essere troppo vicino con il partner ed ha un'alta probabilità di ritrovarsi in una relazione di abuso.

I modelli di attaccamento che sviluppiamo nella relazione con le nostre figure di accudimento da piccoli non dovrebbero avere un impatto così assordante nella scelta delle relazioni che avremo da adulti. Riconoscere qual è il nostro modello potrebbe essere utile per accedere con consapevolezza a degli schemi maladattivi che mettiamo in atto automaticamente e ci precludono la possibilità di essere felici.

Su questi schemi potremmo lavorare per costruire un pattern di attaccamento sicuro acquisito. Possiamo farlo imbattendoci nella scelta di un partner "sicuro" e costruendo così una relazione sana che ci fa stare bene. Un'altra soluzione potrebbe essere fare un percorso di psicoterapia.

Articolo della dottoressa Maria Teresa Caputo, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Campania

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Scritto da

Dott.ssa Maria Teresa Caputo Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: Nº iscrizione all’Albo 5836

La dott.ssa è Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo Cognitivo-Comportamentale, iscritta all'ordine degli Psicologi della Regione Campania. Svolge la professione privatamente occupandosi di disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, lutto nell’ età evolutiva e nell’età adulta.

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