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Qual è il modo migliore per vivere questo difficile momento?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Un articolo che spiega e legittima le emozioni che si provano in questo momento caratterizzato dall'emergenza Coronavirus e fornisce alcuni suggerimenti su come gestire le proprie emozioni

16 MAR 2020 · Tempo di lettura: min.
Qual è il modo migliore per vivere questo difficile momento?

In questo periodo tutta la nostra quotidianità, i nostri ritmi, le nostre attività, le nostre relazioni sono saltati…quelle sicurezze che abbiamo costruito negli anni quali lavoro, frequentazioni, passatempi non sono ora possibili e quindi ci troviamo spaesati di fronte ad un foglio bianco che dobbiamo riscrivere, ma con molti meno colori rispetto a quelli che avremmo in un altro momento, visto che dobbiamo stare a casa.

La difficoltà nell'organizzare le proprie giornate, in modo completamente diverso rispetto a quello a cui siamo abituati, si va ad aggiungere alla paura per la salute nostra e dei nostri cari e alla mancanza di certezze rispetto a quale sarà l'evoluzione nel futuro prossimo e non, che purtroppo neanche i massimi esperti in materia riescono a darci. Alla luce di tutto questo non è difficile trovare una risposta alla nostra ansia… 

È normale essere preoccupati, tesi, nervosi, ansiosi, e talvolta perdere la pazienza! Riconoscere che purtroppo ci sono momenti della vita in cui si provano emozioni negative, che vanno accettate e vissute come parte integrante di quella fase, lasciandole andare e venire, è già un modo funzionale di approcciarsi ad esse. Le emozioni non sono però dicotomiche, presenti/assenti, ma hanno un'intensità, che le definisce più o meno gestibili, e che può essere influenzata con il nostro comportamento…

Per questo ho deciso di scrivere questo articolo, perché se è vero che è normale essere preoccupati, tesi e nervosi, è anche vero che possiamo esserlo a diversi livelli e che possiamo influenzare tutto questo attuando una serie di accorgimenti.

Ecco tutto quello che può servire per cercare di approcciarsi a questa situazione nel modo più funzionale possibile.

  • Evitare di ascoltare/leggere tutto il giorno informazioni o notizie sul virus, quindi niente televisione sempre accesa sui notiziari o telefono sempre accanto per leggere la notizia dell'ultimo momento. Questo non vuol dire non informarsi, ma informarsi in modo utile. È opportuno ritagliarsi momenti specifici in cui ascoltare le notizie, magari in quelle fasce orarie in cui realmente escono nuovi aggiornamenti, ed evitare che queste diventino la "colonna sonora" delle nostre giornate.
  • Definire per ogni giornata almeno un'attività concreta che abbia un inizio ed una fine (rimettere in ordine un mobile, sistemare un angolo del giardino, cucinare qualcosa che rimandiamo da tanto, anticipare una parte del lavoro, finire un libro, informarci su una questione che ci preme…) e che quindi ci dia la percezione di aver fatto qualcosa di definito per noi stessi, la famiglia, la casa etc. Osservare il risultato di qualcosa ci farà sentire un po' meno impotenti e darà l'impressione di aver reso quella giornata più proficua. L' attivazione comportamentale, il fare anche se non se ne ha voglia, è una delle tecniche più efficaci per il trattamento dei quadri depressivi!
  • Mantenere le relazioni, meglio se con una telefonata e non con solo messaggini o vocali, perché ciò richiama maggiormente allo scambio sociale a cui siamo abituati e quindi maggiormente ad un concetto di normalità. Parlare con qualcuno a cui teniamo è anche un modo funzionale per spostare l'attenzione dal nostro mondo interno all' esterno e quindi prendere consapevolezza del fatto che non siamo "condannati" ad avere pensieri negativi tutto il giorno!
  • Ascoltare il nostro dialogo interno: stiamo usando espressioni come "sarà una catastrofe!", "non posso farcela"? Ciò significa che stiamo mettendo in atto degli errori cognitivi quali catastrofizzazione ed insopportabilità, che ci spingono a percepire gli esiti della situazione come sicuramente negativi e le nostre abilità di fronteggiamento come minime o inesistenti. Queste espressioni possono essere convertite in "potrebbe essere difficile, ma non così terribile come penso", "anche se ci saranno dei momenti critici posso riuscire a superarli, anche con l'aiuto delle persone intorno a me".
  • Preservare il più possibile le abitudini che ci hanno sempre fatto stare bene, in modo da continuare a provare quelle emozioni e sensazioni positive, che presi dalla velocità con cui scorre la vita normale, di solito non notiamo. Ad esempio le donne possono continuare a truccarsi, a sistemarsi i capelli, a darsi le loro creme, a mettere gli orecchini…tutti possono fare colazione con una brioche, anche se confezionata o fatta in casa, sorseggiare un caffè seduti al tavolino, anche se del terrazzo, fare un po' di attività fisica, anche se su un tappetino in casa…inventarsi come mantenere le nostre confortanti e amate abitudini, è un modo sano e funzionale di fronteggiare la situazione!

Spero che questi spunti possano alleggerire un po' le vostre giornate.

Spero che le persone accettino le loro emozioni negative, ma cerchino anche di fronteggiarle in modo costruttivo, senza sentirsi debole o malate.

Spero che questa situazione possa tornare presto alla normalità!

Scritto da

Dott.ssa Linda Mannori

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